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Cibus resterà a Parma? Federalimentare glissa

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Pressing dal sindaco e dai presidenti di Provincia e Fiere sul numero uno dell’associazione proprietaria del marchio. Ma Auricchio non si sbilancia: «Decideremo dopo la fiera»

(polisquotidiano.it) Un trasloco, quello di Cibus, che "non s’ha da fare" . Gli amministratori locali temono che la più importante manifestazione fieristica agroalimentare d’Italia possa essere trasferita a Milano (dove si svolgerà l’Expo 2015), soprattutto dopo tutti gli investimenti che sono stati fatti per migliorare la viabilità e i parcheggi dell’expo di Baganzola. A difendere con forza la permanenza di Cibus nella nostra città ci hanno pensato il sindaco Pietro Vignali, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, divisi politicamente ma uniti in questa battaglia, e il presidente delle Fiere Franco Boni.

E durante la conferenza di inaugurazione di Cibus 2008 che si è svolta ieri, hanno fatto non poche pressioni su Gian Domenico Auricchio, presidente di Federalimentare proprietaria del marchio "Cibus", con lo scopo di strappargli la promessa di mantenere la manifestazione nel cuore della Food valley almeno per i prossimi dieci, dodici anni (il contratto scadrebbe nel 2012). «L’agroalimentare, la cultura e lo sviluppo sono anime che si incontrano con Cibus – sottolinea Vignali – per questo è un patrimonio che non deve essere disperso. Dobbiamo proseguire nella specializzazione delle manifestazioni fieristiche e stringere accordi con altri eventi di rilevanza internazionale, come l’Expo 2015 che è un’opportunità non solo di Milano, ma per tutto il nord Italia. Occorre rafforzare la collaborazione con Milano, con la consapevolezza che Cibus deve rimanere a Parma» . Per rendere ancora più efficace e convincente il suo discorso, il sindaco fa partire un filmato che illustra i progetti e gli impegni più consistenti, dalla metro alla complanare. Prende poi la parola Bernazzoli, che prosegue il discorso di Vignali. «Parma è un polo di eccellenza nel settore dell’agroalimentare e abbiamo mantenuto con Federalimentare gli impegni che ci eravamo assunti. È un impegno – va avanti Bernazzoli – che pretendiamo sia riconosciuto a livello nazionale». Boni ha quindi sottolineato come la complanare sia stata «realizzata in tempi record, che non è una cosa di poco conto» . La pressione su Auricchio si fa sempre più pesante, ma il presidente di Federalimentare non si sbilancia. E mentre tutti fremono, auspicando un prolungamento dell’accordo per avere Cibus fino al 2020, il presidente si limita a rispondere soltanto che «ho visto e apprezzato i cambiamenti della Fiera, che Federalimentare aveva chiesto. C’è la volontà delle istituzioni e del sistema economico parmense di affrontare un impegno molto più forte, con un investimento importante. Subito dopo Cibus, il consiglio di Federalimentare si riunirà per discuterne» . Dopo il discorso di Auricchio, Boni insiste: « Vogliamo continuare ad avere a Parma Cibus, perché questa città è la grande casa della cultura agroalimentare e diventerà una delle fiere più facilmente raggiungibili. Se l’amico Auricchio ricorda la situazione di tre anni fa – ribadisce speranzoso – mi sembra che sia cambiata ». A tenere banco durante l’inaugurazione della manifestazione, anche l’importanza dell’Export, « una strada obbligata – spiega Auricchio – a causa del calo dei consumi », e della grande distribuzione, perché « ci sono tante piccole e medie imprese – commenta Boni – ma mancano i distributori, perché noi non abbiamo catene nostre. Poi c’è il grande problema della contraffazione, per questo dobbiamo proteggere il made in Italy, che garantisce sicurezza e qualità ». Tra i relatori erano presenti anche la presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Anna Maria Artoni, il direttore dell’Efsa Catherine Geslain Lanéelle, e il ministro delle Politiche agricole uscente Paolo De Castro.