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ADDIO A MARISA MERLINI, AVEVA 84 ANNI

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Ettore Zocaro  

(ansa.it) ROMA – Marisa Merlini, morta all’età di 84 anni (6 agosto 1923) era, come Aldo Fabrizi e Alberto Sordi, una delle attrici più genuinamente romane  nello spirito e nell’istinto. Nata a Roma, non aveva mai tradito gli aspetti più autentici della sua città, impersonando per lo più personaggi pieni di carattere e di riserve umorali.

Generalmente considerata artista squisitamente cinematografica per i numerosi film girati, deve invece la prima parte della sua carriera al teatro, dove praticamente si è formata e dove ha accolto i primi successi tra il 1939 e il 1945.

Giovane ed esuberante, si distinse in spettacoli di rivista, come Tutte donne con Macario e Venticello del Sud, con Nino Taranto, esibizioni rimaste memorabili per il folgorante sex appeal.

Avvio non casuale, ma mantenuto anche successivamente nelle compagnie di Totò e di Anna Magnani, della quale, fra l’altro, diventerà molto amica, assorbendone inoltre la personalità per i molti comuni segni temperamentali, tanto da essere indicata dalla critica come una legittima concorrente. Il suo debutto sullo schermo, dopo piccole particine, risale a Roma città libera di Marcello Pagliero, primo impatto da parte del pubblico con la sua vena cordialmente romanesca, quindi da allora non si é più fermata, un film dietro l’altro, sempre pronta ad affrontare ruoli ispirati a una realtà non fittizia. Una attrice simpatica al pubblico per la verità delle sue espressioni, misurata nelle pur accese esternazioni, pungente e ironica al momento giusto, ammirata per la spontanea immediatezza.

Il cinema italiano le è grato principalmente per quanto ha saputo dare con incisività negli anni ’50 in Tempo di villeggiatura, Padri e figli, Tutti innamorati, opere che le hanno permesso anche di vincere il Nastro d’Argento, a cui va aggiunto Pane, amore e fantasia, di Luigi Comencini, che ha segnato il massimo della usa popolarità. Richiestissima dai registi in special modo per interventi sferzanti ma divertenti nei quali sapeva destreggiarsi con assoluta sicurezza, ha inanellato una lunga serie di pellicole, tra le quali L’Imperatore di Capri, Totò cerca casa, I due sergenti, Gli eroi della domenica, Viva la rivista, Destinazione Piovarolo, Il Bigamo, Il momento più bello, Mariti in città, tutti titoli significativi in quanto hanno fatto risaltare la sua naturalezza dal sorriso aperto e accattivante. Intensa è proseguita l’attività di Marisa Merlini negli anni ’60 e ’70 che l’hanno  vista prodigarsi con la consueta vena in Oh Serafina!, Gianburrasca, La mazzetta, e soprattutto ne Il Vigile, al fianco di Alberto Sordi, satira irresistibile di due campioni della romanità. E poi ancora Io, io e gli altri di Blasetti, e un film in Gran Bretagna di Peter Grenville per il ruolo di  governante in Questioni di Statò, dalla commedia di Terence Rattigan.

Dopo un timido tentativo di ritorno al teatro in una commedia musicale di Pietro Garinei, non ha trovato più molto da fare in un cinema italiano in crisi, sempre meno incline alla commedia vera. Tuttavia ha avuto modo di chiudere la sua carriera in età avanzata, chiamata tre anni fa da Pupi Avati per una graffiante parte in ‘La seconda notte di nozze’, sommesso canto del cigno di una caratterista con i fiocchi, degna erede della grande  tradizione italiana di Dina Galli, Tina Renzi, Ave Ninchi.