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CONGRESSO FNSI

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VIA a un CONGRESSO FNSI che è già finito: chi comanda oggi resterà in sella domani.
Firmata un’alleanza di ferro tra sinistra, cattolici ed epigoni socialisti. Milano al rimorchio di Roma. Franco Siddi: "Progetteremo il futuro con gli editori". Attenti! Si prevedono altri tagli sanguinosi negli
organici anche nel 2012. Questo è il futuro studiato dai "compagni editori" (e non soltanto al Corriera della Sera).
Lucio Lami spiega la crisi dell’informazione sostituita dalla comunicazione.

di FRANCO ABRUZZO

Bergamo, martedì 11 gennaio 2011. Il presidente del Senato Renato Schifani inaugurerà, con una sua prolusione, i lavori  del Congresso nazionale della Stampa italiana, mentre un convegno pubblico su ‘Giornalismo e editoria in linea diretta con il futuro’ farà da introduzione ai lavori congressuali. Si confronteranno grandi nomi dell’editoria e del giornalismo: tra i relatori figurano il presidente del gruppo L’Espresso Carlo De Benedetti, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il presidente di Rcs Piergaetano Marchetti. , il presidente della Societa’ dei lettori di "Le Monde" Jean Martin, il segretario generale della Ifj Aidan White, il segretario generale della Fnsi Franco Siddi. Stefano Folli e Tiziana Ferrario intervisteranno gli ospiti.

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I 312 delegati  faranno da cornice  ad intese già firmate a Roma. Il congresso potrebbe esaurirsi al massimo in due giorni, ma durerà quattro giorni perché i riti hanno i loro tempi. Basta leggere il sito della Fnsi per rendersi conto che la maggioranza uscente  (formata dalle componenti sindacali di Autonomia e Solidarietà/Nuova Informazione, Coordinamento delle Associazioni di Stampa per un Sindacato di Servizio-Capss, Giornalisti Uniti, Stampa Democratica, Quarto Potere) ha un futuro tranquillo. Rimarrà in carica e governerà dalla Fnsi anche gli altri enti della  categoria (Ordine, Inpgi 1 e 2, Casagit e Fondo pensioni).  Il Congresso sarà dominato da un’alleanza di ferro tra sinistra, cattolici ed epigoni socialisti. Milano (Stampa democratica e Quarto potere) è al rimorchio di Roma: si accontenta di pochi sgabelli nei vari CdA e nella giunta federale, ma in compenso rimarrà alla guida della "Lombarda", mentre la sinistra ha occupato l’Ordine regionale. La maggioranza uscente della Fnsi annuncia trionfante: "Portiamo al congresso di Bergamo un bilancio positivo del lavoro svolto e un programma capace di affrontare la complessità della situazione che sta di fronte al giornalismo italiano". Il segretario generale Franco Siddi, via Ansa, urla euforico: «Vogliamo progettare il futuro e farlo con gli editori. Vogliamo che torni la sanità dei bilanci nell’industria editoriale, a garanzia anche di una migliore qualità". Non mancano gli svarioni e gli autolesionismi, quando il documento firmato dalle cinque sigle scrive: "Le iniziative messe in campo dal Sindacato, dall’Inpgi e dalla Casagit hanno evitato che la crisi del settore compromettesse l’equilibrio dei conti e quindi l’autonomia degli Istituti della categoria".  In verità i conti dell’Inpgi sono stati messi in salvo da tre leggi (varate nel 2009) del Governo di centrodestra su  input dei ministri Tremonti e  Sacconi in virtù delle quali l’Istituto non pagherà prepensionamenti e Cigs. Il Governo dà ogni anno 20 milioni di euro, ma ha scritto nei testi legislativi che, se  i 20 milioni dovessero risultare insufficienti, gli  editori (e tra questi c’è anche Berlusconi) dovranno far fronte in proprio ai bisogni di cassa della Fondazione. In altri tempi avremmo letto articoli osannati a una normativa oggettivamente di sinistra. Mettere sotto torchio i "padroni" non  capita tutti i giorni.

La Fnsi si è ben guardata peraltro di parlare della vicenda della Padania. I giudici del lavoro di Milano hanno sconfessato due volte il sindacato regionale, che aveva accettato e firmato  due tornate di  Cigs senza rotazione per 14 redattori  e per due anni. In sostanza  gli stati di crisi sono stati regalati.  Il Tribunale ha bocciato la linea di un sindacato che ha lasciato il "datore di lavoro arbitro di attuare la Cigs o meno e di scegliere i lavoratori da sospendere e riammettere". (Questi fatti sono raccontati in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5465 e in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5778). La vicenda della Padania getta una luce fosca sul sindacato.

Attenti all’euforia di Siddi "amico" degli editori! Si prevedono altri  tagli sanguinosi  negli organici  anche nel 2012.  Questo è il futuro studiato dai "compagni editori" invocati incautamente da Siddi. Il centro dello scontro rimarrà la redazione del Corriere della Sera: la proprietà, con il sostegno esplicito del direttore de Bortoli, punta ad azzerare gli  accordi aziendali, a tagliare gli organici e a spostare decine di redattori da un settore all’altro. Per ora il CdR ha resistito.

I dirigenti della Fnsi, per capire la reale situazione del comparto editoriale,  dovrebbero leggere con attenzione uno studio di Lucio Lami (in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=6034) dal titolo: "PERCHE’ LA COMUNICAZIONE HA SOSTITUITO  L’INFORMAZIONE". Lami scrive:  "Non è un caso se i termini di giornalismo e di informazione sono confluiti in quello, assai più ambiguo, di ‘comunicazione’. Infatti, da alcuni anni è in atto nei media una rivoluzione filosofica e procedurale i cui effetti non sono stati ancora valutati pienamente. La comunicazione, come diceva Jean François Revel,  altro non è che l’informazione privata del rapporto morale che dovrebbe esistere tra chi la fa e chi la riceve… Non è vero che la crisi dei media italiani é semplicemente parte di una crisi universale. La nostra è una crisi con caratteristiche strettamente nazionali ed è antecedente al fenomeno dello strapotere televisivo. E’ una crisi che dura da quarant’anni e non è di natura tecnologica, ma politica e soprattutto morale. Essa coincide con la morte del giornalista spectateur engagé, per dirla con Aron, e col trionfo del giornalista militante, sottoprodotto dell’intellettuale organico, docile strumento di poteri vecchi e nuovi".  Siddi per ora ha annunciato: «C’è bisogno di un giornalismo più indipendente, serio, e meno partigiano, al servizio della libertà e della conoscenza». Sembra che abbia letto Lami, ma in effetti sono parole scontate e retoriche in bocca a Siddi.

I documenti:

1. FNSI. SIDDI: "COSTRUIAMO IL FUTURO INSIEME AGLI EDITORI. WIKILEAKS HA DIMOSTRATO CHE C’È BISOGNO DEI GIORNALISTI".

Bergamo, 10 gennaio 2011.  «C’è bisogno di un giornalismo più indipendente, serio, e meno partigiano, al servizio della libertà e della conoscenza». Lo ha detto questa mattina il segretario della Fnsi Franco Siddi durante la presentazione del 26esimo Congresso nazionale della stampa italiana, che prenderà il via domani a Bergamo. «Il caso di Wikileaks ha dimostrato come il giornalismo abbia ancora un ruolo fondamentale – ha aggiunto -. Quelle informazioni rese pubbliche su internet sono diventate rilevanti solo dopo essere state analizzate dai giornalisti, altrimenti nessuno le avrebbe capite». Il segretario della Fnsi ha parlato anche delle sfide che aspettano la professione, che saranno al centro del dibattito di questi giorni: «Vogliamo progettare il futuro e farlo con gli editori – ha detto -. Vogliamo che torni la sanità dei bilanci nell’industria editoriale, a garanzia anche di una migliore qualità. La flessibilità non ci spaventa, purché sia legata a un progetto serio per il futuro. La sfida nuova è quella dei nuovi media; dovremo incalzare gli editori per progettare insieme un’offerta nuova e qualificata. Perché se è vero che l’informazione si frammenta, è vero anche che la qualità non deve venire meno». Parlando di occupazione, Siddi ha detto: «Mentre si perdono posti di lavoro, dobbiamo pensare a come aumentare la base produttiva, solo così sarà possibile creare più occupazione». Infine la sfida etica: «Se il giornalismo cambia natura e diventa protagonista, rischia di perdere la bussola. Non si può prescindere la notizia – ha detto – ma non si possono costruire notizie solo per demolire l’avversario». (ANSA)

2. LA MAGGIORANZA DELLA FNSI: "PORTIAMO AL CONGRESSO DI BERGAMO UN BILANCIO POSITIVO DEL LAVORO SVOLTO E UN PROGRAMMA CAPACE DI AFFRONTARE LA COMPLESSITÀ DELLA SITUAZIONE CHE STA DI FRONTE AL GIORNALISMO ITALIANO".

Roma, 08/01/2011. Pubblichiamo il manifesto-documento unitario, condiviso dalle cinque forze che compongono la maggioranza della Fnsi che ha governato in questa "legislatura": Autonomia e Solidarietà, Coordinamento delle Associazioni di Stampa per un Sindacato di Servizio (Capss), Giornalisti Uniti, Stampa Democratica, Quarto Potere

La maggioranza che ha governato la Federazione nazionale della stampa italiana successivamente al XXV Congresso di Castellaneta si presenta al XXVI Congresso di Bergamo convinta di poter sottoporre ai delegati un bilancio positivo del lavoro svolto ed un programma per il futuro capace di affrontare le complesse problematiche che stanno di fronte alla categoria.

La Fnsi ha realizzato, in condizioni di estrema difficoltà, ma con uno sforzo di unità interna che è stato fondamentale a tal fine, obbiettivi di assoluto rilievo che, alla luce degli sviluppi successivi che hanno caratterizzato il mondo del lavoro italiano, appaiono ancor più positivi:

1 – Dopo anni di vertenza è stato sottoscritto il contratto con la Fieg, riuscendo a mantenerne l’impianto di garanzie e riaprendo la dinamica economico-salariale.

2 – E’ stato rinnovato il contratto con Aeranti-Corallo, mantenendo e sviluppando la contrattazione giornalistica in un settore per molti anni segnato dalla presenza preponderante del lavoro nero o impropriamente regolato da altro tipo di contrattazione. Nato come contratto di emersione la sua "maturazione" resta uno degli obiettivi principali del Sindacato. Questi contratti, assieme agli accordi di settore, come quello sottoscritto con l’Unione della stampa periodica (Uspi), sono la nostra carta d’identità e strumenti imprescindibili di tutela della professione nonché base fondamentale dello "stato sociale" della categoria.

3 – Le iniziative messe in campo dal Sindacato, dall’Inpgi e dalla Casagit hanno evitato che la crisi del settore compromettesse l’equilibrio dei conti e quindi l’autonomia degli Istituti della categoria.

4 – E’ proseguita con determinazione, pur tra difficoltà crescenti che non possono essere negate, l’iniziativa per la piena applicazione della legge 150 e la definizione del profilo professionale degli addetti stampa pubblici.

5 – Contemporaneamente si è rafforzata e consolidata l’attenzione al mondo del lavoro autonomo con l’istituzionalizzazione di strutture sindacali tese a rendere permanente e più efficace l’azione di tutela di questo settore del giornalismo. Questa scelta sarà fondamentale per affrontare una crisi non ancora esaurita e che rischia di colpire soprattutto le fasce più deboli del giornalismo, il che richiede una forte capacità di interlocuzione del Sindacato con la politica e le istituzioni allo scopo di mantenere l’intervento pubblico su basi eque e corrette nonché la definizione, urgente, di una legge di riforma dell’editoria.

6 – La Fnsi è stata protagonista nella battaglia per la difesa della libertà e dell’indipendenza della informazione nel nostro Paese. Lo ha fatto in piena autonomia, senza alcuna subalternità né culturale né politica nei confronti di altre organizzazioni e senza nulla concedere a schieramenti di parte.

  Tutte queste tematiche dovranno restare al centro dell’azione della Fnsi. La coalizione di maggioranza si propone per il rinnovo della larga fiducia che l’ha fin qui sostenuta, allo scopo di proseguire e rendere più efficaci le politiche fino a oggi perseguite.

In particolare:

1-Sviluppare politiche che sfidino la controparte imprenditoriale ad una progettualità che consenta l’uscita dalla crisi del settore e la riapertura del mercato del lavoro, costruendo un meccanismo che sappia dare pari dignità al lavoro dipendente ed a quello autonomo, comprese le forme di auto imprenditorialità.

2 -Rendere più moderno il Sindacato nazionale dei giornalisti elevandone la capacità di prestare assistenza ai colleghi, specie a quelli "autonomi" (professionali o collaboratori che siano), attraverso la valorizzazione del ruolo delle Associazioni regionali di stampa, mediante assistenza e consulenza specialistica e politiche di formazione dei quadri sindacali.

3 -Utilizzare il massimo delle sinergie possibili con gli altri organismi della categoria – Inpgi, Casagit e Fondo complementare – facendo leva sulle eccellenze dimostrate e ottimizzando le risorse a disposizione, lo scambio delle informazioni e lo sviluppo delle politiche di formazione sulle normative del settore e di aggiornamento professionale.

 La Federazione della stampa deve confermare, anche con questo Congresso, il proprio impegno perché il Parlamento approvi una inderogabile riforma del nostro Ordine professionale. Non una riforma qualsiasi, ma un complesso di norme che consentano all’Ordine dei giornalisti di rispondere alla propria missione: interpretare la vera realtà professionale della categoria attraverso una rigorosa gestione dell’accesso e delle norme deontologiche. Nella reciproca autonomia e nel rispetto dei rispettivi ruoli, la Fnsi continuerà a perseguire il massimo di collaborazione con tutti gli organismi della categoria.

Riteniamo essenziale rilanciare un’azione coordinata degli Enti che renda sempre più efficace e solido il sistema di welfare dei giornalisti italiani dipendenti e autonomi.  

Autonomia e Solidarietà

Coordinamento delle Associazioni regionali di Stampa per un Sindacato di servizio

Giornalisti Uniti

Quarto Potere

Stampa Democratica