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FOTOGRAFARE PARMA

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PARMA – Ventisette fotografi più uno, che in origine si occupava di backstage: per tre giorni, nel tiepido maggio di quest’anno, si sono fermati nella nostra città e hanno potuto così- ospitati dal Comune e da Neos (giornalisti di viaggio associati) -<<lavorare ed esprimersi senza vincoli, liberamente , immortalando secondo il proprio gusto e la propria creatività angoli e persone di Parma >> come ha spiegato Luigi Alfieri curatore della mostra che presso Palazzo Pigorini sino al 16 novembre raccoglie il frutto di quella "tre giorni" parmigiana. "Fotografare Parma", appunto, il titolo dell’esposizione promossa dall’assessorato alle Politiche Culturali Turismo e Marketing territoriale del Comune di Parma grazie al contributo di importanti sponsor.Centocinquanta immagini della città, altrettante differenti prospettive: i migliori reporter italiani hanno scelto Parma per quello che il sindaco Pietro Vignali ha definito <<un esperimento culturale inedito>>. Così come inedita appare anche la collaborazione fattiva ed efficiente offerta proprio dall’Amministrazione, <<un impegno ed una concretezza che ci hanno sorpresi>> ha sottolineato il curatore Alfieri.

 Dall’iconografia classica a scatti più originali ed inconsueti, dalla scelta di documentare semplicemente spazi ed angoli alle composizioni più audaci ; anche, come lo stesso sindaco ha aggiunto, <<una maniera diversa per promuovere il marchio Parma . Città di solide tradizioni ma anche moderna, funzionale, aperta al nuovo>>.. Secondo Paolo Chiesi presidente dell’omonima Fondazione <<si tratta di tante visioni della città e dei suoi abitanti, spesso in contrapposizione ma sempre fertili di spunti . Che disegnano il volto di una città carica di passato ma densa di promesse per il futuro>>. Un mosaico straordinario, nato proprio dall’idea di sguinzagliare, senza alcuna restrizione, i migliori (non solo locali) : permettere loro di scoprire Parma, con fantasia e indipendenza, restituendone un personale ritratto.Ventisette, <<come le opere di Verdi>> scherza Alfieri, in questa affascinante contemporaneità con le manifestazioni verdiane che animano l’autunno. E allora puoi trovare le strade, (Giulio Andreini, "Via della Salute"), le preziose memorie parmigiane(Eugenio Bersani, "La duchessa Maria Luigia d’Austria in una stampa d’epoca"), i frammenti dei monumenti-simbolo ( Enrico Caracciolo di Brienza, "Particolare del Battistero"), gli eventi culturali( Gabriele Crozzoli, "La mostra di Warhol"); "Piazza Garibaldi" è uno dei temi di Giovanna dal Magro mentre Emanuela de Santis ha scelto come soggetto " Maurizio Alpi al Caffè Orientale in piazza Garibaldi").E’ di Alessandro Gandolfi, altro curatore della mostra, un "Foyer del Teatro Regio" nell’ora meno festosa delle pulizie mentre Fausto Giaccone ha optato per "Il Conservatorio di Musica Arrigo Boito". Suggestioni varie e composite, per un percorso non scontato dettato dall’ispirazione dalla consapevolezza tecnica ed artistica forse anche dall’indole di ciascun fotografo. Per cogliere di Parma sfumature forse impensate, o non pensate -ancora-da noi  : sguardi mai conformi, mai identici, che permettono di assaporare visivamente un ambiente urbano nuovo. Reso magico dalla rappresentazione…

Veronica Pallini