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MEDFILM: “IL PROBLEMA E’ IL TROPPO CINEMA USA”

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(ansa.it) ROMA – "Il problema che abbiamo oggi in Spagna è il cinema americano". Che viene distribuito ovunque, a discapito delle produzioni nazionali, che sono di grande qualità, ma non hanno abbastanza risorse per competere con quelle statunitensi. Un problema, questo, di cui soffre non solo la Spagna, ma tutto il cinema europeo, secondo Carmen De Miguel, produttrice del film spagnolo ‘Abrigate’, proiettato in questi giorni al MedFilm Festival a Roma.

"Io come produttrice seleziono film di carattere sociale e politici, ma questo tipo di cinema è difficile che funzioni in Spagna, dove funziona di più la commedia", dice la produttrice ad ANSAmed, osservando che il problema vero nel suo Paese oggi é il cinema americano: ad esempio in Spagna i film Usa vengono proiettati senza sottotitoli e quindi costano meno e i giovani li scelgono anche per questo. "Il problema del cinema europeo in generale – aggiunge – è che non ha le risorse per competere con quello americano".

Eppure proprio il cinema europeo è "di una qualità altissima", prosegue, facendo riferimento alle produzioni spagnole, ma anche a quelle italiane, che "una volta si vedevano moltissimo in Spagna, mentre oggi molto meno".

‘Abrigate’, presentato a Roma nella rassegna ‘Panorami’ dedicata ai nuovi autori, racconta di una giovane argentina che si trasferisce da Buenos Aires a una città della Galizia di cui la sua famiglia è originaria. "La Galizia è un Paese di 3 milioni di abitanti, di cui un milione stanno fuori e vivono in tutta l’America latina", spiega la De Miguel, osservando che oggi sono invece proprio i figli di quella prima generazione di migranti ad essere protagonisti di un nuovo flusso che torna nella terra d’origine. "Il film parla di questi nuovi immigrati europei – ha aggiunto – ai quali vogliamo dare una buona accoglienza". Di qui la scelta del titolo del film, ‘Abrigate’, letteralmente ‘copriti’.