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Corsica-Liguria a nuoto

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L’impresa di un nutrizionista 54enne, che spiega come mangiare prima di entrare in acqua

(corriere.it)
Giovanni Brancato ce l’ha fatta, e con un giorno d’anticipo. Doveva arrivare domenica pomeriggio e invece è aopprodato ad Alassio sabato pomeriggio alle 15,30., dopo essere partito dalla Corsica il 23 luglio e aver percorso tutto il tratto di mare a nuoto, percorrendo una distanza quivalente a circa quattro traversate della Manica consceutive.

IN ACQUA DOPO MANGIATO? – Il nuotatore da primato nella vita fa il nutrizionista. Chi meglio di lui può allora spiegarci come conciliare la voglia di tuffarsi in acqua con l’alimentazione, senza correre il rischio di provocare un blocco digestivo. Tutti ricordano sicuramente i consigli della nonna e cioè di far trascorrere sempre alcune ore dopo aver mangiato prima di entrare in contatto con l’acqua e di bagnarsi il corpo prima di tuffarsi per evitare bruschi cambiamenti di temperatura corporea. Ma quanti rispettano queste attenzioni? Che cosa c’è di meglio in una giornata calda, magari con le goccioline di sudore che ti scendono lungo il corpo, che fare una corsa e tuffarsi? In genere non succede niente, ma in qualche caso, se il nostro organismo non risponde bene ai cambiamenti di temperatura, può sopraggiungere qualche problema. Tra chi dice di tuffarsi quando si ha voglia e chi, invece, vorrebbe che passassero due o tre ore dopo i pasti, ecco i consigli di un esperto nuotatore .

CONTA QUELLE CHE SI MANGIA – «Sapendo di trascorrere ore in spiaggia a giocare o a prendere il sole per poi tuffarsi in acqua – dice Giovanni Brancato, biologo-nutrizionista siciliano, 54 anni, esperto nuotatore fin da piccolo e in questi giorni alle prese con una traversata a nuoto tra la Corsica e la Liguria – è comunque bene fare attenzione a quello che si mangia, perché più un cibo è ricco di grassi più ci vuole tempo per digerirlo. Quindi privilegiare in ogni caso alimenti leggeri, facilmente digeribili e se si vuole stare molto in acqua, preferire cibi subito disponibili per l’organismo per dare modo al corpo di avere le energie necessarie per affrontare le fatiche del nuoto e contrastare l’abbassamento di temperatura stando a contatto con l’acqua».

LA DIETA «DA BAGNO» – E la dieta per i bagni in mare? Che cosa ci consiglia, lei, esperto nuotatore che sta quindici ore tra le onde a chi quest’estate si tuffa e sta in acqua per molto tempo? «Non posso certo sottoporre la mia dieta, che è calibrata sull’impresa che voglio compiere – aggiunge l’esperto -. Se si vuole fare bagni senza rischiare i cibi da preferire sono quelli che rinfrescano il corpo, capaci di abbassare la temperatura , ossia frutta (va molto bene l’anguria), bevande come te freddo, ma anche un ghiacciolo al limone. Poi, per il pranzo, insalate, tonno e mozzarella. Per la cena, spaghetti e pesce».

LO SPUNTINO – Spesso si sente la voglia di uno spuntino, di coprire il buco dello stomaco e magari si mangia un gelato. Può essere una giusta scelta? «Tutto bene per il riequilibrio degli zuccheri – aggiunge – ma poi i grassi del gelato si pagano. Meglio il vecchio pane, olio e pomodoro, come facevano i nostro vecchi per lenire i morsi della fame».

IL CIBO «DA TRAVERSATA» – Ma ci sono cibi che l’hanno aiutata in questa preparazione? «Certamente e non mi stanco di ripeterlo, pomodori maturi, banane e cioccolato sono la mia energia. Sono alimenti che riequilibrano i sali persi durante le nuotate. E poi, vitamina C, magnesio e potassio. Certo, per imprese come quella che sto per compiere occorrono anche integratori, ma isotici, cioè non "forti". » E lei come si alimenta nella traversata? «A colazione banane, polvere di cioccolato, latte di mandorla, pane integrale e marmellata. Durante la nuotata, qualche sosta per bere, sgranocchiare un cracker, sistemare l’attrezzatura e poi via di nuovo. La sera, in barca, spaghetti con olio e grana, pesce bollito con limone, portato da casa, una torta tipo crostata che mi ha preparato un’amica». Ma lei si nutre così anche a casa, in famiglia? «I consigli che ho dato servono non soltanto per affrontare le nuotate in mare . aggiunge l’esperto – ma anche per mantenere un fisico in forma. La mia impresa non ha soltanto lo scopo di raggiungere un primato da Guinnes, ma anche di sollecitare bambini, adolescenti, famiglie e Istituzioni, soprattutto i Comuni e la Scuola, a fare informazione sul valore dell’alimentazione e dell’esercizio fisico come elementi che possono condizionare il nostro stato di salute».

SCOPO EDUCATIVO – «Già dall’anno scolastico 2008-2009 – ci ha detto Brancato prima di immergersi per la traversata – terremo degli incontri nelle scuole elementari, medie e superiori di Alassio e dei comuni per illustrare l’importanza del cibo e del movimento».

Edoardo Stucchi
26 luglio 2008


L’IMPRESA: COME QUATTRO TRAVERSATE DELLA MANICA
La traversata di Giovanni Brancato,in quattro tappe consecutive d’una quarantina di chilometri equivale più o meno a quattro traversate della Manica una dietro l’altra. Sceso in acqua mercoledì 23 luglio alla mattina alle 7.25 al porto di Macinaggio, all’estrema punta del «dito» della Corsica, ha cominciato la traversata ed è risalito sulla barca di appoggio alle 17.07, senza mostrare segni di affaticamento né cardiaco e né respiratorio, come ha potuto osservare la dottoressa Marina Liberatori che lo assiste. Nel corso della traversata ha fatto una sosta per nutrirsi con alimenti naturali: sorsate di polpa di frutta (mirtillo, melograno e mela e, da buon siciliano, anche se trapiantato ormai ad Alassio, latte di mandorla. Ha masticato, sempre stando in acqua, cioccolato fondente, fette di pane e marmellata di albicocche. Brancato non è nuovo a imprese natatorie. Negli anni ottanta ha effettuato traversate fra le isole di Vulcano, Lipari, Salina, Alicudi e Filicudi e dello stretto di Messina.Negli stessi anni ha vinto il titolo di campione siciliano di pesca subacquea. Dopo una pausa di decenni, in cui si è sposato e ha avuto due figli, trasferendosi al nord, e dividendosi fra Alassio e Milano, dove lavora come biologo-nutrizionista, ha deciso di cimentarsi in questa impresa, essendosi reso conto che troppo spesso la gente dimentica il valore dell’alimentazione e dello sport, intesi come elementi nutrizionisti del corpo. Aiutato dal professor Piergiorgio Spaggiari, specialista di medicina dello sport e direttore generale degli istituti ospitali eri di Cremona, per due anni si è allenato, correndo e nuotando tutti i giorni e mangiando soltanto cibi sani e naturali, quelli che offre la natura.

4 COMMENTS

  1. Sarebbe bene che a scuola fosse insegnata anche l’etica del cibo.
    Le imprese sportive non sono un esempio di come si deve mangiare.
    Mangiare cadaveri di animali, compreso i pesci, alimenta solo allevamenti intensivi, disastro dei nostri tempi!! L’uomo deriva dai primati che non sono carnivori!!
    Le imprese sportive si possono perseguire anche come vegani!!! Molti importanti primatisti lo sono stati. E comunque anche se non si è primatisti sarebbe bene che i bambini crescessero consapevoli di cosa mangiano! Il maiale non è stato creato per essere allevato e ucciso, così le mucche, i conigli, i polli, i pesci. Quello in atto è un crimine di civiltà!! Sappiamo tutti cosa c’è dietro il business della carne e del pesce. E’ una vergogna!!! Quindi, caro primatista di nuoto e nutizionista,  faccia molta attenzione perché lei può manipolare la realtà!! E questo è un crimine contro l’umanità! Uccidere animali per la gola è delinquere!! E così lo è anche per sport!
    Ci si può nutrire e meglio lasciando stare gli animali. Il 70% degli ammalati lo è da cibo!! E gli ospedali straripano di malati da "ignoranza alimentare"
    Se andrà a scuola, dica a quei bambini invece che possono crescere sani e forti senza uccidere loro simili. Lo faccia e tutti gliene saremo grati.
    Luigi Boschi