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L’Italia non va, solo 1-1 con N.Zelanda

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Altro pari per gli azzurri, qualificazione a rischio

(ansa.it) NELSPRUIT – L’Italia pareggia 1-1 con la Nuova Zelanda la 2/a partita del gruppo F dei Mondiali. Al gol di Smeltz risponde un rigore di Iaquinta. Nuova Zelanda in vantaggio al 7′ con Smeltz che dopo un calcio di punizione sfrutta un errore della difesa azzurra.  L’Italia prende un palo con Montolivo al 26′ e pareggia al 29′ con un rigore di Iaquinta concesso per fallo su De Rossi. Italia piu’  offensiva nella ripresa con l’ingresso di Di Natale e Pazzini. Brivido all’83’ per un tiro a lato di Wood.

Piercarlo Presutt

(ansa.it) NELSPRUIT – Neanche il sole di Nelspruit e’ riuscito a riscaldare il mondiale dell’Italia.  Ancora una gara churchilliana di lacrime e sangue, ancora una rincorsa: contro  i modestissimi neozelandesi gli azzurri replicano brividi, risultato e modalita’ dell’esordio al  freddo di Citta’ del Capo con il Paraguay . Allo Mbombela Stadium finisce 1-1 con vantaggio avversario di Smeltz forse viziato da  fuorigioco e pareggio di Iaquinta su rigore: e stavolta il passo indietro e’ chiarissimo, se non altro perche’ nella gara di chiusura del  girone giovedi’ contro la Slovacchia (battuta oggi 2-0 dal Paraguay) per qualificarsi agli azzurri tocchera’ vincere a tutti i costi, se  vorranno evitare la lotteria dei calcoli comparati, persino un’ipotesi di sorteggio.

E’ questo il dato piu’ significativo di una partita per altri versi ingannevole: lo score dei 15 calci d’angolo a zero, il palo interno colpito da Montolivo, e anche le parate di Paston e gli errori sotto porta degli attaccanti italiani. Tutto questo conta poco, perche’ va messo in relazione alla poverta’ tecnica di un avversario tra i piu’ scarsi mai visti a questo livello. La Nuova Zelanda e’ squadra  con giocatori prestanti fisicamente e sempre pronti ad agitare le mani, forse per una sorta di astinenza dal rugby tanto popolare  dalle loro parti: ma con il pallone tra i piedi incapaci di inventare alcunche’. Niente di piu’. L’Italia vista oggi invece conferma in  filigrana quanto si sapeva: fa circolazione di palla e gioco, grazie a due centrali di centrocampo (soprattutto Montolivo). Dispone  anche di buon dinamismo sulle fasce laterali, garantito da Zambrotta e Criscito. Ma davanti fatica enormemente a fare gol e dietro  la fesseria su calcio piazzato dell’avversario (e quindi con i centrali schierati) e’ sempre dietro l’angolo.  Stavolta, poi, Lippi ha provato a cambiare l’ordine dei fattori, inserendo sull’undici iniziale gli invocati Di Natale e Pazzini oltre a Camoranesi: nulla e’ mutato nel prodotto. 

L’avvio era stato da incubo per gli azzurri, che pure avevano tutte le condizioni per decollare subito. Invece il 4-4-2 di Lippi offriva  subito motivi di apprensione, perche’ non riusciva nei primi minuti ad occupare bene il campo. E al 7′ riservava ai tifosi italiani un  maligno revival di quanto vissuto contro il Paraguay. Ancora una volta una punizione dalla trequarti a gettare nel panico i centrali  italiani:  la calciava Elliot, e via via attraverso spizzate di ogni genere e grado (Gilardino, Reid, e qui forse l’arbitro avrebbe dovuto  fischiare un fuorigioco, Cannavaro), la palla arrivava a Smeltz che metteva in rete da due passi. Lo schiaffone aveva almeno il  merito di scuotere la nazionale italiana che finalmente regalava qualche accelerazione, costringendo i neozelandesi ad un primo  tempo di totale copertura. Gli all whites mai piu’ superavano la meta’ campo nei primi 45′, e i campioni del mondo se non altro sull’onda del forcing andavano spesso al tiro. Ci provava Montolivo al 9′, ma Gilardino non riusciva a deviare e Paston si salvava  sul pallone sbucato a tradimento. Al 16′ era maldestro Chiellini nel tiro da buona posizione, e al 21′ Zambrotta, tra i piu’ attivi, tira  alto di un soffio. Se Zambrotta spingeva bene a destra, altrettanto faceva Criscito a sinistra: il gioco sembrava farsi fluido e  mancava solo la realizzazione: sfiorata davvero da Montolivo al 26′ (botta da 30 metri) con lo Jabulani che girava fino a colpire il  palo interno senza entrare. Ma due minuti dopo l’arbitro coglieva una spinta piu’ sgambetto dell’ ingenuo Smith a danno di De Rossi  e concedeva il rigore: che Iaquinta trasformava ridimensionando i toni da tregenda azzurra. Ci provava ancora, l’Italia di  Lippi: e al 45′ su tiro di De Rossi Paston si salvava in angolo. Serviva verve, comunque, per decollare: lo capiva Lippi che lasciava  negli spogliatoi Pepe e Gilardino, lanciando nella ripresa Di Natale e Camoranesi.    

Di Natale si presentava bene (gran tiro con respinta a pugni al 3′). Ma doveva  passare quasi un quarto d’ora prima che gli azzurri si facessero vivi di nuovo dalle parti del portiere avversario: lancio di De Rossi per Iaquinta che si girava bene ma calciava male.  Era gia’ esaurita la spinta che aveva portato al pareggio? Lippi nel dubbio provava il tutto e per tutto inserendo Pazzini al posto di  Marchisio e passando cosi’ a un 4-3-3 mascherato. Dopo un tentativo di Vicelic senza fortuna, l’Italia riprendeva a tessere  all’uncinetto il suo gioco: ne sortivano molte  opportunita’ (le piu’ interessanti: un paio di tiri di Montolivo e Camoranesi, altrettanti  colpi di testa di Iaquinta e Chiellini, un contropiede veloce non sfruttato). Ma a pensarci bene un’occasione limpida se la costruiva  invece la Nuova Zelanda quando al 37′ Wood si liberava di cannavaro e di sinistro sfiorava la rete. Sarebbe stata una beffa, fortunatamente e giustamente scongiurata: ma intanto quella piu’ grande, l’eliminazione dal mondiale dei campioni in carica, non e’ piu’ cosi’ fantascientifica.