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PECHINO: AZZURRI A CASA CON TRICOLORE, ARRIVEDERCI A 2012

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Alessandro Castellani

(ansa.it) PECHINO – Terminal 3 dell’aeroporto di Pechino: se c’e’ un posto dove ci si rende conto in pieno che le Olimpiadi 2008 sono finite e’ questo. Si entra ed ecco la maliconia, e’ finita un’avventura senza neanche accorgersene. Gli azzurri della squadra olimpica tornano a casa, e il simbolo e’ Roberto Cammarelle, l’ultimo oro dei Giochi, che all’imbarco arriva avvolto dal tricolore.

Qualcuno da’ appuntamento ai Mondiali, come Antonietta Di Martino dopo la delusione dell’alto. Qualcun altro guarda lontano, ma molto in alto: e’ Antonio Rossi, portabandiera azzurro a Pechino, che si e’ lasciato contagiare dall’entusiasmo della Idem: ”Un’altra Olimpiade? Ora ci sto pensando”, dice il canoista che dopo il suo quarto posto aveva detto basta, e’ l’ultima volta ai Giochi. Ma quei cinque cerchi un atleta se li porta dentro, specie nel giorno del ritorno.

Davanti al cancello 12 ci sono i ragazzi del Settebello della pallanuoto. Per loro i Giochi sono andati male, ma almeno in una cosa sono stati i primi: ad arrivare al ‘gate’ giusto da dove ripartiranno verso casa. Gli altri, complice anche un passaggio di Vip che ha bloccato il traffico sull’autostrada, si faranno attendere.

Intanto, davanti alle altre porte d’ingresso e poi dentro lo scalo e’ un via vai continuo di atleti e dirigenti con le valigie in mano: alcuni hanno gli occhi gonfi perche’ ieri e’ stata l’ultima notte al villaggio e c’e’ stata una grande festa anche dopo quella di chiusura ufficiale (la struttura e’ dotata di una pista da ballo all’aperto).

C’e’ anche chi si presenta con la medaglia d’oro al collo e viene immediatamente bloccata per le fotografie di rito: e’ il caso della tedesca Katrin Wagner, vincitrice del titolo olimpico nella canoa kayak, che si presta volentieri a questo ‘rito’ con almeno sei o sette cinesi di passaggio, che le chiedono anche l’autografo. Al cancello quattro e’ arrivato un nutrito contingente di americani: tra loro c’e’ chi crede di vedere Michael Phelps e si precipita, ma sembra si tratti soltanto di un sosia.

Non ci sono dubbi invece sui giocatori della squadra di pallavolo: sia per l’altezza, sia perche’ anche loro hanno quasi tutti la medaglia d’oro al collo. Si presentano quelli dell’Azerbaigian, e alcuni scambiano le loro tute perfino dentro l’aeroporto, mentre un solitario atleta della Bermude si presenta con cappello spiovente alla cinese, vicino a dei messicani che esibiscono i consueti ‘sombreri’ e se ne vanno cantando. Davanti al check-in dei giapponesi c’e’ un nugolo di reporter e telecamere che rende difficile la circolazione. Nel settore H ecco i russi con le loro divise variopinte che anche stavolta, come nei Giochi d’inverno a Torino, hanno ottenuto un grande successo.

Al varco L ecco finalmente gli altri atleti azzurri: da un bus scendono la nazionale di pugilato e quella di pallavolo, il sorriso felice di Cammarelle e quello forzato di di Mastrangelo. Di volley ha voglia di parlare il presidente federale Carlo Magri, uno dei fortunati che, a differenza dei suoi ragazzi, viaggia in ‘business’ e dice che ”viste le condizioni fisiche di molti, il quarto posto dei maschi mi sta bene: siamo rientrati nell’elite.

E’ deludente invece l’Olimpiade delle ragazze: ci aspettavamo una medaglia ed e’ difficile accettare il fatto che l’abbiamo mancata. Ci riuniremo subito per cercare di capire la cause, ma credo che la vicenda della Aguero e il fatto che sia venuta a mancare all’improvviso la Del Core, per noi elemento fondamentale, abbiano influito”. Subito dietro, arriva la squadra di atletica con Antonietta Di Martino che scappa via dicendo ”meglio non parlare, e ci vediamo ai Mondiali dell’anno prossimo”.

C’e’ anche Stefano Baldini, che pensa a com’era diverso il suo rientro del 2004, quando da Atene ripartiva con l’oro al collo ed era lui che si metteva in posa per le foto. Stavolta e’ l’ultima volta ai Giochi e ci riflette sopra. ”Si chiude un ciclo – spiega – ma non ho detto che smetto del tutto: solo nella maratona. Il tecnico Gigliotti dice che passeranno anni per trovare un mio erede perche’ i ragazzini di oggi sono tutti obesi? Purtroppo ha ragione, e poi anche chi ha voglia o smette presto o si ritrova a dover fare i conti con lo strapotere degli africani”.

 Stavolta l’ultimo oro azzurro e’ stato quello di Roberto Cammarelle il gigante del ring, che pero’ il suo trofeo lo tiene dentro la zainetto, come Clemente Russo che pero’ ammette che ”se avessi vinto l’oro qui mi sarei sicuramente presentato con la medaglia al collo”. Ne ha una anche Valentino, ma e’ finta e lui ci scherza sopra. E Cammarelle? ”Semmai la medaglia la tiro fuori quando arriviamo in Italia. Che cosa mi aspetto? Niente, magari che detassino veramente i premi per chi e’ andato sul podio. Speriamo che la proposta di legge venga approvata”. Poi fa il check-in e dopo aver ricevuto la carta d’imbarco si avvolge completamente in una bandiera tricolore che non si toglie piu’ di dosso.

 Buoni ultimi arrivano i canoisti e scatta subito la domanda per Antonio Rossi: quella di Pechino e’ stata la sua ultima Olimpiade? ”Non e’ detto – risponde -: prima ci devo pensare e soprattutto ne devo parlare in famiglia. Certo l’esempio della Idem mi fa pensare. Deluso? Nella vita sono altre le cose brutte, non certo un quarto posto alle Olimpiadi: torno in Italia contento”. Ecco uno che da’ sempre l’esempio.

”Dovevano essere Olimpiadi difficili, e si sono dimostrate tali – ha detto Petrucci nella conferenza di fine spedizione – Ma erano ventiquattro anni che non superavamo la Francia”, nel medagliere olimpico. Il presidente del Coni ha inoltre sottolineato come ”la medaglia finale conquistata dal pugile Cammarelle abbia dato una gioia particolare”.

La Toscanini