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Parma Calcio, i retroscena dell’addio di Giordano. A partire dagli sprechi mai tagliati

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Presidente pro tempore, ariete che doveva spianare la strada alla venuta dell’imprenditore albanese Rezart Taci, sono in tanti a ricordare Fabio Giordano, vera e propria meteora nella galassia Parma Calcio ma il cui ricordo resterà per sempre legato alla prima conferenza stampa dopo la fine dell’era Ghirardi. Eppure, proprio Giordano se ne è andato quasi subito, per lasciare spazio ad uno sconosciuto giovane albanese. E come lui se ne sono andati anche tutti i nomi che aveva proposto per il consiglio di amministrazione, da lui stesso definiti “un gruppo di seri professionisti”. Ma cosa c’è dietro questo addio tanto precipitoso? “Non ho visto le cose che volevo realizzate e sono sceso di bordo”, si limita a dire Giordano. Tutte cose che lui aveva scritto nero su bianco in un piano industriale che aveva presentato come advisor del Parma FC. Un piano industriale che prevedeva prima di tutto una decisa sforbiciata ai costi, giudicata necessaria per riportare a galla il Parma Calcio e rimetterlo in condizioni di funzionare a pieno ritmo.

Sul merito delle voci da tagliare, Giordano non si lascia sfuggire nulla, ma da indiscrezioni raccolte da Parma quotidiano pare che il primo capitolo riguardi i cartellini. Il Parma ne possedeva 220, e poche squadre in Serie A ne hanno così tanti. Anzi, nel complesso, tenendo conto di tutta la Serie A, sono 2mila, quindi più di un decimo fanno capo al Parma Calcio. Davvero troppi per non ritenere necessaria una “pulizia di primavera”.

Altro capitolo, quello delle spese di gestione, in particolare quelle per la struttura di Collecchio. Qualche esempio? Le spese di catering. Attualmente per il cibo consumato all’interno del centro sportivo il Parma Calcio spenderebbe, secondo indiscrezioni, una cifra che si aggira intorno ai 40mila euro al mese. Troppi secondo Giordano, che avrebbe proposto una sforbiciata netta. E ancora, la spesa per le lenzuola: 15mila euro al mese. Si avete letto bene, 15mila euro per le lenzuola acquistate ogni mese. Per comprarle, non per la lavanderia. “Le usate una volta e poi le buttate via?” avrebbe chiesto Giordano una volta vista la voce di spesa. Però anche quella parte del piano industriale sarebbe, secondo quanto si è potuto apprendere, rimasto sulla carta.

E per questo Giordano avrebbe deciso, dopo qualche settimana di inutile attesa, di andarsene sbattendo la porta. Addio e tanti saluti. Naturalmente, il tutto accompagnato dalla presentazione di una fattura a Rezart Taci, per la mediazione compiuta. Perché Giordano fa l’avvocato, e ovviamente ha chiesto il pagamento della sua parcella. Taci però pare non avere ancora accolto la richiesta. Un ritardo momentaneo o è intenzionato a non raccoglierla? Nessuno lo sa, fatto sta che stando alle indiscrezioni i soldi a Giordano non sono mai arrivati.

Infine, la famosa conferenza stampa. Bene informati dicono che di quella conferenza stampa Giordano non ha saputo nulla fino a poche ore prima. A convocarla infatti sarebbe stato lo stesso Ghirardi, e senza dire nulla a nessuno. Anzi, Giordano, nel suo ruolo di mediatore, si sarebbe trovato all’appuntamento con Ghirardi e Taci per la firma del documento di cessione. Taci però all’appuntamento non c’era.

E i famosi “sprechi”? Non se ne sa più nulla, probabilmente sono ancora lì.

Fonte Link: http://www.parmaquotidiano.info/2015/02/07/parma-calcio-retroscena-delladdio-di-giordano-partire-dagli-sprechi-mai-tagliati/