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Ocse: ripresa lenta e fragile

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Pilo 2010 tra il 1,5% e il 3%, equilibrare crescita con consolidamento

(ansa.it) 03 novembre ROMA – Il passo della ripresa economica globale "é rallentato rispetto all’inizio dell’anno mentre il debito pubblico nella maggior parte dei Paesi Ocse ha toccato i livelli massimi da sempre". Lo sottolinea l’Ocse, nelle anticipazioni dell’Outlook sull’economia mondiale, definendo la ripresa "fragile" e stimando una crescita tra il 2,5 e il 3% quest’anno per l’intera area, tra il 2 e il 2,5% nel 2011 e tra il 2,5 e il 3% nel 2012. "I governi – dice l’Ocse – debbono bilanciare il recupero con il consolidamento fiscale". Nell’area Euro la ripresa  risulta più debole rispetto a quella della media dei Paesi Ocse: è quanto emerge dalle anticipazioni dell’Outlook sull’economia presentate dall’organizzazione di Parigi. Nell’area euro infatti si stima per quest’anno e per il 2011 una crescita tra l’1,5% e il 2%, mentre per il 2012 tra 1,75 e 2,25%. Per gli Stati Uniti si stima un Pil nel 2010 in crescita tra il 2,5 e il 3%, nel 2011 tra 1,75 e 2,25%  e per il 2012 tra 2,75 e 3,25%. Per il Giappone invece la crescita è vista, nelle previsioni dell’Ocse, tra il 2,75 e 3,25% nel 2010, tra l’1,5% e il 2% nel 2011 e tra l’1 e l’,5% nel 2012.

A SETTEMBRE INFLAZIONE A 1,7%, IN ITALIA 1,6%

I prezzi al consumo nell’area Ocse sono cresciuti dell’1,7% su base annua, rispetto all’1,6% che era stato registrato ad agosto. In Italia l’inflazione a settembre era all’1,6%, stabile rispetto ad agosto. Lo comunica l’organizzazione di Parigi. L’inflazione, sempre nel mese di settembre, è cresciuta rispetto al mese precedente dello 0,2% nell’area dei Paesi Ocse, mentre in Italia è diminuita dello 0,2%. Il lieve aumento dell’inflazione nell’area Ocse, registrato nel mese di settembre, "riflette principalmente l’aumento dei prezzi per alimentari ed energia, che sono aumentati rispettivamente del 2,3% e del 5,2%, rispetto al +1,4% e +4,8% di agosto", spiega l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. "Escludendo alimentari ed energia, il tasso di inflazione annuale si sarebbe attestato a settembre, per il terzo mese consecutivo, all’1,2%". Per il Giappone si registra ancora, dopo parecchi mesi, deflazione con un calo dei prezzi, su base annuale, dello 0,6%. Stabile l’inflazione invece nel Regno Unito (3,1%), in Italia (1,6%) e negli Stati Uniti (1,1%), "mentre i prezzi risultano in crescita negli altri Paesi del G7". L’inflazione a settembre era all’1,9% in Canada (dall’1,7% del mese precedente), all’1,6% in Francia (ad agosto 1,4%) e 1,3% in Germania (da 1%). Nell’area Euro  l’inflazione era a settembre all’1,8% rispetto all’1,6% di agosto. Su base congiunturale i prezzi sono cresciuti dello 0,3% in Giappone, dello 0,2% in Canada e dello 0,1% negli Stati Uniti, e sono rimasti stabili nel Regno Unito. Sono diminuiti invece, sempre in un mese, non solo in Italia (-0,2%) ma anche in Francia e in Germania (-0,1%).

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