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Padre Luigi Lorenzetti e gli animali

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Gentile Luigi Boschi,  
questa lettera ha lo scopo di dare visibilità alla figura di padre Luigi Lorenzetti, teologo considerato negli ambienti ecclesiali un’autorità nel campo degli studi biblici. Lorenzetti nel corso degli anni ci ha regalato pagine di infinita sapienza sul tema della creazione e gli animali. Riscoprirle significa portare alla luce il vero significato della creazione e il giusto valore da attribuire agli animali. Le sarò grato se vorrà pubblicare sul Suo sito il documento che troverà in allegato. Ho la netta impressione che la Chiesa abbia totalmente dimenticato (o volutamente dimenticato…) tutte le riflessioni e i saggi che Lorenzetti ha pubblicato in questi ultimi anni sul tema della Creazione. In questi ultimi mesi ho approfondito il pensiero di Padre Lorenzetti, andando a riscoprire, attraverso tutte le fonti disponibili (il sito del sacerdote, i suoi libri, altri siti cattolici), la saggistica integrale che lui ha pubblicato nel corso degli anni in merito al rapporto Dio-uomo-animali. Le riporto in allegato il testo integrale delle risposte alle domande che gli sono state poste su questo tema.

Le anticipo soltanto alcuni passi, al solo scopo di introdurre il suo pensiero al riguardo: "La dignità dell’essere umano, creato a immagine di Dio, non toglie o diminuisce in nulla la dignità dei viventi non umani. È necessario superare una falsa idea di superiorità che ha legittimato un certo disprezzo della natura e degli animali e ha impedito di conoscere la loro particolare natura e il valore che hanno per sé stessi". "L’universo (e tutte le sue creature) è affidato all’uomo, perché lo custodisca e lo porti a compimento secondo il disegno di Dio. Certamente le creature sono utili all’uomo ma, prima ancora, sono bellezza e valore per sé stesse e dicono appartenenza al creatore che le ha create. Non giova molto discutere se gli animali hanno diritti, è certo che l’uomo ha dei doveri e delle responsabilità: non ha il potere di creare la loro vita, non ha il potere di toglierla". "La nuova cultura ecologica e animalista chiama direttamente in causa il pensiero tradizionale cristiano. Nella bimillenaria storia del cristianesimo -si osserva criticamente- filosofi e teologi hanno insegnato l’importanza dell’essere umano (antropocentrismo), ma l’hanno negata alle creature non umane; in base a una lettura strumentale di testi sacri, hanno attribuito all’uomo un dominio incondizionato e arbitrario sull’universo e quanto esso contiene. Per molti, anche credenti, il pensiero tradizionale cristiano è quasi una pietra d’inciampo per la credibilità della fede: ad eccezione di alcune persone illuminate (come Francesco di Assisi ), si nota indifferenza ed estraneità. Alcune correnti del movimento animalista sostengono che nel cristianesimo storico (ma anche nell’ebraismo e nell’islam), c’è un rapporto meramente strumentale e utilitarista con gli animali: tanto vale cercare un’ispirazione in altre religioni". "Ovviamente non si tratta di uccidere gli animali in modo umano. L’obiettivo finale mira a non ucciderli affatto". "E’ impossibile non condividere la motivazione umanitaria ed etica che è alla base del movimento vegetariano. Certamente il cambiamento non si avrà dall’oggi al domani, sarà frutto di una maturazione della coscienza collettiva. Il dialogo e il confronto, se condotti con civiltà e amore della verità, possono indicare quello che, già adesso, è possibile fare perché la causa degli animali divenga una causa umana. La profezia di una dieta alternativa deve collegarsi alla ragionevolezza e questa, a sua volta, deve mostrarsi capace di pensare e prevedere idee e abitudini nuove". "È falsa l’idea di superiorità che legittima un certo disprezzo della natura nel suo insieme e degli animali in particolare". "Anche certi pensatori religiosi hanno creduto di esaltare la trascendenza divina disprezzando la natura e prendendo le distanze dalla medesima". "Non uccidere è doveroso, ma non basta. È necessaria una conversione, individuale e collettiva, a una nuova mentalità. Segnali in questa direzione non mancano e fanno sperare che, in futuro, i cattolici non avranno bisogno di ricorrere ad altre culture o religioni per coltivare un corretto e pacifico rapporto con gli animali. Onorare Dio significa anche onorare le sue creature".  

Spinto da una comprensibile curiosità, ho voluto personalmente contattare telefonicamente Padre Lorenzetti, presso il Centro Dehoniano di Bologna, dove lui risiede.

Parlare con lui significa conoscere un uomo in perfetta armonia con il Creato, sublime immagine di san Francesco, ed autentico testimone del Cristo Risorto.

Uomo dotato di enorme cultura e infinita saggezza, le sue parole sono sempre colme di pietà e di misericordia, votate alla comprensione e mai alla distruzione.

Possiede un garbo e una gentilezza che non conoscono confini.

Parlare con lui è un’esperienza che consiglio vivamente a tutti: alla fine di ogni telefonata si esce trasformati e arricchiti interiormente.

Mi ha confermato che nessuno di noi ha il diritto di uccidere una sola creatura di Dio.

Il messaggio di Lorenzetti non ammette equivoci o ambiguità: gli animali appartengono a Dio, Dio li ha creati e nessuno di noi è autorizzato a reprimerli.

E mi ha confermato che tutte le creature vissute su questa terra vedranno la Luce del Paradiso di Dio.

"Il dono natalizio della Pace, è per tutte le creature: chi ama Dio, ama necessariamente quanto è stato da Lui creato",

mi ha scritto a Natale.

In uno dei nostri ultimi colloqui, mi ha detto: "le auguro di perseverare nella diffusione della giusta comprensione del Creato". Invito tutti coloro che hanno a cuore la sorte di queste nobili creature, a dare maggiore visibilità a questa imponente figura sacerdotale.  

Grazie Cordiali saluti 
Alberto Delogu
Roma