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La Truffa di sistema della Moneta a debito

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Moneta a debito (si tratta di portare a legalità l’emissione della moneta).LB 

LA DEMOCRAZIA DI MAMMONA S.p.a.
di Gian Fabrizio Pioli


Il colpevole silenzio della Chiesa Cattolica e di tutti gli altri culti (ad eccezione dell’Islam) sulla schiavitù da usura e debito inestinguibile che affligge e dilania l’intera umanità.



Fornovo Taro lunedì 3 agosto 2026 alle ore 18:30 evento con Sua Reverendissima Eminenza Cardinale Matteo Zuppi Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) presso la Pieve di Santa Maria Assunta

«Una comunità si rafforza non solo attraverso le opere e i servizi, ma anche grazie alle occasioni di incontro, confronto e riflessione che è capace di promuovere.

Affrontare temi come la pace, la giustizia e la fraternità significa contribuire alla crescita civile e culturale dell’intera comunità.
Un sincero ringraziamento all’Eminenza Cardinale Matteo Zuppi per aver accolto il nostro invito a essere presente a Fornovo e a don Matteo per aver reso possibile questo importante appuntamento, che ha impreziosito il programma della Fiera con un momento di grande valore umano e culturale».

Carissimi,
da cittadino, non posso esimermi dal commentare con osservazioni critiche e di contestazione ragionata il ruolo e il comportamento della Chiesa Cattolica riguardo l’usura monetaria intrinseca alla modalità di emissione della moneta, comportamento e modalità che sono esattamente l’opposto dei postulati di Gesù Cristo e del suo verbo.

Oggi l’usura monetaria impera incontrastata al punto di essere stata elevata a struttura economica, politica e sociale nella vita di tutti i popoli e Paesi.

In questo contesto parlare di giustizia, umanità, fraternità e pace (come argomentato nel dibattito) senza minimamente entrare nel problema ostativo causale (che è quello della moneta a debito), è quantomeno ossimorico, antipastorale e anticristiano.
L’usura è la negazione di Gesù Cristo, della vita e di tutto, ma in ambito Chiesa Cattolica e mondo ecclesiale, su questo tema, nonostante l’imperativo e impegnativo ammonimento di Gesù Cristo (i cristiani devono scegliere tra Dio e mammona)  inspiegabilmente, va detto, alla pari di tutti gli altri poteri istituzionali, vige il più tombale silenzio. Nessuno parla, nessuno vede, nessuno sente e nessuno denuncia, come se il problema non esistesse, quando in realtà sappiamo che a protezione e a difesa di questa autentica, gigantesca associazione a delinquere è stato eretto un granitico muro protettivo, collusivo e omertoso di sistema, in cui, da una parte abbiamo una giustizia e una magistratura che mette in galera chi ruba una mela al supermarket, e dall’altra una totale impunità, nei confronti di chi ruba (al netto degli interessi) tutto il controvalore di tutta la massa monetaria circolante!
Stante questa situazione, se non si affronta il problema dell’illegale e anticostituzionale paradigma monetario della moneta a debito, paradigma basato sul furto del valore nominale della moneta da parte dei banchieri alla Collettività all’emissione (addebito gravato da interessi al posto del dovuto accredito) ogni dibattito, oltre ad essere vano, è deliberata truffa sociale, religiosa, politica, semantica e culturale.

L’inconfutabile realtà è la criminale condizione di schiavitù da usura e debito inestinguibile in cui è stata relegata l’intera umanità, dove il debito (permanentemente) è pari, matematicamente, a tutta la massa monetaria circolante, attualmente quantificabile in 350.000 miliardi di euro e dollari (euro e dollaro sono monete a debito), un perverso, satanico sistema in cui tutto il denaro (in qualsiasi forma emesso) è sinonimo di debito e non di ricchezza netta perché, i grandi usurai banchieri, la moneta, la emettono solo in forma di prestito, nel senso che non la vendono, né tantomeno la regalano, ma la prestano solamente, di conseguenza, tutto il denaro in circolazione è di loro proprietà in quanto gravato di debito nei loro confronti!! Solo l’Italia negli ultimi 40 anni sul debito pubblico truffa, (cioè, sulla moneta creata dal nulla e prestata indebitamente  al pieno valore nominale, gravato da interessi a tutti gli Stati) ha pagato oltre 4.000 miliardi di euro (quattro trilioni) di interessi, mentre nello stesso periodo, gli italiani, sul debito privato, hanno pagato alle banche commerciali (questo sistema è un mostro multifacce a più teste) oltre sette trilioni di euro! (7.000 miliardi!). È intuitivo che, senza la complicità organica della Chiesa e delle più alte cariche istituzionali dello Stato a partire dal signor Presidente della Repubblica, questa truffa non potrebbe essere consumata.

Il bravo pastore deve difendere il gregge dai lupi! (cioè dai grandi usurai e dai loro servi). Per queste ragioni la Chiesa non è credibile perché tra Dio e mammona, la Chiesa, (tradendo Gesù Cristo e i suoi fedeli), ha scelto chiaramente mammona. La prova? Nessuna parola di denuncia e di condanna nei confronti di questi demoniaci criminali sociali. Le cose vanno dette come devono essere dette. 
Gian Fabrizio Pioli

N.B.

Si rende noto che il valore nominale della moneta è un valore convenzionale di costo nullo (fattispecie giuridica) creato dall’accordo sociale e dal corso legale (legge) e non dai banchieri, i banchieri con questo valore non c’entrano nulla, però costoro, senza che esista alcuna legge, norma,Trattato o convenzione che attribuisca loro la proprietà della moneta all’emissione, la creano dal nulla e la prestano indebitamente in forma proprietaria, indebitando conseguentemente dell’equivalente, gravato da interessi (senza alcuna contropartita) Stati e Collettività.

 


(La Denuncia del prof. Paolo Maddalena già Vicepresidente della Corte Costuituzionale sul denaro creato dal nulla dalle banche) 

Da qui i flagranti, patenti e, ad oggi, inspiegabilmente impuniti reati di: associazione a delinquere; usura del 200% al netto degli interessi (differenza patrimoniale in bilancio tra addebito e accredito di un valore); furto e truffa del valore nominale (i banchieri prestano un valore che giuridicamente non è di loro proprietà) e falso in bilancio (mancata iscrizione all’attivo di bilancio del valore monetario creato dal nulla prima di essere prestato).

Conclusioni:

I banchieri all’emissione, in democrazia, a Costituzione vigente (l’emissione rientra nelle potestà costituzionali dello Stato (art 117 punto E) [LINK] non possono increditarsi il valore nominale della moneta. 
Chi emette la moneta (chiunque sia pubblico o privato non fa differenza), deve accreditare il valore nominale e non addebitarlo lucrando il differenziale di valore tra il costo di produzione di pochi centesimi per ogni taglio di banconata e il valore nominale della stessa.
il corrispettivo della moneta all’emissione non può essere l’attuale barbarie della schiavitù del debito inestinguibile nei confronti di privati banchieri, (né tantomeno, nella fase della circolazione può essere il lavoro, così come inteso oggi, cioè, un evidente ricatto per il sostentamento vitale), ma, al contrario il valore nominale della moneta deve essere una fonte di ricchezza certa individuale e collettiva per tutti. Il godimento del valore monetario di emissione (valore come già detto, di legittima proprietà collettiva e non dei banchieri) deve essere in quanto tale, socializzato e redditivizzato pro quota a beneficio di tutti gli individui.
La vita deve essere svincolata dalla povertà e dal bieco sfruttamento dell’economia di mercato e riportata nell’alveo del modello economico costituzionale disegnato dai padri costituenti.
La moneta deve essere al servizio dell’economia e l’economia produttiva al servizio della Collettività e non viceversa. Art 41 della Costituzione:
(L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali). 
Pertanto, l’economia attraverso l’uso umanistico della moneta deve essere a dimensione umana, etica e sostenibile,
all’altezza del creato e di una vita degna di essere vissuta.
Utopia? No, si tratta solo di affrancarsi culturalmente da questi mostri umani. Come? Allargando lo sguardo e cercare di uscire dal plagio di questa gigantesca caverna di Platone. Smettere di alimentare il mostro che ci divora, chiamare costoro con il nome di quello che fanno.
Aspettare un intervento divino e nel contempo, sperare in Papi e Presidenti della Repubblica coraggiosi (più facile vincere alla lotteria!).

Un giorno, (Panta rei) anche questo sistema e castello di menzogne e di pupazzi crollerà e, nel grande libro della storia, questi immondi; saranno ricordati come una delle pagine più nere e vergognose della storia umana.

(Parma, 6 agosto 2026; aggiornato al 25/08/2026)

GFP

(NdR)

Questo contenuto ritengo esiga delle spiegazioni istituzionali giudiziarie e viene pubblicato in forma di lettera aperta all’attenzione delle seguenti autorità cittadine con richiesta di cortese riscontro di merito:

-Sua Eccellenza Reverendissima Vescovo Enrico Solmi

-Signoria Vostra Illustrissima Procuratore della Repubblica di Parma dott. Alfonso D’Avino

-Illustrissimo Presidente del Tribunale di Parma dottor Paolo Corder

-Presidente Ordine degli Avvocati di Parma avv. Francesco Mattioli

-Presidente Camere Penali di Parma avv Valentina Tuccari

–mondo politico, sindacale, partitico e associazionistico. 

-Presidente di sezione della Corte dei Conti Regione Emilia Romagna: dottor Vittorio Raeli*;

-Presidente della direzione regionale di controllo dottor Marcovalerio Pozzato*.

*A questi ultimi due Magistrati della Corte dei Conti, si sottopone la valutazione della responsabilità per il rilevantissimo danno economico erariale a carico dello Stato e dell’intera Collettività, in ordine alle seguenti sottoelencate quattro anomalie, riconducibili all’operato del Ministero di Economia e Finanza (MEF) e degli Enti di Stato, di cui si denuncia l’oggetto delle irregolarità nei punti indicati.

1) Perché il Ministero di Economia e Finanza (MEF) nel proprio agire economico, a differenza dei propri omologhi di Francia e Germania non si avvale del contenuto dell’articolo 123 (punto 2) del Trattato di Lisbona? 
Articolo 123
1) “Sono vietati la concessione di scoperto di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca Centrale Europea o da parte delle Banche Centrali degli Stati membri a Istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni Statali, agli enti Regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca Centrale Europea o delle Banche Centrali Nazionali”;

2) “le disposizioni del punto 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto di offerta di liquidità da parte delle Banche Centrali, devono ricevere dalle Banche Centrali Nazionali e dalla Banca Centrale Europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati”.
vedi articolo“un regalo da 1000 miliardi alle banche”
[LINK]

Ovvero, anziché intermediare i propri fabbisogni monetari finanziari direttamente con la BCE, il MEF si è sempre avvalso del finanziamento delle banche commerciali, pagando ad esse un tasso di interesse notevolmente superiore a quello che avrebbe corrisposto alla BCE. Un differenziale di spread pagato in più, quantificabile per difetto in oltre 1.000 miliardi di euro (un  trilione) negli ultimi 15 anni. 

2) rinuncia ad esercitare la potestà costituzionale di emissione della moneta (art.117 comma e) in favore di soggetti privati e poi, da questi, prendere, ridicolmente in prestito la moneta gravata da interessi;

3) Perché il Ministero dell’economia e delle Finanze (MEF) non autorizza il conio delle monete metalliche a corso legale di valore nominale superiore a quelle attualmente coniate?
Il valore nominale delle monete metalliche è un valore libero da debito e da interessi e, solo se il MEF lo volesse, potrebbe autorizzare il conio metallico (anche celebrativo) senza limiti di valore nominale. Quali sono le ragioni per cui questo non viene fatto?

4)Sulla base dell’art.114 bis del TUB (Testo Unico Bancario), [LINK], gli Enti pubblici (Stato, Regioni, Comuni, Poste Italiane), potrebbero emettere moneta elettronica digitale.
Perché le Tesorerie di questi Enti di Stato per far fronte alle esigenze economiche finanziarie dei propri compiti istituzionali, non si avvalgono di questa norma di emissione di moneta digitale sovrana libera da debito e interessi, ma al contrario, sciaguratamente e insensatamente preferiscono ricorrere ai canali di finanziamento privati tradizionali? (banche commerciali e project financing) pagando il valore del pieno finanziamento gravato dagli interessi.

Le situazioni e le irregolarità denunciate, a tutti gli effetti, assumono valenza probatoria di fatti notori e notizie di reato ai fini dell’obbligatorietà dell’azione penale. Art 112 Costituzione italiana. (Parma, 13 Agosto 2026; aggiornato al 25 Agosto)
GFP

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