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DICHIARAZIONI DEI PARTECIPANTI ALLA LXIX RIUNIONE SIPS

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2007-11-19 03:55:22 Carmine Marinucci Segretario Generale SIPS
"A cento hanni dalla sua ricostituzione, si potrebbe dire che oggi a Parma si è costituita la Società scientifica del III millennio".

2007-11-19 03:51:10 Iliana Ferrero, a nome del Rettore
"l’intensità intellettuale e vitale di queste giornate di convegno, pur in un quadro drammatico, lascia intravedere motivi di speranza. Occorre lavorare, compiendo ognuno il proprio dovere con responsabilità, fedeli all’impegno nei confronti dei ragazzi che educhiamo, mettendoci insieme, per perseguire i comuni obiettivi.
L’impegno nel proprio lavoro, non può non portare al ricordo di quel grande artista parmigiano, Remo Gaibazzi, che nella sua forma artistica ha sublimato questa "fatica" dell’uomo".

2007-11-15 03:41:33 Cesare Azzali, Direttore Generale dell’Unione Parmense degli Industriali
«Basta con le analisi, le colpe e le lamentele: bisogna fare proposte concrete dandosi pochi obiettivi, ma propulsori di una rinascita. Le radici della crisi odierna sono tante, profonde e distribuite. Non passiamo il nostro tempo a dire chi ha dato il contributo maggiore al degrado. Ognuno si faccia carico della propria "mafia". Bisogna ridare ai giovani il senso della responsabilità perché possano competere a livello qualitativo creandosi una identità di contenuti».

2007-11-15 03:38:25 Pierluigi Viaroli, Presidente Società Italiana di Ecologia
"Dov è arrivata la ricerca ecologica e ambientale?
Agli ultimi posti; ecologia e ambiente sono scienza da rotocalco quando succedono i disastri. Si deve rilevare la mancanza di finanziamento pubblico per la ricerca ambientale, una scienza trasversale a molti settori che necessita di continuità, ma che fino ad ora ha prodotto una conoscenza a singhiozzo: manca la consapevolezza della sua imporanza".

2007-11-15 03:35:36 Leonardo Santi, Presidente del Comitato di Biosicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri
"L’interesse verso la biotecnologia nasce dalla natura intrinseca di unione di competenze diversificate che genera fermento ma necessita anche il superamento delle separazioni possibile attraverso la costituzione di un gruppo di consultazione".

2007-11-15 03:31:46 Nelson Marmiroli, Ordinario di Biologia applicata dell’Università degli Studi di Parma
"C’è il problema didattico della biotecnologia, un settore vivace tra gli ultimi nati in Italia, ma di grande attualità. Bisogna rafforzare il rapporto fiduciario tra Università e impresa attraverso dottorati di ricerca e master".

2007-11-15 03:27:37 Franco Gori, Presidente della Federazione Italiana di Matematica Applicata
«In Italia si investe l’1,1 per cento del prodotto interno lordo in ricerca e sviluppo, una percentuale di finanziamenti complessiva, non solo pubblica, dove rientra anche l’investimento delle imprese che conta circa il 50 per cento: dunque si spende poco e le imprese, seppur piccole investono tanto. Le cifre sono irrisorie confrontate ad esempio con la Finlandia che vede un investimento del Pil in ricerca e sviluppo del 3,4 per cento e un investimento da parte delle imprese di oltre il 70 per cento. Ma il problema non riguarda tanto la quantità degli investimenti, ma l’inefficienza del sistema: anche se si aggiungono soldi a un sistema che non funziona bene non è detto che questo migliori. Non c’è certezza sui fondi, sul reclutamento, sui meccanismi a cui accedere finita l’Università e non c’è certezza sulla valutazione".

2007-11-15 03:24:31 Roberto Vacca, Università degli Studi La Sapienza di Roma
"Per il rapporto imprese e ricerca il modello da seguire è quello Finlandese dove si è riusciti a creare una collaborazione in rete per lo scambio di informazioni: oggi bisogna saper fare impresa virtuale, in rete.
L’importanza della comunicazione scientifica è fondamentale per la crescita della consapevolezza sociale. Si assiste però a situazioni sconcertanti: chi sa le cose non le sa dire, chi sa dire spesso non dice niente".

2007-11-15 03:21:18 Valerio Castronovo, Ordinario di Storia Contemporanea nell’Università di Torino
«Ho visto svanire tante speranze: l’ultima indagine Ocse ci pone oggi in retroguardia per la ricerca e lo sviluppo a livello di Grecia e Ungheria. Siamo diventati i fanalini di coda».
"L’Italia ha visto un’inversione di tendenza dagli anni ’70: la classe politica non ha capito il valore della ricerca di base, è mancata una strategia di innovazione, è emersa una inerzia dalla classe imprenditoriale che comunque per il 95 per cento è formata da piccole imprese che non possiedono attitudini e risorse per finanziare progetti di sviluppo di medio e lungo periodo".

2007-11-15 03:16:29 Luigi Carrino, Presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche
«Abbiamo un numero di ricercatori tra i più bassi, con l’età media più alta e ai primi posti per le pubblicazioni: fanno tutto quello che possono, ma bisogna fare in modo di non mortificare la loro passione»
«L’etica, la solidarietà, la creatività e la scienza sono temi dimenticati dai singoli, dai gruppi e dalle istituzioni. Sarebbe necessaria una cabina di regia che riuscisse a superare gli individualismi».

2007-11-15 03:13:37 Francesco De’ Angelis, Presidente della Società Chimica Italiana
"Tema della ricerca: l’Italia non la considera, purtroppo, una priorità perché a torto ritiene che non produca ricchezza. E dunque, i finanziamenti sono limitati…Ragione per cui stiamo facendo fronte comune per domandare al Governo di aumentare i fondi destinati proprio alla ricerca: e che siano finanziamenti in grado di favorire l’integrazione tra Enti ed imprese e lo scambio di ricercatori tra queste due realtà. Per scegliere le persone migliori e consentirne il flusso. In una logica di interdisciplinarietà secondo cui la chimica molto si sta muovendo, in cui investe a livello nazionale e non: chimica sostenibile, nanotecnologie, energia .

2007-11-15 03:10:56 Cesare Roda, past President Federazione Italiana di Scienze della Terra.
"Se manca un sufficiente interesse ed impegno per sostenere le scienze della terra, si corre il rischio di essere colonizzati dai Paesi più ricchi di scienza o di essere "usati" oppure di vivere in ambienti degradati in cui le risorse naturali sono sfruttate o "rapinate". Esiste, certo, un problema serio: la scienza è un’impresa a reddito differito che di rado è supportata da capitali privati. Ma senza ricerca, occorre ricordarlo,un Paese si impoverisce. Senza capire che la ricerca stessa produrrebbe vantaggi in tempi non troppo lunghi".

2007-11-15 03:07:31 Luciano Caglioti, consigliere onorario SIPS
"Parlando di cultura scientifica ed imprenditoriale bisogna purtroppo riconoscere che sin dal dopoguerra in Italia è stata molto bassa la percentuale di finanziamenti dedicati alla ricerca. Mentre altri Paesi hanno fatto della ricerca scientifica e tecnologica un elemento trainante, in Italia se si esclude in un determinato periodo la costruzione di impianti per lo più siderurgici (con impatto devastante sull’ambiente) poco o nulla si è realmente compiuto in materia.La disattenzione nei confronti di questi argomenti è risultata sempre notevole".

2007-11-15 02:47:59 Mario Alì, Direttore Generale Ministero per le Strategie e lo Sviluppo dell’internazionalizzazione della Ricerca Scientifica e Tecnologica del Ministero dell’Università e della Ricerca
"Il Consiglio Europeo straordinario nel 2000 aveva lanciato come obiettivo per un’Europa della conoscenza e dell’innovazione il proposito di giungere entro il 2010 a investire nella ricerca e nello sviluppo scientifico il 3 per cento del PIL di ciascun Paese membro. Per l’Italia era stato stabilito il 2,5 per cento. Oggi siamo fermi al 1,1 per cento. E’ praticamente impossibile raggiungere gli obiettivi, mancano due anni; l’unica cosa è fermare la caduta».
«Ora l’interesse è rivolto verso il Settimo Programma Quadro» lo strumento principale dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca in Europa per il periodo 2007-2013. «Bisogna partecipare, vi sono priorità vicine a quelle italiana come per i settori salute, ambiente, trasporto, sicurezza, energia, scienze socioeconomiche e umanistiche e altre. Stiamo facendo riunioni per realizzare programmi nazionali strategici di ricerca dove vengono chiarite finalità, obiettivi e budget per poter partecipare al Programma. Abbiamo stipulato e firmato un accordo affinché Ministero della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Innovazione collaborino armonicamente per coordinare programmi nazionali di ricerca settoriali».

2007-11-15 02:39:31 Gilberto Corbellini, Ordinario di Storia della Medicina dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma e membro del Consiglio Direttivo Sips
«Tra università, enti e governo sono state prodotte sconcerie. Vi sono finanziamenti politici ideologicamente battezzati per dimostrare validi pregiudizi antiscientifici. E la cosa tragica è che si scopre che anche i giornali non sono liberi».
«Sembra che la comunità scientifica in Italia non conti nulla: la politica decide quello che vuole. Facciamo appelli, ma gli appelli vengono fatti dagli emarginati della società, un modo per far sentire la propria voce. Scienziati costretti a fare appelli significa che non contano nulla. La politica non deve interferire con il governo della ricerca scientifica: è l’umiliazione della scienza, siamo davanti a una ricerca strumentalizzata».
«Esiste una ricerca che punta alla conoscenza e una scienza che punta allo sviluppo, ma è necessario investire nella ricerca pura per conoscere meccanismi e processi, questo è il primo passo per poterli applicare»

2007-11-15 02:33:31 Carlo Rizzuto, Presidente Sincrotrone di Trieste.
«Un’Italia assente dal livello Europeo perché troppo presa dai suoi problemi interni. Si parla di interazione tra scienza e governo, ma siamo davanti a un Ministero della Ricerca spaccato a causa del forte problema di rinnovo del funzionariato. All’interno del Ministero della Ricerca dovrebbero essere assunti dottori di ricerca, ma l’Italia ne produce pochissimi creando una grossa lacuna nello stesso Ministero. Sarebbe invece necessario e indispensabile che organismi rappresentativi della ricerca affiancassero il governo per la scelta di strategie a lungo termine in relazione con l’Europa. A questo fatto si aggiunge una università lasciata a se stessa dove le assunzioni sono decise da organi al di fuori della ricerca scientifica, sistema che abbassa il livello generale accademico. Un sistema alternativo universitario efficiente e già in attuazione in diverse università europee si potrebbe ottenere dando autonomia alle università soprattutto per quanto riguarda l’assunzione di professori e ricercatori".

007-11-15 02:23:33 Luigi Carrino, Presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche
"L’attuale situazione non è sufficiente per una società basata sulla conoscenza e siamo tutti d’accordo sul fatto che questo Paese avrà un futuro di qualità se passerà a un futuro sulla conoscenza"

2007-11-15 02:21:59 Franca Miani Consiglio Direttivo della Società Geografica Italiana
"Quali sono i rapporti tra Università ed Enti Locali? Non ci interpellano mai. Le porte dei finanziamenti sono chiuse, non sanno o non vogliono sapere che si possono studiare i problemi della città e del territorio".
"La geografia non è sapere l’elenco dei fiumi che scorrono in una regione, questa è una banalizzazione che proviene dalla scuola, dove spesso capita che la trasmissione della conoscenza avviene da parte di chi non ha ancora capito niente e trasmette il niente provocando disinteresse e superficialità".

2007-11-15 02:15:17 Luigi Biggeri Presidente di Istat
"da sempre ci lamentiamo per molti aspetti: perché la nostra disciplina non è insegnata alle elementari, per esempio. Ma invece di lagnarci dovremmo impegnarci perché la situazione migliori; ricordando per esempio le conquiste, come la costituzione-nella forma attuale- dell’Istituto Nazionale di Statistica che sancisce l’importanza della statistica per tutti i cittadini. Con raccolte e analisi di dati condotte in modo scientifico, con caratteri di qualità trasparenza e indipendenza".
"Difficile trasferire al sistema scolastico i risultati della ricerca. Manca una vera cultura scientifica oltre i dati quantitativi e statistici. Se infatti si conducono indagini per verificare le conoscenze dei cittadini, si comprende come manchi una vera cultura scientifica"

2007-11-15 02:09:20 Damiano Gustavo Mita, Pres. Federazione Italiana delle Società Biologiche
"Mi piacerebbe che la dirigenza della Sips si facesse portavoce di una migliore promozione dei progetti finalizzati per i giovani, che per altro hanno già ottenuto un certo successo. E sempre per i giovani, bisognerebbe evitare che debbano presentare le proprie domande con la formula del co-finanziamento dei progetti. E’ assurdo pretendere che diano un proprio contributo>>.

2007-11-15 02:02:42 Donato Chiatante Presidente della Società Botanica Italiana
"L’interesse scientifico della ricerca botanica viene spesso misconosciuto: esiste comunque uno sfondo di grande sofferenza per questa scienza, che sconta scarse risorse sia umane che economiche.
Dopo le riforme universitarie la botanica è scomparsa di fatto dalle sedi storiche".
"Occorre poi dire che gli ordini professionali degli Architetti e degli Agronomi impediscono ai botanici di lavorare".

2007-11-15 01:58:55 Roberto Fieschi, Fisico Univ di Parma
"la linea di convivenza tra sistema Universitario ed Enti di Ricerca deve essere rafforzata, superando le fratture e potenziando la proficua collaborazione".

2007-11-19 01:57:08 Franco Brezzi presidente dell’Unione Matematica Italiana
"Quando formuliamo le nostre critiche noi scienziati e ricercatori spesso ci lasciamo trascinare da una sorta di faciloneria, mentre quando svolgiamo il nostro lavoro dimostriamo un grande rigore. Per esempio, quando avanziamo giustificate lamentele sulla scarsità dei fondi per la ricerca di base corriamo il rischio che le nostre osservazioni non siano improntate a precisione scientifica e non siano fondate su dati certi"

2007-11-15 01:41:57 Vincenzo Cappelletti, Preside della Società Italiana di Storia delle Scienze
«E’ necessario rimpadronirsi della capacità di produrre pensiero».

2007-11-15 01:35:25 Andrea Mozzarelli, Ordinario Biochimica Unv. Parma
"«Gli scienziati devono stare dalla parte dei cittadini per dare un contributo di oggettività e metodo nell’affrontare temi scottanti delle città. E’ importante il coinvolgimento dell’Università e delle sue competenze nella gestione della vita quotidiana e nelle scelte politiche di una città, per la salute degli abitanti. Parma però è poco attenta alla sua Università e non la cerca».

2007-11-15 01:33:04 Roberto Fieschi, Università di Parma
«Un tempo i grandi intellettuali si inoltravano in questo mondo per cercare di capirlo, come lo stesso Leopardi. Ora la distanza è netta e la società a distanza di anni e scoperte scientifiche vive in un ambiente difficile da scalfire. Due cittadini su dieci vanno dai maghi vivo sofferenza intellettuale perché ho fiducia e credo nella ragione e nella scienza, ma vedo nell’ambiente un’irrazionalità e ignoranza dominante»

2007-11-15 01:27:15 Carlo Bernardini, Presidente Onorario SIPS
«Gli insegnanti di italiano dovrebbero leggere Galilei a scuola!»
«I ragazzi non si iscrivono più alle facoltà scientifiche perché cadono in Scienze della Comunicazione».

2007-11-15 09:07:02 Giulio Ballio, Rettore Politecnico di Milano
All’inaugurazione del nuovo anno accademico all’università milanese nel discorso del Rettore: "Se il nostro Paese non vuole i cervelli, penseremo noi a collocarli all’estero. La concorrenza di aziende straniere che guardano al capitale umano italiano – ha sottolineato in apertura il Rettore Giulio Ballio – ci vede impegnati ad affrontare il tema della fuga dei cervelli con un atteggiamento del tutto particolare: se il nostro Paese non ha la possibilità di utilizzare al meglio i suoi talenti, noi abbiamo il dovere di favorire l’inserimento dei nostri laureati all’estero. Non è un caso, infatti, che dei 250 brevetti attualmente presenti nel nostro portafoglio, oltre la metà siano già stati ceduti a imprese straniere. Siamo orgogliosi che aziende di altri Paesi credano nelle nostre invenzioni, ma ci dispiace che aziende italiane abbiano perso l’occasione per sfruttarle".


2007-11-14 02:39:07 Luigi Berlinguer Presidente del Comitato Interministeriale per la Diffusione della Cultura Scientifica
"Gli economisti suggeriscono di non finanziare la ricerca mentre sarebbe strategico farlo. In verità, quella della ricerca in Italia è una priorità solo conclamata ma mai eseguita; tra gli obiettivi da realizzare al più presto, si deve segnalare la promozione di progetti di partnernariato europeo. Non bisogna, poi, avere paura né della società nè dell’impresa.
A dire il vero, l’Italia non è una cenerentola tanto nella ricerca quanto nella diffusione della cultura scientifica. Bisogna riconoscere una grande dignità alla scienza e formare alla curiosità scientifica ricordando i fondamentali passaggi della ricerca, dell’insegnamento e della comunicazione."

2007-11-14 02:37:52 Alessandro Cavalli, Associazione Italiana di Sociologia
"La formazione dei ricercatori deve essere legata a concreti progetti di ricerca; nelle Facoltà italiane dovrebbero esserci tali progetti, per costituire un concreto terreno di prova. E comunque, in Italia i dottorati sono troppi."

2007-11-14 02:18:07 Daniela Cocchi presidente della Società Italiana di Statistica
<<contratti non adeguati e retribuzioni pure inadatte>>
<<Il percorso dovrebbe selezionare i ricercatori migliori ma spesso purtroppo l’approdo è un contratto a termine e retribuzioni non adeguate. Esiste una mancanza di simmetria nello scambio con gli altri Paesi e, in ogni caso, alla ricerca italiana occorrono maggiori finanziamenti e un reclutamento trasparente>>

2007-11-14 02:15:34 Zeno Varanini presidente dell’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie
"Non mi scandalizzano tanto le condizioni di instabilità dei ricercatori ma che una persona non abbia gli strumenti per esprimere il proprio potenziale intellettuale. "Valutazione" del merito deve essere un’altra parola chiave."

2007-11-14 02:13:01 Maria Cristina Pedicchio Steering Group
"Per il reclutamento dei ricercatori, il documento del 2007 sullo Spazio Europeo della ricerca indica che la vera sfida è la mobilità che coinvolge anche le Pubbliche Amministrazioni e può essere vera molla per l’innovazione. Bisognerebbe realizzare specifici Centri di supporto alla mobilità per formare, trattenere attirare i ricercatori in Europa. Pensando anche a maternità e paternità, congedi, limiti di età, doppia carriera. Si devono favorire le vocazioni scientifiche femminili e maschili, avvicinando la scienza e la società e i cultori di scienze differenti. Da citare è l’esperienza del Friuli Venezia Giulia, dove si trovano ricercatori di tutto il mondo aiutati da politiche per favorirne la formazione e il rientro.
Tutti i ricercatori devono essere riconosciuti come professionisti. La politica di ricerca europea deve essere radicata proprio nella società europea."

2007-11-14 02:09:59 Giovanni Puglisi Rettore della libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano
"Forse dimentichiamo che l’Italia possiede il patrimonio culturale più attrattivo del mondo in termini di cultura. La preoccupazione vera è che si rischi di considerare la ricerca scientifica solo in funzione della ricerca applicata. Il dramma della nostra Università è sempre stato quello di avvitarsi intorno al tema del personale, del reclutamento; si sono sempre legati i processi di innovazione e democratizzazione tutti e solo alla docenza universitaria. Occorre, invece, promuovere l’etica aprire realmente lo scambio e la mobilità internazionali e favorire idonee valutazioni."

2007-11-14 02:05:06 Elda Locatelli parlamentare europea
"Come portavoce del Parlamento europeo mi pronuncio sulle fondamenta per il 7° Programma quadro approvato a fine 2006. Tra queste, la costruzione di uno spazio europeo della ricerca e la realizzazione di un mercato europeo della conoscenza. Intendiamo esercitare sollecitazioni perché il programma quadro finanzi la ricerca di base, con speciali richieste di attenzione per le risorse umane. Sarà possibile la presenza di 700.000 nuovi ricercatori entro il 2010? Si devono creare collegamenti proficui tra i sistemi di istruzione e le carriere scientifiche, favorendo la mobilità e armonizzando le carriere in un mercato europeo di ricerca reso omogeneo. Alcune azioni si sono già avviate ma sono necessari sforzi congiunti di più attori, pubblici e privati.
In merito alle ricercatrici donne, speriamo di trovare una Società Italiana per il Progresso delle Scienze sempre più attenta a questo argomento. Ci muoviamo grazie alle donne per la scolarità ma le carriere scientifiche femminili non sono state riconosciute. Molte sono le ricercatrici capaci, si deve infrangere il soffitto di cristallo."

2007-11-14 02:03:18 Emilio Balletto Presidente dell’Unione Zoologica Italiana
"L’Università deve rinnovarsi. I docenti hanno un’età avanzata e per il 65% hanno più di 65 anni. Il reclutamento dei giovani negli ultimi tempi è stato bloccato nonostante le promesse. Quanto ai ricercatori, basti pensare che l’età media è di 40 anni. Che cosa accade altrove? Nel mondo anglosassone, dopo 10-12 anni non sono più precari. Il ruolo di ricercatore, così come è impostato, esiste solo in Italia. E, in ogni caso, le Università dovrebbero affittare alloggi ai propri docenti anche se per tempo limitato; quanto ai ricercatori, gli si dovrebbero dare i mezzi per lavorare mentre di anno in anno i finanziamenti per la ricerca calano.
Finanziare la ricerca scientifica tramite le industrie? Sarebbe un ritorno di immagine ma servirebbero almeno politiche di credito fiscale."

2007-11-14 01:59:40 Fulvio Esposito Rettore dell’Università degli Studi di Camerino
"Si deve riportare l’attenzione degli organi di Governo su un documento importante: la Carta Europea dei Ricercatori con il Regolamento di condotta degli stessi. I ricercatori dovrebbero essere considerati veri professionisti della ricerca. Oggi la Carta europea e il Codice possono dare vita al processo di europeizzazione del sistema. Si tratta di rendere la professione attrattiva, per le giovani generazioni. La Carta europea stabilisce, tra l’altro, il valore della mobilità anche tra settori (ben 370 nel nostro sistema). Purtroppo, è drammatico che i ricercatori appaiano soprattutto in uscita dal nostro sistema."

2007-11-14 01:52:35 Pietro Folena, Presidente settima commissione cultura della Camera.
"Si tratta di due giornate importanti, soprattutto per creare tra scienziati di discipline diverse un punto di contatto per dialogare con il Parlamento. Il Governo ha costituito sul tema un Gruppo di lavoro che produrrà materiale significativo ed utile per completare il processo di innovazione. Esiste in questi anni una voglia di riscossa dell’idea stessa di progresso su cui avevamo visto addensarsi qualche nuvola.
Tanti restano i problemi, da quello dell’autonomia a quello dei brevetti; è poi grave il ritardo italiano in rapporto agli obiettivi di Lisbona, così come il disinteresse delle imprese italiane nei confronti del mondo della ricerca. In Italia nell’ultimo ventennio è calata la spesa per la ricerca; la gran parte dei ricercatori lavorano in condizioni di incertezza o per lo più si recano all’estero con la classica "fuga di cervelli". Da noi, è difficile realizzare progetti anche elementari.
Occorre sbloccare il mondo universitario della ricerca, pensare a come aprire concorsi con criteri internazionali. L’autonomia universitaria ha anche contribuito al crearsi di una giungla di incertezze. Non v’è dubbio che l’Europa nascerà se avrà istituzioni e modalità di lavoro adatte ad una costruzione di politiche comuni per la ricerca. Le risorse per la ricerca possono reperirsi tramite il pubblico, il privato o forme miste, ma cercando la qualità ed evitando lo sperpero di denaro. Bisogna seguire una linea di defiscalizzazione e aiuto per chi investe in ricerca e ideare grandi progetti strategici per il Paese. Dando alla SIPS la funzione di una rete e di una federazione di tutte le società scientifiche e di settore."

2007-11-14 01:50:03 Francesco Balsano Ordinario di Medicina Interna dell’Università "La Sapienza " di Roma, membro del Consiglio direttivo SIPS
"E’ importante che sia all’ordine del giorno della nostra riunione il problema scottante della formazione dei giovani ricercatori. Occorre creare uno spazio europeo della ricerca, per studenti e ricercatori emergenti, che si accompagni alla Carta europea dei ricercatori e al Codice di condotta per la loro assunzione. E’ necessario, per tutti gli Stati membri, rafforzare la capacità di attrazione e annullare il senso di precarietà agevolando mobilità e prospettive di assunzione.
Una recente proposta di legge alla Camera penalizzerebbe il sistema italiano e lo cristallizzerebbe senza garanzie di scelta sull’idoneità dei ricercatori. Si è addirittura parlato di "concorsi agevolati", nulla di più sbagliato se si vuole accrescere la fiducia dei giovani verso le istituzioni.
Un’idea per la ricerca potrebbe essere la creazione per le Università europee di un solo Centro per la Ricerca, progetto altrove realizzato, prezioso punto di riferimento per ottenere risultati competitivi."

2007-11-14 01:38:34 Giuseppe Armocida, Presidente della Società Italiana di Storia della Medicina
«Il punto interrogativo di Balzac e il cuore dolce di Salomone. Sapersi mettere in discussione per approfondire. Quando nacque la Società Italiana di Storia della Medicina si chiamava Società della Storia Critica delle Scienze Mediche e Naturali. Si è perduta la critica».

"Un giorno quei grandi ospedali che ora ci sembrano indispensabili li paragoneremo a dinosauri, ovvero mostri del passato."

"La peggiore nemica della cultura? La moda e i modelli."

2007-11-14 01:36:22 Antonio Calò, Presidente Unione Nazionale delle Accademie italiane per le scienze applicate all’agricoltura, alla sicurezza alimentare e alla tutela ambientale
"Per avere i migliori risultati bisogna conoscere profondamente la natura. La viticoltura è un esempio di come il progresso abbia fatto moltissimo per nobilitare un settore e renderlo competitivo"

2007-11-14 01:34:14 Pier Paolo Poggio, Direttore Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia
"La storia guarda il passato, la scienza il futuro per costruire un mondo nuovo: la loro incidenza è indubbia. L’approccio storico darà il contributo fondamentale per affrontare il nodo tra scienza, tecnica e democrazia".

2007-11-14 01:31:48 Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, Presidente Accademia delle Scienze, detta dei XL
"Democrazia Scientifica Elettiva all’interno di un sistema di rapporti coesi dove esiste rispetto e riconoscimento dei giovani ricercatori."
"Qual è il ruolo della ricerca storica nella divulgazione scientifica?"

2007-11-14 01:27:58 Danielle Mazzonis, Sottosegretario di Stato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
«Rendere leggibile alle volte anche volgarizzando i risultati delle informazioni prodotte nei laboratori. Bisogna mettere insieme una multicultura di filosofia, etica e sentimento all’attività scientifica».
«Sprechiamo acqua, non riusciamo ad ottimizzare il riciclaggio dei rifiuti, non abbiamo familiarità nel risparmio energetico. Se ne parla tanto ma non vi sono risultati concreti»

2007-11-14 01:26:32 Vittorio Bo, Codice.
«Le forme di comunicazione stanno cambiando bisogna dunque produrre nuove dimensioni di conoscenza per creare interesse. Se da un lato è chiaro il fondamento scientifico questo deve divenire sempre più raffinato e comprensibile. Non si può pensare a una scienza solitaria, ma alla creazione di una nuova cultura. La scienza non è fredda e deve trasmettere emozioni»

2007-11-14 01:23:05 Vincenzo Cappelletti, Presidente della Società Italiana di Storia della Scienza
«La SIPS: incubatrice di una storicità cosciente, propositiva e fattiva».

2007-11-13 18:15:49 Dottor Tomasso Firmani Direzione Generale Ministero degli Esteri
«Ci è sempre stata trasmessa l’idea erronea che la scienza è estranea al nostro essere, un qualcosa di quasi ancestrale e intangibile. Si è creata attorno a questa una sorta di paura. La scienza è ambiente, salute, rapporti: qualcosa di tutt’altro che lontano, fa parte della vita quotidiana, non è solo degli addetti ai lavori. Basta con la paura, caso mai bisogna avere rispetto».

2007-11-13 16:44:14 Prof. Antonio Moroni, Emerito Università di Parma
"Solo seguendo il paradigma della complessità si potrà giungere ad un’analisi della realtà complessa derivante dall’aspetto matematizzabile e dallo studio dei rapporti che non si vedono, ma esistono, dunque dall’unione e dalla collaborazione di scienze umane e scienze naturali".

"Stiamo vivendo la nascita di una cultura d’ambiente inedita, schiacciata dal presente, la storia è divenuta irrilevante e grigio il calendario. L’ambiente è un esempio di tema aggregante di cultura, politica ed economia all’interno del quale si vuole e si richiede etica."

2007-11-13 12:09:26 Maurizio Cumo Presidente SIPS
<<Prioritario obiettivo della Società, è sempre stato sostenere il dialogo tra i cultori delle diverse scienze ed elaborare riflessioni sul cammino della comunità scientifica . Sui temi dello spazio europeo da riservare alle ricerca, della promozione di un’economia fondata, basata su conoscenze più competitive e dinamiche del mondo >>

<<La SIPS in questa Riunione propone una dichiarazione di impegno della comunità scientifica nazionale a favore dei giovani ricercatori. Una dichiarazione che sarà presentata,come concreta sollecitazione, a Parlamento e Governo. Bisogna ridare all’Italia il ruolo che abbiamo ereditato dal passato>>.

2007-11-13 12:02:59 Mons. Silvio Cesare Bonicelli, Vescovo di Parma
<<Occorre aver presente il valore e invitare a riflettere sulla cruciale domanda se il progresso stesso conduca sempre al benessere della comunità o se occorra distinguere, darne una valutazione etica, inserita in più ampie considerazioni sul senso generale della vita e del mondo. Valutazioni che impongono anche di riflettere sul potere e sulla responsabilità degli uomini di scienze>>.

2007-11-13 11:56:48 Paolo Buzzi Vicesindaco Comune di Parma
<< la chiave di tutte le scienze, come diceva Balzac, è il punto di domanda>>

<<la scienza oggi deve, dovrebbe essere, ispirata ad un’etica che coltivi un’idea responsabile del futuro>>.

2007-11-13 11:53:23 Gino Ferretti, Magnifico Rettore Università di Parma
<<Siamo abituati a convegni organizzati su singole discipline ma non è frequente l’incontro con diversi settori del mondo scientifico: è questo il principale valore dell’odierna riunione della Sips -Società Italiana per il Progresso delle Scienze-che si svolge oggi a Parma e che celebra il centenario della stessa Sips >>

<<Se tuttora il metodo scientifico non è sufficientemente al centro del nostro interesse, bisogna fare sì che il valore della scienza sia sempre più condiviso dall’opinione pubblica>>.


2007-11-10 00:11:50 Mario Draghi Governatore di Bankitalia
(ANSA)
ROMA, 9 NOV – "I contributi volontari in favore della Ricerca scientifica andrebbero favoriti con incentivi. La spesa, privata e pubblica, per istruzione e ricerca è strategica. L’Italia investe nella ricerca poco piu’ dell’1% del Pil, una quota pressoche’ invariata nell’ultimo decennio".


Dichiarazioni al convegno: "Ricerca scientifica e innovazione: necessità o lusso per il Paese?" organizzato dalla Federazione italiana delle società biologiche (Fisbi) 06/11/2007

2007-11-08 18:24:21 Luciano Modica sottosegretario all’Università e la Ricerca
"I ricercatori italiani sono produttivi tanto e più di quelli di altri Paesi, ma il livello di credibilità del sistema ricerca è basso e provoca una minore capacità del governo di rispondere alle attese come dovrebbe".

"La politica esprime il Paese e, come il Paese, esprime un livello di credibilità nel sistema pubblico di ricerca che è troppo basso".

"Nonostante il più recente Rapporto sulla competitività dimostri che ci sia un legame diretto fra investimenti in ricerca e competitività, in Italia la ricerca è soltanto uno dei modi per incidere sulla competitività, ed è meno sfruttato di altri"

"Listituzione dell’Agenzia per la valutazione della ricerca sta per concludere l’iter parlamentare. Spero che entro l’anno il decreto possa essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e nel 2008 divenga operativo.
Inizialmente avrà un costo di cinque milioni di euro l’anno, che in prospettiva dovrebbe aumentare a 25-30 milioni".

2007-11-08 18:06:50 Andrea Lenzi Presidente del Consiglio Universitario Nazionale (CUN)
"La pessima immagine della ricerca pubblica italiana è una diretta conseguenza degli stipendi da 800 euro al mese assegnati a chi fa un dottorato di ricerca, e di 1.200 ai ricercatori. O dei progetti di ricerca straordinari finanziati con meno di 10mila euro l’anno"
"La politica dovrebbe interrogarsi sull’immagine che dà ai cittadini della ricerca pubblica nel nostro Paese. Chi può credere che si assegnino fondi inferiori a quelli del minimo salariale di qualsiasi altro mestiere?"

"A questo punto ben venga la fuga dei cervelli che accende i riflettori su questa situazione: da un lato c’è una formazione competitiva, dall’altro una mancanza di risorse".

2007-11-08 17:31:39 Daminano Gustavo Mita Istituto di Genetica e Biofisica "ABT" – CNR

"La ricerca non è politica, ma un bene e una necessità per il Paese. Vogliamo dunque un appoggio bipartisan per lo sviluppo futuro dell’Italia"

"Se guardiamo il trend degli ultimi anni, non ci possiamo aspettare cose positive. E’ vero che tutti dobbiamo fare sacrifici per rimettere in sesto i conti del Paese. Ma penalizzare quasi sempre la ricerca e l’innovazione è l’ingiustizia più grande. Anche perchè è dimostrato che gli investimenti in ricerca e sviluppo rendono il 20-30% annuo. Nessuno altro investimento rende tanto"

"Tra i desiderata dei circa 20 mila ricercatori italiani rappresentati dalla Fisbi c’è ovviamente il rispetto degli obiettivi di Lisbona, con finanziamenti alla ricerca pari al 3% del prodotto interno lordo. Un sogno proibito. Ma anche arrivare all’1,5% sarebbe un buon risultato.

Qualunque aumento sarebbe significativo, anche perchè oggi il grosso dei finanziamenti serve a pagare stipendi. E il resto servirebbe veramente a finanziare la ricerca.

Il modello, ancora una volta, sono i Paesi scandinavi. Ma anche Cina e Corea che esplodono nel campo della ricerca per l’entità degli investimenti. L’Unione europea è fanalino di coda. E se l’Europa sta male l’Italia sta peggio"

"Vorremmo che la ricerca fosse considerata un bene e una necessità per il Paese. Le cifre rilevate a livello internazionale dimostrano chiaramente che investire in ricerca e sviluppo rende fra il 20% e il 30% l’anno. Nessun altro investimento rende altrettanto e i ritorni si calcolano in termini di conoscenza, prodotti e processi industriali, brevetti e nuove imprese hi-tech".

"L’Italia sta male come dimostrano i recenti dati sulla valutazione tecnologica dello European Innovation Scoreboard. Risulta infatti che nel 2006 l’Italia è scivolata dalla parte degli investitori a quella dei ritardatari e che fatica a tenere il passo con i Paesi confinanti, come Francia e Germania. Senza contare l’arretratezza a livello mondiale, in un contesto in cui gli Stati Uniti sono al primo posto per investimenti in ricerca, con 330 miliardi di dollari, seguiti da Cina (136 miliardi) e Giappone (130). L’Europa è indietro e l’Italia lo è ancora di più".

"Dati alla mano il raffronto con le nazioni competitive è raggelante. Francia e Germania aumentano ogni anno gli investimenti del 3%, mentre l’Italia resta immobile. Nel 2005 la Corea ha destinato alla ricerca il 3% del Pil, mentre la Cina investe ogni anno il 20% in più e già oggi è il secondo investitore per valori assoluti (136 mln di dollari ) dopo gli Usa (330 mln) e davanti al Giappone (130 mln)"

"Tra le prime 10 imprese che finanziano i settori di ricerca e sviluppo non c’è alcuna impresa italiana"

"Maggiori aiuti ai ricercatori giovani. Abolendo l’obbligo del cofinanziamento per l’approvazione dei loro progetti di ricerca. E promuovendo la meritocrazia. Non solo con una valutazione ex ante degli studi da finanziare, ma anche ex post. In base ai risultati raggiunti. In Italia i soldi ci sono, ma piove sempre sul bagnato".


RIUNIONE PRELIMINARE DEL 05/11/2007 ALLA LXIX RIUNIONE SIPS DI PARMA
Sala Consiglio Università PR

2007-11-05 16:58:54 Ivo Iori, Preside della Facoltà di Architettura Univ. di Parma
«La tecnologia continua ad andare avanti sfruttando le grandi equazioni della storia e il messaggio che ne scaturisce è che vi è una scienza in retroguardia che non ha più da dare e una tecnologia che ha il sopravvento»

2007-11-05 16:56:00 Carlo Bernardini, Presidente onorario SIPS
«La scienza contemporanea è divenuta un luogo comune, pieno di pregiudizi e il presente sembra non avere un passato»

2007-11-05 16:54:23 Maurizio Luigi Cumo Presidente nazionale SIPS
«Rilanciare lo spirito scientifico, scuotere un mondo stagnante che da oltre 30 anni non vede cambiamenti. Dal 1963 al 1968 in Italia si sono costruiti tre reattori nucleari: oggi abbiamo il problema dei rifiuti solidi urbani. C’è insofferenza solo a pensarlo».

2007-11-07 16:52:03 Carlo Bernardini, Presidente onorario SIPS
«Mettetevi d’accordo, litigate, ma uscite con un’unica faccia. Difettiamo dagli umanisti nello scambio di idee, loro litigano perché hanno dei caratteracci, ma gli scienziati si fanno gli affari loro»

2007-11-05 16:49:26 Carmine Marinucci Segretario generale SIPS
«Si discuta, al di sopra degli ambiti disciplinari, dei problemi comuni ricercando una comunità di intenti»

2007-11-05 16:47:31 Antonio Moroni, Professore Emerito dell’Università di Parma e socio SIPS
«Siamo arrivati a un punto in cui bisognerebbe parlare dei fondamenti scientifici e metodologici da dare alla base di una società scientifica. La complessità picchia alla porta, che canzone può cantare ora la società?»

2007-11-05 16:45:12 Carlo Bernardini Presidente onorario SIPS
«Così come Volterra all’inaugurazione del 1907 sosteneva che nel campo della scienza si erano fatti dei passi indietro, così oggi si potrebbe sostenere che in Italia dal 1907 abbiamo continuato a fare dei bei passi indietro. Cosa mi propongo da questo incontro? Invertire la tendenza».

La Toscanini