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II CONVEGNO: “Fare Impresa per gli Stranieri in Italia e Finanza Islamica”

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Una nuova sfida per la Società e le Istituzioni

Bologna Sabato 13 Dicembre  2008  ore 9,00
Le ragioni di un Convegno

Lo sviluppo economico dei Paesi ricchi, legato alla crescita intensiva delle nuove tecnologie e alla globalizzazione,ha ulteriormente aggravato lo squilibrio già esistente con i Paesi in via di sviluppo.

Ciò ha creato le premesse per l’accentuarsi dei flussi migratori,causati tra l’altro anche dai con flitti etnici e regionali,dalle persecuzioni politiche e dalla povertà.

Per questa ragione,l’immigrazione oggi rappresenta un problema per l’Europa, ancor più per l’Italia,dove il numero degli extracomunitari supera i 4,2 milioni di regolari con un trend in co stante aumento.

Eppure,finora il tema dell’integrazione e dell’immigrato regolare in quanto lavoratore non è mai stato affrontato in un’ottica "ne’ sindacale ne’ datoriale".

Sta di fatto che i Migranti, se non muoiono annegati prima di sbarcare a Lampedusa;se non vengono rispediti col foglio di via per non essere riusciti a dimostrare di aver diritto allo status di rifugiati politici;se ancora, una volta entrati in Italia, non decidono di cambiare Paese o tor nare indietro, gli immigrati che resistono e,nonostante tutto, riescono a rimanere, diventa no imprenditori,magari di piccolissime aziende,ma è ormai un fatto che la tendenza è questa: fuga dal lavoro dipendente per il salto verso attività in proprio.

Bastano pochi numeri per documentarne l’espansione:
negli ultimi cinque anni le imprese con titolari extracomunitari sono aumentate del 20 %.

Nel biennio 2006/07 si sono avuti quasi 17 mila nuovi iscritti stranieri alle Camere di Commer cio,gran parte lavoratori dipendenti passati al lavoro autonomo.

Eppure,finora il tema dell’integrazione e dell’immigrato regolare in quanto lavoratore non è mai stato affrontato in un’ottica "ne’ sindacale ne’ datoriale".

In presenza di un alto livello di strumentalizzazione politica del fenomeno, si è infatti portati a fermare l’attenzione sulle difficoltà dell’integrazione,anziché sui dati reali della ricchezza, pro dotta grazie agli immigrati.

Peraltro, le migrazioni richiedono cultura adeguata, organizza zione sociale e capacità d’inter vento lungimirante e non strumentale,elementi,questi,che spesso sono mancati nelle scelte poli tico istituzionali ed economiche.

Gli accordi di Schengen sulla circolazione sono la dimostrazione che la scelta di non ridurre tutto alle questioni di Pubblica sicurezza e alla repressione dei reati può essere assai proficua sotto molti punti di vista.

Poiché, in Italia, dopo la legge 40/88, si è avviata una nuova fase di governo dei flussi migra tori, occorre ora accelerare l’attuazione della normativa vigente (Legge Bossi – Fini) con alcuni adeguamenti per rafforzare il controllo del fenomeno della clandestinità ma anche per ampliare la possibilità di inserimento dei lavoratori e delle imprese straniere.

Si pensi,ad esempio, agli accordi bilaterali sulla sicurezza delle frontiere e sulla lotta alla crimi nalità che, senza stravolgere il legame tra il permesso di soggiorno e il rapporto di lavoro, con sentono all’immigrato di operare e vivere nel paese ospite in un quadro di legalità.

Infine,poiché si agisce nel quadro di un’Europa sempre più unita,dovranno essere le istituzioni comunitarie a impostare una strategia efficace per la gestione dei flussi migratori.

Il II Convegno di FederImmigra ,Dipartimento di ANIMI,che si occupa della assistenza degli im migrati attraverso una rete di 104 Sportelli in Italia,ha,quindi,la finalità di richiamare l’atten zione delle Istituzioni pubbliche e private sulla importante tematica di Fare Impresa per gli Stra nieri in Italia e la Finanza Islamica oggetto dell’evento. Bologna 13 Dicembre 2008

ANIMI Onlus
Il Presidente
Avv. Mario Pavone

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