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INTERVENTO DI DON ANTONIO MORONI

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Prof. Don Antonio Moroni
Prof. Don Antonio Moroni
Emerito Univ. di Parma Socio Sips

COSTRUIRE UN’ IDENTITA’ SISTEMICA PER LA RICOMPOSIZIONE DEI SAPERI : QUESTA LA PROSPETTIVA DELLA SIPS.

Dopo la presentazione dei lavori e il saluto delle autorità ha aperto il dibattito del convegno il Professore Emerito dell’Università degli Studi di Parma Antonio Moroni, accademico dei XL e socio Sips presentando la sua relazione: «La ricomposizione dei saperi.Un percorso». Risultati, sviluppi, prospettive per una organizzazione razionale della ricerca in Italia.

Perché scienze umane e scienze naturali sono in conflitto e non collaborano?

La risposta viene dallo studio della storia che purtroppo si dimentica e viene schiacciata dal futuro. Si sono dimenticate le stesse radici dell’esistenza umana e l’uomo è convinto di essere al di fuori della catena alimentare che collega ogni forma di esistenza.
Le scienze umane nascono dall’uomo e sembrano essere divenute una sezione a sé stante, dimenticando il valore che unisce ogni forma vivente. La scienza dalla sua parte ha conosciuto nel suo progresso una continua suddivisione, impedendo dialogo e divulgazione. Solo seguendo il paradigma della complessità si potrà giungere ad un’analisi della realtà complessa derivante dall’aspetto matematizzabile e dallo studio dei rapporti che non si vedono, ma esistono, dunque dall’unione e dalla collaborazione di scienze umane e scienze naturali.

Primo esempio di paradigma della complessità e ricomposizione dei saperi è l’ecologia, la scienza che si occupa di tutto quanto succede sulla “pelle della terra”.
È un esempio di disciplina sintetica, di ricomposizione di saperi formata dalla sinergia di diverse discipline. Una scienza che può essere presa come esempio di studio della complessità, dando un quadro di ciò che dovrebbe perseguire la scienza.

Stiamo vivendo la nascita di una cultura d’ambiente inedita, schiacciata dal presente, la storia è divenuta irrilevante e grigio il calendario.

L’ambiente è un esempio di tema aggregante di cultura, politica ed economia all’interno del quale si vuole e si richiede etica.
Nel caso dell’ecologia perché si genera conflitto fra scienze umane e scienze naturali? L’uomo fa parte della catena alimentare e nasce con un progetto, come gli animali e gli altri esseri viventi, ma emerge per la consapevolezza che acquisisce di sé e da questa ne scaturisce la cultura, ovvero la scienza umana.

Il metodo scientifico riduttivo diviene limitante per lo studio dei rapporti e il paradigma della complessità esiste nel momento in cui le due scienze collaborano e si uniscono per uno studio complesso della realtà.

Se si tiene come esempio l’ecologia si può notare in che modo vi è crisi e difficoltà tra le due scienze:

-vi è crisi scientifica per la frammentazione del sapere;
-vi è crisi antropologica perché l’uomo ha dimenticato di far parte del progetto della catena alimentare, si sente superiore e si distacca andando dunque contro la natura;
-vi è crisi economica per la crescita illimitata che continua a verificarsi.

Come si può dunque superare queste difficoltà?

Innanzitutto risolvendo la frammentazione dei saperi e delle discipline, ricostruendo una cultura del rapporto di etica ambientale e indirizzandosi verso una sostenibilità ambientale.
Ecco in che modo l’ambiente diviene il tema aggregante di cultura, politica ed economia.
Prospettiva della SIPS è dunque quella di individuare una nuova identità dalla natura multidisciplinare abilitata a trattare argomenti complessi.
Bisogna proporre armonia e bellezza perché queste salveranno il mondo. Una ricerca interdisciplinare di alto profilo è possibile e socialmente utile.

 

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