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RICERCA DI BASE, RICERCA LIBERA E RICERCA VINCOLATA

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SI’ ALLA RICERCA DI BASE: MA QUAL E’ IL RAPPORTO TRA RICERCA LIBERA E RICERCA VINCOLATA?

Luigi Carrino, Presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha individuato due le grandi sfide: mettere insieme ricerca libera, ricerca vincolata, umanisti e tecnologi e trovare un compromesso tra eccellenze e diffusione. I finanziamenti del C.N.R. sono insufficienti e i finanziamenti esterni sono vincolati e a breve termine. La ricerca non può esistere solo a breve termine, ha bisogno di spazi lunghi e liberi. «L’attuale situazione non è sufficiente per una società basata sulla conoscenza e siamo tutti d’accordo sul fatto che questo Paese avrà un futuro di qualità se passerà un futuro sulla conoscenza».

MANCANO STRATEGIE A LUNGO TERMINE

«Un’Italia assente dal livello Europeo perché troppo presa dai suoi problemi interni» questo il quadro illustrato da Carlo Rizzuto, Presidente Sincrotrone di Trieste. Si parla di interazione tra scienza e governo, ma siamo davanti a un Ministero della Ricerca spaccato a causa del forte problema di rinnovo del funzionariato. All’interno del Ministero della Ricerca dovrebbero essere assunti dottori di ricerca, ma l’Italia ne produce pochissimi creando una grossa lacuna nello stesso Ministero. Sarebbe invece necessario e indispensabile che organismi rappresentativi della ricerca affiancassero il governo per la scelta di strategie a lungo termine in relazione con l’Europa.

A questo fatto si aggiunge una Università lasciata a se stessa dove le assunzioni sono decise da organi al di fuori della ricerca scientifica: un modo di operare che abbassa il livello generale accademico. Secondo Rizzuto un sistema alternativo universitario efficiente e già in attuazione in diverse Università europee si potrebbe ottenere dando autonomia alle università stesse soprattutto per quanto riguarda l’assunzione di professori e ricercatori.