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BAMBINI DI SERIE B

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Poche righe per esprimere lo strazio nel vedere come la vita dei bambini, soprattutto di certi bambini, valga ancora molto poco.
Mi riferisco al drammatico rogo che ha ucciso quattro bambini rom a Livorno. 
Mentre la politica s’interroga su flussi migratori,  sulla cultura  nomade,  senza peraltro trovare valide risposte,  Lenuca, Danchiu, Dengi ed Eva  non ci sono più; svaniti con il fumo della candela che avevano come unica compagna della sera.
La mia domanda è una ed una sola: i  servizi sociali ed i giudici per la tutela dei minori dov’erano? Siamo sicuri che se fossero stati bambini italiani e non rom il tribunale dei minori avrebbe concesso loro di vivere in quello stato di  disagio. Se un bambino italiano viene colto a rubare per diverse volte quanto ci mettono i giudici a  sottrarlo  alla famiglia? Nel caso dei bambini rom (basta leggere le cronache recenti)  la soluzione più comoda è quello di restituirlo pari pari al degrado delle baraccopoli e delle famiglie di provenienza. In sostanza non si fa nulla per sottrarre questi bambini al  circolo vizioso  che trasformerà prestissimo anche loro in giovanissimi  genitori senza speranza alcuna di riscatto sociale.  I proclami del giorno dopo servono a poco,  serve invece applicare la legge a tutela dei minori. Una legge che sia uguale per tutti e che tolga i bambini  alle famiglie che non sono in grado di accudirli, curarli, farli studiare e crescere in un ambiente decoroso (cultura nomade, italiana o straniera che sia). Credo che lo si debba a Lenuca, Danchiu, Dengi ed Eva che non hanno nemmeno avuto il tempo di spegnere quella candela.

Maria Elena Mozzoni

 

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