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BANCO DESIO: ENRICO CECI IL GIOVANE “WHISTLEBLOWER”…

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Bankomat! – Sono allo studio almeno tre importanti SBARCHI IN BORSA (Prada, Moncler e Ferragamo): al fine di evitare altre QUOTAZIONI acchiappasoldi A SPESE dei piccoli azionisti, VEDI LA VICENDA SARAS-moratti, urge consob-control! – BANCO DESIO E IL GIOVANE "WHISTLEBLOWER"… >

Bankomat per Dagospia

(dagospia.com) 1 – QUOTAZIONE SARAS E (S)COMPENSI PER I PICCOLI AZIONISTI…
Scrive bene Vittoria Puledda oggi su ‘Affari e Finanza’ di Repubblica a proposito di quotazioni di Borsa, o meglio di prime quotazioni. Cioè di IPOs, come si dice in gergo, "sbarchi" in Borsa di aziende non quotate prima.

Sono allo studio almeno tre importanti IPOs del mondo del lusso (Prada, Moncler e Ferragamo) pare tutti e tre orientati a chiedere danari in borsa diventando società "pubbliche", secondo il lessico anglosassone, cioè non private ma che rispondono al mercato, per far incassare denari a chi oggi le controlla.

In altri termini, non per cercare soldi nuovi da iniettare in cassa finanziando lo sviluppo, ma per consentire agli attuali azionisti, famiglie e fondi di private equity, di monetizzare i loro investimenti.

Intendiamoci: nulla di male, a meno che qualcuno abbia ancora problemi morali con il profitto. Il punto è che in questo caso si spera che Consob e controllori di vario livello di questi IPOs siano attentissimi ai valori ai quali si sbarca in Borsa, alle famose forchette di prezzo, a come si fanno i road show di presentazione dello sbarco in Borsa.

Perchè errori od omissioni per fare guadagnare cifre, spesso elevatissime, ai proprietari attuali che conoscono pregi e difetti del loro business, a spese del parco buoi del mercato sarebbero – questi sì – moralmente e forse legalmente riprovevoli.

Un po’ come ha fatto Saras dei Moratti nel 2006, che si quotò portando in cassa alla Famiglia dei petrolieri milanesi circa 1 miliardo e mezzo di euro, dei quali circa 1 finito poi in gestione alla stessa banca d’affari americana JP Morgan che aveva curato la quotazione e i suoi valori.

Strano. La Procura di Milano ha a lungo indagato su questa strana operazione, lucrosa per pochi e drammaticamente in perdita per molti piccoli azionisti, in quanto le quotazioni si rovesciarono quasi subito al ribasso, per via di utili non ricorrenti e costi forse non ben previsti, che fecero subito dopo l’IPO crollare del 30% le attese di utili del gruppo Moratti.

La Procura ha tuttavia chiesto il proscioglimento, in quanto non è riuscita a dimostrare con le indagini chi e con quale dolo ha operato. Tuttavia la questione non è chiusa perché i piccoli azionisti quasi certamente si opporranno.

Bankomat tornerà sulla cosa, ne vale la pena. In questo Paese un discorso di etica degli affari va fatto a prescindere dalle responsabilità legali, che giustamente ci sono solo quando accertate con tutte le garanzie oltre ogni dubbio a tutela degli indagati. Ma è bene che si sappiano e si valutino le scelte manageriali, strategiche e morali dei gruppi e dei loro azionisti. Per saperlo, per parlarne.


2 – BANCO DESIO E IL GIOVANE "WHISTLEBLOWER"…

Chissa’ se la dottoressa Tarantola di Bankitalia si sta davvero agitando come il suo cognome suggerirebbe.

Secondo Repubblica del 28 febbraio ha nel mirino le banchette con un padre padrone che magari indirizzano e concentrano un po’ troppo gli impieghi, ad esempio. O comunque non sono per cosi’ dire impeccabili nei sistemi di controllo. Spesso dei sistemi non buoni si prestano ad abusi che magari vanno oltre le strategie pur furbette e caserecce dei padri padroni.

A Bankomat viene in mente il Banco Desio della famiglia Gavazzi, bianzoli doc ma con interessi anche in altre regioni italiane. La banca e’ oggetto d’indagine da qualche anno da parte della Procura di Roma – c’e’ infatti una banca del gruppo che si chiama Banco Desio Lazio – e della guardia di finanza per sospetti meccanismi di possibile riciclaggio o comunque agevolazione dell’esportazione illecita di valuta e di gestione delle operazioni in contanti non secondo le norme.

Molti funzionari e dirigenti sono coinvolti. Un direttore generale ci ha pure recentemente rimesso il posto, anche se non risulta formalmente per questo motivo.

Nell’assemblea e nella relazione al bilancio 2009 del Banco di Desio non se ne parla molto…diciamo un fragoroso silenzio; ma forse gli amministratori ne riferiranno ad aprile prossimo approvando il bilancio 2010.

Chi ne ha parlato recentemente e’ invece un ragazzo di Parma, ovviamente gia’ querelato dal Banco, che per il Desio lavorava e poi e’ stato licenziato. Dopo pochissimi mesi, con motivazioni apparentemente pretestuose che sono oggetto di ricorso in Tribunale.

Si chiama Enrico Ceci ed e’ un ventenne che ha appena rilasciato – la settimana scorsa – un’ intervista alla Voce di Parma. Per carita’ , non e’ il Wall Street Journal ed il Ceci e’ giovane e forse inesperto di affari e di vita, come tutti i suoi coetanei. Ma a Bankomat e’ parso lucido e perbene.

Sostiene di aver verificato con suo grande stupore che nella filiale di Parma del Desio le norme erano allegramente aggirate in troppi casi, particolarmente quelle sulla gestione dei contanti. E di tutto questo e’ andato subito a riferire ai suoi superiori scrivendo anche ai massimi Vertici del Desio, Sindaci inclusi. Poi e’ andato anche dalla Gdf che indagava sul Desio e ha detto quello che sapeva, che parrebbe ben si incastri con quello che gli investigatori stavano accertando sul banco in generale, filiale di Parma a parte. Vedremo le conclusioni del PM Cascini, il Desio avra’ ottimi argomenti a difesa e li approfondiremo studiando gli atti.

Risultato per ora: il Desio ha licenziato il ragazzo, la Finanza pero’ non lo ha denunciato per calunnia o quant’altro…anzi pare abbia apprezzato la sua collaborazione.

Poi nell’intervista Enrico Ceci spiega che il Tribunale di Parma sembra sonnecchiare sulla vicenda, e che la cosa e’ stata quindi da lui stigmatizzata in via formale con istanze e denunce. Il Presidente del Tribunale lo sa perche’ ne e’ destinatario.

Una storia strana, che seguiremo con grande attenzione. Soprattutto per capire se la Banca d’Italia, avvisata di tutto più’ volte dal Ceci, stia procedendo con i suoi doverosi controlli.