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Esauste bottiglie di Morandi

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MAURIZIO CUCCHI

(lastampa.it) Maria Elena Mozzoni si dedica alla interpretazione poetica di opere d’arte e questa volta mi propone testi su Antonello da Messina e Giorgio Morandi. Sono esperimenti sempre interessanti, anche se non facilissimi: il rischio è quello di una descrizione troppo didascalica. Può funzionare questo inizio: «Mi hanno strappato al gelsomino bianco /che raccoglievo a mazzi per farne profumi ed oli /alle ceste intrecciate ed alle risa». Un po’ più ovvio questo attacco morandiano: «Esauste bottiglie / Su di uno scaffale impolverato».

Velia Capone scrive una sorta di haiku: «Vento, /verrai nella brughiera, / avvoltolando i cespugli / sparsi nella mia pianura». Certe sospensioni, che si vorrebbero magiche, rischiano di lasciare un po’ il tempo che trovano. Quando organizza i frammenti, l’esito è meno generico: «Arriverai /fino ai campi dell’eterna primavera / /Parlami della speranza /che mina l’intimità, /della pazienza che rode».

Sergio Di Giacomo punta sulla grazia di un lirismo tenue, con qualche ingenuità nei suoi versi d’amore: «ci solleveremo leggeri /nel sole di domani /nel cielo quotidiano dell’Amore». Cerchi meno trasalimenti, eviti certe avventure kitsch: «Poesia è sapere leggere il movimento delle tue labbra / che cercano le mie».

Di Massimo Cardini ho apprezzato la concisione di un testo drammatico, la tensione che lo muove, pur con qualche passaggio ancora irrisolto, grezzo: «Seduta sul letto a gambe distese /Le mani a preghiera /Il viso rivolto al pianto /Abbassando l’umido sguardo / /provando quasi vergogna».

Chiudo con una poesia di Rossella Tempesta
«Guarda quel che fa la natura, se la lasci in pace.
Fa un suo ordine disordine tra i vasi trascurati
sul balcone, crea legami di menta rampicante
di ortica ed altre erbe rigogliose,
le malerbe.
In mezzo al caso, una scopa di saggina,
l’annaffiatoio rovesciato,
una conchetta rossa dei panni che ho già stesi,
il triciclo del mio maschietto piccolo.
Niente vorrei toccare, vorrei abdicare.
Cederei l’arbitrio alla natura,
finalmente».

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(fonte: Tuttolibri, in edicola sabato 6 ottobre)

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