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“Il rimpatrio forzato è un atto illegale al di fuori da ogni legislazione italiana ed internazionale”

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Mario Pavone
Presidente ANIMI Onlus

L’ANIMI Onlus denuncia la palese violazione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali oltre che delle Convenzioni Internazionali ratificate dall’Italia.

Va sottolineato che nel maggio 2005, la Corte europea dei diritti umani ha condannato le procedure del rimpatrio forzato disposto dal governo italiano perchè lesive del diritto d’asilo.

Inoltre,allontanare persone dall’Italia senza averle identificate e senza permettere l’accesso,per chi ne ha diritto, alle procedure sul diritto d’asilo è un comportamento illegale al di fuori di ogni legislazione nazionale ed internazionale.

Va ricordato pure che la Libia non ha ratificato la Convenzione di Ginevra ed in conseguenza l’allontanamento di queste persone dall’Italia, direttamente dal mare, senza aver dato loro un minimo di assistenza medica a terra, è contrario ai principi umanitari e ancora più grave è la decisione di rimpatriarli verso un paese come la Libia, che non aderisce alla Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del 1951.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha emanato una nota in cui ha espresso "grave preoccupazione per la sorte di circa 230 migranti ricondotti in Libia senza un’adeguata valutazione delle loro possibili necessità di protezione internazionale.

Una regolamentazione dettagliata di tutte le fasi del processo di rimpatrio di un immigrato illegale, dal rilevamento dell’irregolarità alla consegna alle autorità del paese di origine è stata emanata dalla UE con il Patto Europeo sull’immigrazione e l’asilo politico..

Si tratta delle venti linee guida su cui i 46 stati che fanno parte del Consiglio d’Europa hanno trovato un accordo, approvando così il primo testo internazionale sulla delicata materia.

Il testo vieta il rimpatrio verso paesi che non garantiscono il rispetto di trattamenti «umani» per gli immigrati di rientro.

È anche proibito il rimpatrio di massa, sulla base del fatto che ogni ordine di espulsione deve essere rilasciato in seguito «ad un esame obiettivo della situazione particolare di ogni singolo individuo».

L’immigrato soggetto ad un ordine di espulsione deve avere inoltre il diritto di contestare l’ordinanza con un’azione giudiziaria che «non potrà essere irragionevolmente breve» e che dovrà essere «accessibile» anche a coloro non dotati di mezzi economici sufficienti.  

In base al contenuto del Patto europeo sull’immigrazione ed asilo politico,l’UE ha introdotto alcune norme comuni circa l’allontanamento ed il rimpa trio degli stranieri irregolari,contenute nella Direttiva del Parlamento e del Consiglio d’Europa 2008/115/CE pubblicata il 24 dicembre 2008 sulla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea a cui tutti i Paesi comunitari dovranno uniformarsi entro il 24 dicembre 2010.

Va ricordato che sempre nella stessa ottica vennero adottate dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 9 maggio 2005 venti linee guida su tutti gli stadi del procedimento di rimpatrio forzato

Roma, 8 Maggio 2009