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La finanza islamica : problematiche di sviluppo in Italia

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Convegno: Fare impresa per gli stranieri in Italia e finanza islamica
Relatore: Massimo Ferracci
La finanza islamica : problematiche di sviluppo in Italia

In Italia  non esistono esempi di strumenti di finanza islamica ma solo prodotti bancari occidentali mascherati per soddisfare i principi musulmani. Alla base del sistema finanziario islamico  ci sono  quattro principi: la riba , il gharar, il maisir, l’haram. Solo l’haram( vieta gli investimenti in attività economiche proibite dal corano: distribuzione/produzione di alcool, tabacco, armi , carne suina, pornografia, gioco d’azzardo) rappresenta un principio strettamente legato alla fede musulmana, gli altri tre sono condivisibili anche dai valori occidentali. La riba proibisce l’interesse frutto di una semplice rendita finanziaria che non sia correlato ad un’attività reale comportante un determinato livello di rischio.

Il principio è io guadagno solo se investo  in maniera efficiente. Nel sistema occidentale  invece i miei risparmi possono essere utilizzati per attività di cui io conosco ben poco e il cui profitto può risultare dubbio. Ciò è in contrasto con i principi che sono alla base del libero mercato concorrenziale, che dovrebbe garantire il successo delle iniziative  più profittevoli. Il sistema occidentale basato sull’interesse è estremamente efficiente nella fase di raccolta di capitali in quanto fornisce ampie garanzie anche ai soggetti avversi al rischio. Nella fase di impiego degli stessi può avvenire un’allocazione inefficiente delle risorse proprio a causa della dimensione "finanziaria" spesso astratta dalla dimensione reale e materiale. Per questo il sistema islamico può costituire un modello cui ispirarsi per un sano ripensamento dei nostri capitali. Il maisir (divieto di speculazione) e il gharar ( vieta gli investimenti  che comportino irragionevole incertezza ed ambiguità) vengono disattesi  sui mercati internazionali.

Il principio fondamentale della finanza islamica è quello di rendere più snella e trasparente la funzione di intermediari finanziari, banche e mercati di capitali.

Uno strumento che potrebbe apportare la finanza islamica all’interno del contesto bancario occidentale è quello dei conti correnti  alwadiah , che prevede al posto di un tasso di interesse fisso legato al fattore temporale,  un premio in relazione all’andamento dei profitti totali della banca. Altro strumento è il murabaha che sostituisce alcune forme di prestito: la banca acquista il bene desiderato dal cliente e glielo rivende ad un prezzo maggiorato. L’obiettivo  è che il valore degli interessi viene inglobato nel prezzo finale del cliente. Il murabaha è utile per l’acquisto di beni immobili.

Altro strumento è il qard al- hasam vale a dire prestiti per persone bisognose che non richiedono il pagamento di interessi ne nessuna altra maggiorazione.

In ultimo, è lo zakat che è la tassa sulla ricchezza prevista dal Corano che tutti musulmani sono tenuti a versare annualmente in base a loro reddito. Costituisce una sorta di redistribuzione del capitale  che oggi viene effettuata dai musulmani verso conoscenti meno fortunati e persone bisognose.

Per il mondo delle imprese, il mudaraba rappresenta lo strumento di finanza islamica più adatto per consentire l’accesso  al credito delle Pmi. La banca valuta il progetto e la redditività dell’investimento lascando la facoltà di agire all’imprenditore  ma partecipando ai profitti di relazione al capitale investito.

Il suruk è uno strumento finanziario vero e proprio; sostituisce la rendita di un’obbligazione con la rata dell’affitto di un bene.

L’inserimento di strumenti di finanza islamica deve avere come obiettivo non solo quello si aprire gli istituti bancari verso le esigenze delle diverse tipologie di clienti (diversity banking), né quello di semplice veicolo verso l’integrazione (welcome banking) , ma contribuire alla formazione ad un modello di open bank , aperto verso le innovazioni e il miglioramento continuo e non chiuso  in schemi e strumenti che tengono ad appiattire il mercato più che a renderlo efficiente e sicuro.

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