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Vi spiego la scuola italiana

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Roberta Barazza

Il nuovo anno scolastico è iniziato all’insegna del caos, tanto per cambiare.
I discorsi e anche le iniziative del Ministro Fioroni facevano pensare ad una lodevole intenzione di essere più esigenti e rigorosi nei programmi e nel lavoro scolastico. E infatti la scuola dell’obbligo ora sarà fino a 16 anni, per fortuna, e c’è maggiore rigore nel valutare alunni.
Però anche il ministero dovrebbe cominciare ad essere più rigoroso ed esigente. Invece all’inizio dell’anno non ci sono ancora i supplenti annuali, cioè quelli che avranno l’incarico fino a fine anno scolastico.
E non ci sono giustificazioni: bastava semplicemente iniziare a mettere in ordine le graduatorie un paio di mesi prima, anzichè in agosto.
Quali sono le conseguenze di questa situazione?
Le scuole non hanno i supplenti annuali e quindi devono nominare dei supplenti a tempo breve finchè non arrivano i supplenti annuali. Nasce cioè in Italia la nuova figura del supplente del supplente. I supplenti a tempo breve sono scelti in base alle graduatorie dell’anno precedente, mentre i nuovi supplenti annuali dovevano essere scelti in base alle nuove graduatorie che però non sono ancora pronte.
Le scuole quindi scelgono dei supplenti fino alla nomina dei supplenti annuali, che però non si sa quando avverrà; potrebbe essere a fine settembre o a ottobre o a novembre.
Conseguenze nefaste per tutti: per la scuola italiana stessa che ha spese in più per pagare nuovi supplenti fino alle nomine, e per i supplenti temporanei stessi che firmano un contratto a tempo determinato ma ‘fino alla covocazione dell’incaricato’, cioè un contratto a tempo determinato NON-SI-SA-FINO-A-QUANDO.
Fantastico, no?
Questi poveri disgraziati sono assunti FINCHE’ FA COMODO AL MINISTERO, anzi servono per coprire le inefficienze del ministero.
Poi le supplenze sono a volte di poche ore, per cui molti cercano altre soluzioni, come insegnare all’estero. Però anche questo è un problema, perchè se uno sa quando finisce questo incarico temporaneo, può scegliere di accettare altri incarichi. Se uno non lo sa è vincolato finchè fa comodo al ministero e può al massimo rinunciare all’incarico, accettando però le penali annesse, che sono l’esclusione dalle graduatorie per un anno. Se invece un supplente ha un incarico d’insegnamento altrove e non accetta altri incarichi nella scuola italiana, resta nelle graduatorie senza essere penalizzato.
A me sembra che il ministero si permetta una cosa addirittura al limite della legalità, perchè non ho mai sentito di contratti a tempo determinato ma di cui non sai quando finiscono.
Praticamente sei a disposizione del ministero, a volte solo per poche ore, finchè fa loro comodo, senza la possibilità di fare altre scelte.
Possibili soluzioni?
Facile. Intanto il ministero doveva prendersi l’impegno di far iniziare l’anno scolastico in regola. Ed era possibile, ovviamente: bastava iniziare in tempo il lavoro.
Oppure, accertata l’impossibilità di un inizio in regola, si ricorre a queste ‘supplenze delle supplenze’, però con l’impegno preciso di finire la revisione delle nuove graduatorie entro una data precisa, per esempio il primo novebre. Dopodichè i supplenti dei supplenti avranno un incarico fino al primo novembre.
Qualsiasi ente o persona seria si prende degli impegni precisi che devono essere portati avanti entro un tempo preciso e allora anche chi dipende da quegli impegni può prendere delle decisioni conseguenti.
Così, invece, il ministero fa quel che vuole senza impegnarsi che il lavoro sia finito entro un tempo preciso, e i supplenti devono adattarsi ai non-impegni del ministero.

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