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Buco da 14 milioni al Conservatorio. Soldi spariti in 9 anni, 23 arresti

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Arrestati 23 dei 38 indagati. Denuncia partita da nuovo Cda

Buco da 14 milioni nella gestione dell’Istituto musicale Vincenzo Bellini di Catania. L’operazione «The band» della Guardia di finanza vede il coinvolgimento di 38 persone indagate, a vario titolo, per peculato, ricettazione, riciclaggio e associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Ventitrè le persone arrestate, sei delle quali ai domiciliari, per essersi appropriate di 14 milioni di euro. Tra gli arrestati ci sono anche la madre, Agata Carrubba, e il padre, Fabio Antonio, della consigliera del Comune di Catania, Erika Marco, eletta tra le file de Il megafono e recentemente transitata in Articolo 4, che è estranea alle indagini. Agli arresti domiciliari ci sono anche la sorella, Roberta, e uno zio, Francesco Marco.

Denunce dell’attuale direttore

Il Bellini è un ente pubblico fondato nel 1951; è finanziato annualmente con contributi del Comune, della Città metropolitana e, in minima parte, con le rette dei frequentatori. Le appropriazioni di finanziamenti pubblici sono avvenute tra l’ottobre 2007 e il febbraio 2016. Le indagini sono scaturite da una denuncia presentata da alcuni componenti del Consiglio di amministrazione e dall’attuale direttore amministrativo del Bellini. Con il denaro, gli indagati acquistavano anche gioielli, vestiti d’alta moda e andavano in vacanza. Falsificate firme, mandati di pagamento compilati con causali differenti (a seconda che lo stesso documento fosse destinato alla banca o agli atti dell’ente). In 9 anni questa attività (le banche chiamate a svolgere il mero servizio di «cassa», hanno registrato importi o a favore dell’ex responsabile dell’ufficio ragioneria del Bellini e dei dipendenti suoi complici o a favore di imprese partecipi all’illecito) ha fruttato 10 milioni di euro; altri 4 milioni sono spariti grazie alla complicità di imprese commerciali compiacenti, circa 20, destinatarie di pagamenti a fronte di prestazioni mai effettuate a favore del Bellini. Il ruolo delle imprese è consistito nell’aprire conti correnti e carte prepagate nei quali far affluire il denaro sottratto e successivamente nel disporre, attraverso operazioni di home banking, assegni e prelevamenti in contanti, dei fondi illecitamente acquisiti per la restituzione e il reimpiego a favore degli indagati.

Bianco: «Estirpato un cancro»

È stato estirpato un cancro che minacciava di uccidere un’istituzione molto importante per l’intera Sicilia», ha commentato il sindaco di Catania Enzo Bianco. «Dell’Istituto Bellini – ha ricordato Bianco – sono soci sia il Comune, sia la Città Metropolitana di Catania. E una dirigente del Comune, Clara Leonardi, nominata Direttore amministrativo dell’Istituto, ha scoperto e denunciato, con gli altri vertici dell’Ente, supportati dai Soci, le gravi irregolarità contabili che hanno aperto la strada all’indagine della Guardia di Finanza. Peraltro, sette dipendenti erano stati licenziati un anno fa proprio per alcune di queste vicende su input dell’Ufficio provvedimenti disciplinari, composto da un rappresentante dell’Istituto, uno del socio Comune di Catania e uno del socio Città Metropolitana». 30 maggio 2017 

Fonte Link corriere.it