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COMMENTI ALL’ARTICOLO “PRESIDENTI ALL’ITALIANA”

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Sergio Mattarella presidente della Repubblica Italiana
Sergio Mattarella presidente della Repubblica Italiana

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E’ tutto giusto quello che dici, Luigi, salvo un particolare che non hai menzionato: parli di Stato sovrano. Noi, la nostra sovranità, l’abbiamo persa parzialmente l’8 Settembre 1943 e totalmente il 25 Aprile del 1945. Non importa chi la gestisce in nomine USA – sia essa la Gran Bretagna, la Francia o la Germania – l’importante è che sia effettuata nei modi graditi a Washington. Ti ricordi della fine di Mattei, di Moro e per poco di Berliguer a Sofia? E’ tutta lì la questione, mafia compresa. Ciao
Carlo Bertani

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Carlo,
vedo che ti interessa solo polemizzare strumentalizzando il termine “sovranità”, senza dir nulla sulla moneta a debito. Cosa c’entra l’assassinio di Mattei o l’attentato a Berlinguer? Un nuovo paradigma monetario è fuori da ogni ideologia.
Tutti i principali esponenti della sinistra non hanno mai proferito parola sull’usura e la truffa praticata dai monopolisti dell’emissione di tutta la moneta a debito circolante. Può forse chiamarsi democratico uno Stato senza moneta? Che deve farsela prestare dagli usurai che la stampano dal nulla e gliela addebitano al valore nominale gravata da interessi? Con cui rendono schiavi i popoli. No mai nulla, da parte di tutti i partiti della sinistra, hanno tenuto gli italiani nella ignoranza. Ma molti di loro erano sul Britannia a ordire la spoliazione dell’Italia. Tutti traditori della Costituzione. LB

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Molto bravo, Luigi! Risposta perfetta.
Questo è l’unico argomento in grado di smascherare e di mettere a tacere chiunque! il doppio gioco fatto da sempre da tutti i partiti della sinistra politica e sindacale italiana è di gran lunga quello più grave e osceno. In tutta la loro storia, non c’è mai stato un loro esponente politico, che abbia preso posizione sul problema della moneta a debito, sia come argomento di lotta politica che di giustizia sociale a tutela e difesa dei cittadini e dei lavoratori che, a parole, dicono di voler rappresentare e difendere ma non però nei fatti. La prova? A livello legislativo, quasi tutte le leggi e i trattati pro grandi usurai e pro banche portano la loro firma mentre quelle fatte dagli altri partiti non le hanno mai avversate né dentro, né fuori il Parlamento e nemmeno sui loro grandi giornali di riferimento come La Repubblica e L’Espresso che invece di occuparsi di questi problemi, per 20 anni, hanno preferito interessarsi del colore delle mutandine delle ragazze di Berlusconi! Pertanto, la produzione legislativa e il loro silenzio su questi argomenti sono la prova della loro complicità e collusione con questi grandi poteri di cui, da sempre, per meriti acquisiti sul campo, sono i più fidati e collaudatissimi referenti. Nel loro album di famiglia, d’altronde, ci sono i più noti traditori della Costituzione e degli italiani. I Napolitano, i Bersani, i Veltroni, i Cofferati, i Prodi, i Pisapia, i Vendola i Bertinotti, i Ciampi, i Renzi, i D’Alema, i Letta, i Gentiloni, gli Amato. Tutti questi signori indiscussi protagonisti, insieme a Berlusconi della vita politica dei nostri ultimi 40 anni sono stati dei fedelissimi servitori dei grandi usurai della moneta a debito e delle Banche e non certamente della Costituzione, della democrazia, della verità e degli italiani, come vorrebbero far credere ed essere percepiti. Queste non sono opinioni, ma inconfutabile storia politica legislativa parlamentare. La sinistra, come tutte le altre componenti del potere reale istituzionale e sociale dello Stato è stata ed è il caposaldo garante della grande usura.
Chi non conosce il problema della truffa della moneta certamente, non può sapere di questo tradimento e di conseguenza pervenire a queste conclusioni per cui, alla base ignara va concessa questa esimente, ma non però, ai loro vertici traditori.
Certo, nessun partito vuole che il proprio elettorato sappia che il partito per cui vota ha fatto e fa il kapo’ per conto dei grandi usurai per cui, l’argomento, al loro interrno, non può che essere tabù perché questi scaltri signori sanno perfettamente che se i cittadini sapessero queste scomode verità (truffa monetaria e Kapo’) moralmente verrebbero spazzati via in cinque minuti, moralmente, ma non materialmente perché, questa è gente che non esiterebbe un secondo a usare la forza per difendere se stessi e i loro padroni usurai.
GFPioli

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Caro Luigi,

io non volevo accusare di niente tutti quelli che si occupano di nuove forme monetarie, soltanto che sono piuttosto scettico su queste vicende, pur essendo stato collega di Domenico de Simone alla Malatempora, che s’occupò di queste faccende e con lui ebbi lunghe discussioni. Ma, dopo la ricusazione dell’Oro di Nixon del 1971, sono piuttosto perplesso nel riuscire a trovare una moneta veramente valida senza che sia interpellata, e rinnovata, una nuova Teoria del Valore.

La vicenda di Mattei, Moro e Berlinguer invece, c’entra ed è attuale tuttora perché in quegli anni Francia e GB riuscirono a convincere gli USA (che erano scettici) sulla pericolosità della politica estera italiana nel Mediterraneo, la quale – in qualche modo – riproponeva una politica monetaria simile al petroldollaro fra Libia ed Italia che assomigliava molto a quella adottata dagl USA con l’Arabia Saudita. La politica Franco-britannica era fraudolenta, ma vinse e ci condusse non solo alla morte di Mattei e Moro, ma anche all’abbattimento di Ustica. E oggi vedi che casino che c’è fra Egitto, Italia e Turchia.
Certo che la moneta cartacea è in mano agli usurai, ma come fai a strappare loro quel monopolio senza una nuova Teoria del Valore?
Ciao
Carlo Bertani

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Ciao Luigi, il dato storico monetario è più ampio di quello politico cui fa riferimento il tuo amico Carlo Bertani. Conosco l’avv. Domenico De Simone che stimo, però, il suo impegno intellettuale in passato non ha mai riguardato lo studio del valore della moneta, ma quello più generale del signoraggio e del capitale della risorsa umana.
Comunque, in ambito monetario, lo spartiacque storico è avvenuto nel 1694 con l’istituzione della Banca Centrale d’Inghilterra e con l’introduzione del paradigma monetario “Gold Standard”, cioè il valore creditizio della moneta nominale a sottostante (solo formalmente) aureo, rappresentato dalla sterlina carta. Il problema è quello che, con l’introduzione della banconota (sterlina carta appunto) non è cambiato solo il simbolo merceologico del denaro (dall’oro alla carta) ma è cambiato anche lo “status giuridico” del valore nominale della moneta (potere di acquisto) che, da proprietà del portatore (com’è sempre stato con le monete auree a valore intrinseco), è divenuto di proprietà delle Banche Centrali di proprietà dei Banchieri cioè, dei grandi usurai, in quanto è dal 1694 in poi, che le Banche Centrali istituite, emettono il denaro in forma proprietaria, cioè, prestandolo, vale a dire all’atto dell’emissione addebitano il valore nominale della moneta gravato da interessi anziché accreditarlo. Come più volte ho detto e scritto, questo valore è nostro e ci viene derubato in quanto, siamo noi a creare il valore della moneta sia con l’accordo sociale (fattispecie giuridica) che con la produzione di beni e servizi (i soli che danno potere di acquisto alla moneta) e non certamente i Banchieri schiacciando dei tasti!
Questa truffa è avvenuta sulla base dell’assunto fittizio “la banconota è rappresentativa dell’oro, l’oro è il nostro per cui la moneta è la nostra”
Con l’abolizione della riserva aurea avvenuta nel 1971 (accordi di Bretton Woods due) da parte del Presidente Nixon quando pressato dall’istanza francese del generale De Gaulle che risolutamente, pretendeva la conversione in oro di tutta la riserva in dollari detenuta dalla Francia, come peraltro, suo diritto, in quanto previsto dal paradigma monetario “Gold Exange Standard” sottoscritto dai 44 Stati, negli accordi di Bretton Woods uno, nel 1944, (esclusa l’Italia in quanto Paese belligerante e la Russia che non volle aderire); fu costretto ad abolire la riserva aurea.
Questo evento, ha smascherato definitivamente i truffatori perché, se fosse stata fondata la teoria del valore creditizio della moneta, il dollaro, avrebbe dovuto perdere interamente il proprio valore, invece l’ha mantenuto intatto e questa è la prova provata che il valore della moneta non ha nulla a che vedere col sottostante.
Già Aristotele oltre 2000 anni fa ebbe a definire la moneta come “misura del valore”, definizione poi, completata dal prof Auriti con “ma necessariamente anche valore della misura”.
Il valore della misura è il potere di acquisto della moneta in quanto, la moneta, è l’unità di misura del valore, cosi come il metro ha valore perché misura la lunghezza, la moneta ha valore perché misura il valore.
Il valore, non è mai una proprietà della materia, ma una previsione, più esattamente un rapporto tra fasi di tempo tra il momento della previsione e il momento previsto. (io compero una casa perché prevedo di abitarla, compero un coltello perché prevedo di tagliare ecc.) come ha ampiamente dimostrato il prof Auriti. E, anche l’accettazione della moneta rientra in questo concetto, in quanto, noi siamo indotti ad accettare moneta contro merce perché a nostra volta prevediamo di dare moneta contro merce (il comportamento altrui come condizione del nostro).
La moneta è costituita da due elementi: il simbolo e il valore indotto (valore nominale o potere di acquisto). Il simbolo può essere qualsiasi cosa, oggi è la banconota, ma in passato è stato conchiglia, tavoletta di creta di legno ecc, Il valore indotto, invece, è un’astrazione mentale, un prodotto della nostra mente, per cui un valore convenzionale di costo nullo creato dall’accordo sociale e dal corso legale (il denaro ha valore perché noi ci siamo messi d’accordo che lo abbia) pertanto, un valore creato dalla legge e non dall’economia e, un valore creato da tutti, per diritto e democrazia deve appartenere a tutti!
Tant’è, che le banconote fuori corso, pur mantenendo integro il simbolo fisico materiale, non valgono più nulla perché hanno perso il valore giuridico convenzionale.
(le banconote di carta a corso legale ad esempio, se riflettiamo, possono comperare lingotti d’oro!)
Politicamente, i grandi usurai della moneta nominale a debito (la Massoneria inglese e francese delle rivoluzioni liberali), storicamente, con la moneta a debito creata dal nulla, hanno fatto cadere le grandi Monarchie Cattoliche, le quali, si sono indebitate con moneta che non controllavano, e ciò è potuto accadere perché i regnanti, non avevano capito il valore monetario, diversamente, la moneta, se la sarebbero stampata in proprio alla stregua dei Banchieri.
Pertanto i grandi usurai sono riusciti a far cadere queste Monarchie per sostituirle, (come disegno politico e obiettivo), con gli Stati Costituzionali da loro inventati e controllati.
Gli Stati Costituzionali, non a caso, come abbiamo scritto nell’articolo, sono stati dotati dei tre classici poteri: legislativo, esecutivo, e giudiziario, ma non però del potere più importante cioè quello dell’emissione, posto in capo, invece, alle Banche Centrali di loro proprietà.
Le Banche Centrali sono un portato dello Stato Costituzionale, prima non c’erano.
Quindi, lo strumento utilizzato dai grandi usurai per opprimere e schiavizzare i popoli con l’usura monetaria, è lo Stato Costituzionale stesso denominato formalmente democratico, ma in realtà il compimento del loro folle, ma reale progetto usurocratico.
Da qui, il nostro attacco al potere più alto di questo sistema il Presidente della Repubblica che è il capo di tutto.
Come abbiamo scritto l’Italia con la riforma bancaria del 1936 (legge n° 375) aveva messo sotto il controllo politico la Banca d’Italia, controllo rimasto tale fino al 1981 (divorzio tra Tesoro e Bankitalia avvenuto ad opera dell’allora ministro Beniamino Andreatta e del governatore Carlo Azeglio Ciampi) e dalle successive privatizzazioni del 1992 tra cui le quattro Banche detentrici del capitale di Bankitalia: Casse di Risparmio, Banca Nazionale del Lavoro, Credito Italiano e Banco di Roma, di fatto è passata di mano Bankitalia (operazione segretata e divenuta pubblica soltanto 12 anni dopo per un servizio apparso sul settimanale Famiglia Cristiana!!! (Questa è l’Italia!)
La nostra àncora di salvezza, attualmente, caro Luigi, è solo la Costituzione che i nostri Padri Costituenti (senza meritarcela) ci hanno lasciato in dono che, per gli articoli che contiene (e in merito, non si capisce ancora come abbia fatto, a sfuggire alla censura dei vincitori della seconda guerra mondiale), è la sola in grado di poterci salvare e di tirarci fuori dal pantano in cui ci troviamo.
Pertanto, il nostro problema (non piccolo) è quello di riuscire a far attuare la Costituzione, sia in quanto fonte primaria del diritto, sia perché in essa ci sono tutti gli articoli (finora impunemente disattesi e traditi) che possono consentirci di riprenderci la nostra sovranità monetaria e di sviluppare il modello economico disegnato per noi dai nostri Padri che di orrori ne hanno visti e vissuti tanti, un modello economico incentrato sull’uomo e sul rispetto dell’ambiente e non sull’usura, sul debito e sulla schiavizzazione e lo sfruttamento di tutto.
Gli articoli che consentono questo ci sono e sono quelli che abbiamo riassunto nel nostro articolo “Presidenti all’italiana”.
Certo, se il nostro Presidente avesse adempiuto e adempiesse ancora ai propri obblighi e doveri di garante della Costituzione, sicuramente, non ci troveremmo nella situazione in cui ci troviamo. Come non ci troveremmo in questa condizioni, se il Papa, avesse fatto e facesse il Papa, la Corte Costituzionale la Corte Costituzionale, la Magistratura la Magistratura, la Guardia di Finanza la Guardia di Finanza, la politica la politica, i sindacati i sindacati, i Professori i Professori, i Giornalisti i Giornalisti, la televisione la televisione ecc. Cioè, se tutti questi poteri, operassero secondo i principi della Costituzione come dovrebbero, quindi al servizio della Nazione, del bene comune e della verità e non della menzogna e dei grandi usurai, le cose sarebbero diverse. Purtroppo, sappiamo, che tutte queste autorità non sono lì per noi, ma per loro (gli usurai).
E questa è la ragione della nostra lotta e del nostro impegno contro questi criminali che con l’usura hanno trasformato in inferno quello che doveva e poteva essere il paradiso in terra per tutti e, questo, per me è imperdonabile come è imperdonabile il crimine culturale dei nostri simili, tutti presi a correr dietro ai soldi e non agli usurai che li derubano e li opprimono.
Pertanto, come ti ho sempre detto, non si può arrivare a capire la moneta se prima non si capisce cos’è il valore che è tempo e non merce.
Ciao, ci sentiamo.
GFPioli

La Toscanini