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Il museo del futuro di Dubai

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Franco Calzolari

Un’altra idea per la città del futuro.

Dubai lancia il progetto di un museo del futuro , una struttura che sarà inaugurata nel 2017 nata per ospitare laboratori di innovazione concentrati su salute, istruzione, città intelligenti , energia e trasporti. 

Semmai servisse ribadire come l’illuminata amministrazione governativa di Dubai e degli Emirati Arabi Uniti coglie con perspicacia molti degli aspetti e delle esigenze , ecco qui un esempio ulteriore di questa capacità dirigenziale. 

Sensibili alla necessità di valorizzare la ricerca , indirizzandola verso specifici settori che riguardano l’aumento del benessere collettivo, gli Emirati Arabi Uniti , ed in questo caso Dubai in particolare , perseguono un obiettivo con regolare e reiterata determinazione. 

Questa programmazione e l’esecuzione puntuale della stessa , consolidano l’ascesa di questa comunità verso  un futuro ricco di benessere, sicurezza, opportunità , stimoli positivi. 

Sua Altezza Sceicco Mohammad Bin Rashid Al Maktoum, vice Presidente e Primo Ministro degli UAE e Ruler di Dubai , ha orgogliosamente annunciato questa ulteriore novità. 

Il Museo sarà un incubatore di idee e di real design , una guida per l’innovazione e una destinazione globale per inventori ed innovatori. 

Un luogo di confronto e di sviluppo ma anche di opportunità per realizzare o presentare idee e talenti. 

Nell’anno 2015 , dichiarato anno dell’innovazione per Dubai, viene lanciato questo progetto che si candida per aiutare gli UAE a divenire la maggiore destinazione mondiale per l’innovazione e per gli innovatori. 

Il motto del museo è : “ Guardare il Futuro, creare il Futuro”. 

Il museo è progettato per riflettere un nuovo metodo di approccio al governo dell’innovazione. 

Il museo utilizzerà un sapiente mix tra il design, la tecologia, la prototipazione e la lungimiranza per creare esempi reali di cambiamenti per ottimizzare l’uso o per creare nuovi usi. 

Sarà il primo del suo genere e rappresenta in pieno la propensione imprenditoriale del governo degli UAE che intende abbracciare il cambiamento e la creazione di visure futuriste per ottenere un mondo migliore. 

Il futuro appartiene a chi sa immaginarlo , disegnarlo ed eseguirlo. 

Negli UAE , Sceicco Mohammed  pensa che anziché predire il futuro qui lo vogliamo creare. 

Un pragmatismo ammirevole e che traccia un solco culturale che ha origine in una chiara visione prospettica. 

Il mondo sta entrando in una nuova era di accelerazione delle conoscenze e di grandi innovazioni tecnologiche  tendenti a migliorare la vita degli uomini.

Obiettivo degli UAE è quello di condurre questo periodo e non quello di seguirlo in ritardo.

Questo museo è un ulteriore passo in questa direzione ed il primo di tanti altri che segneranno l’inizio di ulteriori successi. 

Questa è la mia cronaca dell’entusiasmante evento ,  ma non posso esimermi dal valutare con una profonda tristezza nel cuore e nella mente, di come l’Italia e la mia città Parma vivano una fase di assenza di idee e di valorizzazione dei talenti. 

Insomma è un dispiacere osservare la mediocrità di una numerosissima e costosissima classe dirigente che non riesce ad esprimere alcuna visione se non quella dell’avidità personale. 

Un ingiusto arricchimento personale di denaro e di potere che è fine a se stesso e non produce vantaggi per il popolo , una consolidata impunità e una inamovibilità assoluta senza la coscienza del ricambio , sono tre tra le tante regole che  portano a certi risultati. 

Anche questa forse è una visione? 

Se è così è una visione scellerata non solo per il danno immediato ma soprattutto per l’effetto nel futuro delle scelte dirigenziali ispirate a quei valori. 

Non è solo il danno della tangente ma peggiore è il danno nel futuro della scelta scellerata che si fa per procurarsela. 

Nello stesso tempo altre comunità come quella degli UAE percorrono strade diverse valorizzando capacità e non mediocrità , accogliendo gente volenterosa e non privilegiando distorte forme di becera burocrazia.  

A volte basta essere meno presuntuosi, meno avidi e copiare gli intelligenti, senza dimenticare l’umiltà, la mitezza e la solidarietà in assenza delle quali, anche nei più sofisticati sistemi tecnologici proiettati al futuro, può esserci solo violenza e crudeltà.