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Ponte sullo Stretto, che cos’è l’espropriazione e perché non ci si può opporre se scatta la pubblica utilità

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Ganzirri, la zona con il maggior numero di espropri
Ganzirri, la zona con il maggior numero di espropri

Cosa dice la legge contenuta nel Testo Unico recentemente aggiornato

La pubblica utilità del ponte sullo Stretto non è ancora certa. Ed è questa la discriminante da tenere in considerazione se si parla di espropri. Perché se e quando l’opera di attraversamento stabile che il governo vuole costruire verrà ritenuta di interesse pubblico, non sarà possibile evitare l’espropriazione di case e terreni che ricadono attualmente nelle aree dove saranno allestiti i cantieri. A Messina, dopo la pubblicazione degli elenchi di immobili e aree da espropriare, non si parla d’altro, comprensibilmente. Sono in migliaia a essere coinvolti, proprietari di appartamenti, villette, case singole, attività commerciali e terreni agricoli. 

La legge di riferimento, Testo Unico in materia di espropriazione per pubblica utilità, per “espropriato”, intende il soggetto, pubblico o privato, titolare del diritto espropriato. Per “autorità espropriante”, intende, l’autorità amministrativa titolare del potere di espropriare e che cura il relativo procedimento, ovvero il soggetto privato, al quale sia stato attribuito tale potere, in base ad una norma.

Nulla finora è stato deciso, l’iter per l’inizio dei lavori prevede step fondamentali. Dopo l’apertura della Conferenza dei Servizi, in programma il prossimo 16 aprile, si inizierà con la Valutazione d’Impatto Ambientale, poi toccherà al Cipess approvare il progetto che solo a quel punto diverrà di pubblica utilità. E qui entra in gioco la normativa e più precisamente il Testo Unico recentemente aggiornato. Perché il provvedimento diventa a carattere ablatorio. La pubblica amministrazione acquisisce coattivamente i beni PRIVATI, per il perseguimento di scopi pubblici e dietro la corresponsione di un indennizzo.

1. La dichiarazione di pubblica utilità si intende disposta:
a) quando l’autorità espropriante approva a tale fine il progetto definitivo dell’opera pubblica o di pubblica utilità, ovvero quando sono approvati il piano particolareggiato, il piano di lottizzazione, il piano di recupero, il piano di ricostruzione, il piano delle aree da destinare a insediamenti produttivi, ovvero quando è approvato il piano di zona;
b) in ogni caso, quando in base alla normativa vigente equivale a dichiarazione di pubblica utilità l’approvazione di uno strumento urbanistico, anche di settore o attuativo, la definizione di una conferenza di servizi o il perfezionamento di un accordo di programma, ovvero il rilascio di una concessione, di una autorizzazione o di un atto avente effetti equivalenti. (L)

Ma non mancheranno quasi certamente i ricorsi al Tar. La partita quindi si giocherà verosimilmente sulle procedure, sulla validità del progetto e sulla legittimità costituzionale degli atti. Anche se in atto c’è un’altra strada che passa dalla richiesta di inibitoria con l’obiettivo di considerare incostituzionale la legge con cui l’anno scorso il governo ha ridato vita al progetto Ponte.
Fonte Link: messinatoday.it