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Per una rinascita dopo la pandemia

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Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Per una rinascita dopo la pandemia.
Jung ricorda che nell”esperienza, sia temporale sia psicologica, dopo essere arrivati all’apice di un’esperienza positiva o negativa  si passa al suo contrario. Si può presumere  che avendo toccato ormai il grado massimo degli eventi negativi del covit 19 non si può che cambiare di segno!!!E’ importante sottolineare che la risalita comporta comunque difficoltà a livello pubblico e a livello personale. Se consideriamo l’attuale realtà a livello pubblico possiamo sottolineare che la pandemia ha ulteriormente esacerbato il cumulo di nullità che una cultura conservatrice ha propagato e diffuso.  Coloro  che si sottomettono ad una visione pubblica ed artificiale della loro esistenza  vengono considerati l’espressione più compiuta  del cittadino esemplare. 
Nella “res pubblica” hanno avuto più valore  le parole che i fatti .  Negli ospedali  alcuni medici , forse perché impreparati dal punto di vista psicologico o oberati dal troppo impegno, hanno  trattato e curato i pazienti con “le modalità degli operai addetti alla catena di montaggio nelle fabbriche”.La maggior parte del personale  infermieristico, dimenticando gli insegnamenti ricevuti durante  il periodo di formazione, si è rivolto ai malati dando loro del tu ‘inferiorizzandoli’  incoraggiando nei pazienti  atteggiamenti,:infantili e regressivi. In molte realtà scolastiche, attraverso la comunicazione e la didattica a distanza, ha prevalso la forma sulla sostanza. Quanto detto sopra ha portato alla crescita di individui “morti nello spirito”omologati alla depressione e castrati nella propria individualità che hanno perso il senso dell’ironia e della creatività. La paura, l’ansia e l’insicurezza   vengono inibite, negate e rimosse con l’adesione incondizionata  ad un potere  che offre “superficiale sicurezza” in cambio di una sottomissione ad un “Grande Fratello” che impedisce ogni movimento,  pensiero  e sentimento personale. Quando un individuo non si domanda mai il motivo per cui si sta muovendo e dove sta andando rischia l’inflazione psicologica. Un individuo inflazionato è condizionato da una forza a lui sconosciuta che facendogli credere di appartenere a lui indirizza la persona verso atteggiamenti presuntuosi e negativi. In genere il soggetto fa la cosa sbagliata nel momento e nel posto sbagliato.  La realtà emotiva diventa cancerogena quando un essere umano pensa che le sue ombre non esistano e si lascia possedere dalle medesime. Questo stato è come un tumore che provoca malattie nella psiche delle persone. E’ importante conoscere le nostre ombre e non proiettarle sugli   altri. Nella Divina Commedia Dante dice che i dannati rimangono per sempre nell’inferno perché la colpa dei loro mali è sempre da attribuirsi agli altri e alle realtà esteriori. E’ necessario imparare a perdonarci i nostri errori  e vivere pienamente il presente impegnandoci a non recriminare sul passato e a preoccuparci per il futuro. Saint Exupery, nel suo libro :”Il Piccolo Principe” ci parla dell’incontro del fanciullo con un lampionaio. Quando il ragazzino si reca  sul  quinto pianeta conosce un individuo che accende e spegne l’unico lampione  del suo pianeta in un minuto in quanto  il suo asteroide  gira sempre più velocemente tanto che in sessanta secondi ci sono un’alba e un tramonto.  La fedeltà al dovere diventa per il soggetto   causa di amarezze e di nevrosi. Lui non se ne rende conto. Il lampionaio non si domanda la ragione per la quale sta compiendo quel servizio e a quale scopo  serva. A lui importa dare una risposta positiva ed esaustiva alla sua coazione. Si sente costretto da fili invisibili che lo muovono a realizzare “la consegna”  che il suo lavoro richiede. Questo individuo è indisponibile a qualsiasi cambiamento personale, è impossibile per lui pensare di mutare il suo modo di pensare e di esistere ed essere in grado di sottrarsi ad una esistenza votata al più bieco e rigido conservatorismo. Tutti coloro che credono che gli esseri umani debbano essere governati dalle norme esteriori appartengono a questa categoria. Le realtà esteriori governano questi individui disturbati ed i medesimi sono fieri di sottomettersi e farsi dirigere dagli eventi esterni. Il loro ordine interiore, costruito sulla razionalità e la logica ed “il senso del dovere”  imprigiona la loro anima in una desolazione assoluta,  costringendoli a vivere una squallida e solitaria esistenza spesso caratterizzata da tratti ossessivi. Il lampionaio, anziché guardarsi dentro, preferisce farsi guidare dalle situazioni esterne che divengono la sua guida e gli prescrivono i suoi comportamenti.  Lui ha paura di seguire un modello personale che lo costringerebbe a scegliere attraverso una scelta individuale e potrebbe metterlo in contrasto con i comportamenti pubblici ai quali da sempre si è ispirato. Il suo inconscio e i suoi sogni lo spingerebbero a servirsi della bicicletta  invece del treno suo mezzo di trasporto pubblico’ preferito. La scelta personale comporta difficoltà e pericoli che lui ha paura di affrontare. Pertanto meglio rimanere acriticamente legato a modalità superate che offrono una superficiale tranquillità e rendono il soggetto infelicemente insicuro. Il lampionaio vivendo solo per il dovere si obbliga a percorrere una strada che lo conduce alla depressione e all’insoddisfazione. Una esistenza  caratterizzata da noiosi ed iterativi monologhi incentrati sull’importanza del “dovere” e della sudditanza al “pubblico” porta da un lato: “alla fuga in avanti” caratterizzata da ossessive rigidità e compulsive manie; dall’altro “il blocco della libido” e ‘uno stato depressivo’ caratterizzato dalla rabbia e l’amarezza con cui questo individuo compie il proprio lavoro e vive la propria esistenza.
Per ovviare a quanto detto sopra sarebbe necessario che il soggetto si rendesse disponibile  ad accettare e scegliere un percorso individuale che gli permettesse  di  evitare di cadere nella nevrosi anziché nascondersi dietro il paravento di discorsi superficiali  per non affrontare le sue paure e le sue ombre.  Jung ammonisce che coloro che nella loro esistenza segnano il passo facilmente retrocedono e regrediscono. Nella ricerca dell’equilibrio tra conscio e inconscio, attraverso il superamento di una esagerata adesione al dovere e alla conformazione alle richieste pubbliche [spesso causa efficiente di nevrosi] è possibile evitare all’individuo di stare male con se stesso e con altri. Un grande aiuto per l’individuo che ricerca “ l’individuazione” [equilibrio tra conscio e inconscio], il proprio benessere psicofisico e  la rinascita sono: l’interpretazione dei sogni personali , la sand play therapy [terapia che permette al conscio  di essere guidato dall’inconscio nel comporre immagini  che lo aiutano e lo indirizzano  verso una crescita psicologica ] e l’immaginazione attiva [una pratica che permette all’inconscio di influenzare positivamente il conscio].

                                             

 

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