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16 Agosto, San Rocco

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autore: Tommaso Pombioli anno: 1610/1636 titolo: San Rocco luogo: Museo Civico di Crema e del Cremasco
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autore: Tommaso Pombioli anno: 1610/1636 titolo: San Rocco luogo: Museo Civico di Crema e del Cremasco

Nome: San Rocco
Titolo: Pellegrino e Taumaturgo
Nascita: XIV secolo, Montpellier, Francia
Morte: XIV secolo, Voghera, Lombardia
Ricorrenza: 16 agosto
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Canonizzazione:1414, Concilio di Costanza, papa Gregorio XI
Fa parte di:Santi del Veneto
 
Di questo Santo, che fu uno dei più illustri del secolo XIV e uno dei più cari a tutta la cristianità, si hanno poche notizie. Oriundo di Montpellier (Francia), della sua giovinezza si narrano cose meravigliose. Ventenne, rimasto privo del padre e della madre, distribuì parte dei suoi beni ai poveri e parte li donò ad uno zio paterno. Quindi, vestitosi da pellegrino, si avviò elemosinando alla volta di Roma, per visitare il centro del  Cristianesimo, sede della verità e della civiltà, e per vedere il Pastore Supremo dei popoli e delle nazioni, il Papa.

Nell’attraversare le contrade della nostra bella Italia, seppe che la peste faceva strage in parecchie parti della penisola. Ed ecco S. Rocco nel genovesato, in Toscana, a Cesena, a Rimini e specialmente ad Acquapendente farsi consolatore dei poveri ammalati ed operare prodigi di  cristiana carità. Fu salutato ovunque quale salvatore, ed in Roma il suo nome risuonò in benedizione. Ma egli schivava la lode e per evitarla, poco dopo aver soddisfatta la sua pietà, lasciò la Città Eterna e si portò a Piacenza, dove infieriva allora il morbo fatale. Qui il suo apostolato ebbe del meraviglioso, dell’eroico, del sovrumano, e Dio lo benedisse talmente, che gli bastava alle volte un segno di croce per rendere la sanità anche, a molti.
Ma infine anch’egli fu attaccato dalla peste: per non essere di peso a nessuno si ritirò in un antro fuori della città, dove, consumato da febbre, soffrì dolori indicibili. La Divina Provvidenza però (come già un giorno al grande Anacoreta della Tebaide), quotidianamente gli inviava un pane per mezzo di un cane. Guarito per grazia di Dio e per l’aiuto datogli da un pio signore, che sulle orme del cane aveva rintracciato il povero sofferente, Rocco lasciò Piacenza e si ritirò in Francia. Quivi, creduto una spia, connivente lo stesso suo zio, a cui aveva lasciato parte dei suoi beni, fu messo in prigione. Passò quindi i suoi ultimi anni sconosciuto.

Alla sua morte, avvenuta come si ritiene il 16 agosto 1378, furono udite voci di fanciulli che gridavano: È morto il Santo! E le campane suonarono a festa da sole. S. Rocco era passato a ricevere il premio delle sue fatiche e delle sue opere buone.

Si seppe la storia della sua santa vita da uno scritto da lui lasciato all’edificazione dei posteri, ma più di tutto la sua santità ci fu resa nota dagli innumerevoli miracoli che la Provvidenza operò sulla sua tomba gloriosa. La devozione a S. Rocco è universale ed è invocato contro le malattie contagiose.

PRATICA. Visitiamo ed aiutiamo gli infermi, preghiamo per essi.

PREGHIERA. O Dio, che concedeste a S. Rocco la grazia di guarire col segno della croce quelli che erano infetti di peste, noi vi supplichiamo per i suoi meriti e per sua intercessione, di preservarci dal contagio e dalla morte subitanea ed improvvisa.

MARTIROLOGIO ROMANO. In Lombardia, san Rocco, che, originario di Montpellier in Francia, acquistò fama di santità con il suo pio peregrinare per l’Italia curando gli appestati.

LE RELIQUIE

La città di Voghera, in Lombardia, fu il primo luogo di sepoltura del corpo di San Rocco. Qui, i suoi resti mortali furono deposti in una cassa di legno di noce sotto l’altare maggiore della chiesa di Sant’Enrico. All’interno della cassa, un cartoncino riportava la scritta latina “Hic iacuit corpus sancti Rochi” (qui giace il corpo di San Rocco), a testimonianza della sacralità di quel luogo.

Secondo la tradizione, nel febbraio del 1485, i resti di San Rocco furono trafugati e trasferiti da Voghera a Venezia. Tuttavia, studi recenti suggeriscono che questo spostamento non fu il risultato di un furto, ma piuttosto di una compravendita avvenuta nel 1483. In ogni caso, una parte delle ossa di un braccio del santo rimase a Voghera, mantenendo così un legame indissolubile tra la città lombarda e il santo.
Il 13 marzo 1485, il patriarca di Venezia, Maffeo Girardi, comunicò al Consiglio dei Dieci l’avvenuta traslazione delle  reliquie del santo. Inizialmente, la reliquia fu collocata provvisoriamente nella chiesa di San Geminiano, poi nel palazzo del patriarca di Grado, presso la chiesa di San Silvestro. Fu solo il 3 marzo 1490 che i resti di San Rocco trovarono la loro dimora definitiva nella nuova chiesa a lui dedicata a Venezia.

Nel 1575, su volere di papa Clemente VIII, una reliquia del santo, precisamente un osso del braccio, fu trasferita da Venezia a Roma, dove venne custodita nella basilica di San Sebastiano fuori le mura. Il 28 ottobre 1597, la reliquia fu traslata nella chiesa di San Rocco all’Augusteo. Anticamente, questa preziosa reliquia veniva esposta solennemente ogni anno la seconda domenica dopo Pasqua, mentre oggi è itinerante nelle comunità che venerano il santo, mantenendo viva la sua valenza spirituale.

Nel 1856, un’altra porzione delle reliquie, una tibia, fu donata dalla chiesa veneta all’abate Recluz di Montpellier. Questa reliquia, accolta con otto giorni di festa, è oggi custodita nel santuario di San Rocco a Montpellier. Al suo arrivo, venne esaminata da una commissione composta da professori della facoltà di medicina dell’Università di Montpellier, a conferma della sua autenticità. La città natale del santo conserva anche il presunto bastone del taumaturgo, un altro simbolo della sua presenza spirituale.

Una delle rare esposizioni temporanee del corpo di San Rocco lontano da Venezia avvenne nel 1995, quando il cardinale Marco Cé, patriarca di Venezia, acconsentì a far esporre le reliquie presso la chiesa di San Rocco di Vernazza a Genova. Questo evento rappresentò un momento di profonda devozione e fece riaffiorare la figura del santo nel cuore dei fedeli genovesi.

Fonte Link: santodelgiorno.it