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Carlo Maria Martini: Vedete, sono uno di voi

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Ermanno Olmi

Scarne immagini in un silenzio irreale: una camera vuota, una flebo, la sveglia, il crocifisso, una finestra che si apre. È un inizio che coincide con la fine, il film che racconta la vita di Carlo Maria Martini, il cardinale che dalla diocesi di Milano ha fatto da sentinella alla cristianità in un Paese in crisi di esempi. Ermanno Olmi parte dalla nuda essenzialità dei fatti e dalla solitudine dell’addio, all’Aloisianum di Gallarate, per ricomporre il mosaico pubblico e privato di un padre della Chiesa, capace di interrogare le coscienze e di interrogarsi lui stesso, su Dio, sulla fede, su credenti e non credenti. Su questo affresco, che lascia intuire anche la scelta del cardinale malato contro le cure inutili, si inserisce la voce narrante del regista, vero e proprio transfert, quasi una complicità nella definizione della religiosità oggi, umana, pensante, attenta ai deboli, critica con il potere e con la ritualità di certe liturgie.

Affiancato da Marco Garzonio, giornalista, biografo e memoria storica del cardinale, Olmi sfoglia l’album di famiglia e il ventennio milanese di Martini avvicinandolo anche a chi non lo ha conosciuto, ai giovani, a tanta gente comune. Vedete, sono uno di voi, il film documentario che domani esce in dvd con il Corriere, è una testimonianza civile sull’Italia, dal Dopoguerra ad oggi, attraverso il percorso di fede e le prese di posizione di un biblista destinato agli studi e ai suoi amatissimi libri, chiamato invece da Giovanni Paolo II a governare la diocesi più grande del mondo.

Tra i tanti segni lasciati, dal dialogo con i non credenti alla denuncia della corruzione, dalla condanna della violenza alle armi dei terroristi fatte consegnare in Arcivescovado, dall’attenzione al mondo del lavoro ai messaggi alla città in occasione di sant’Ambrogio, Olmi e Garzonio lasciano libertà di scelta allo spettatore. «Martini è stato un tornado — spiega il regista — un tornado che però non è fatto di urla, slogan o manifestazioni eclatanti, ma è la ricerca di un filo di ragionamento che porta a trovare risposte ai nostri dubbi. Lui dava significato a ogni riferimento di valore. E dal Vangelo prendeva quello che c’è di più bello, l’amore, l’amicizia, la lealtà, la solidarietà».

Vedete, sono uno di voi è un film-documento, in una stagione di allarmi e di paure internazionali, che si avvicina a un’altra stagione violenta, vissuta da Martini appena nominato arcivescovo di Milano. Alla fine degli anni Settanta la città è una Babele inquieta, attraversata dalle ombre del declino, mentre il terrorismo spara e uccide. Lui si fa carico dello smarrimento, cerca risposte, anche quelle che la Chiesa non dà. Milano e il Duomo diventano un’agorà, un luogo in cui si reimpara a vivere. «È importante che impariate a pensare, a inquietarvi», dice dal pulpito. Nasce così quello che Olmi chiama il defensor civitatis, riferimento morale di una rinascita che comincia con la sua partecipazione agli Stati Generali di Milano, nel 1998, quando suggerisce al sindaco Albertini la «rivoluzione del buon cittadino»: rinascita che si concretizzerà più tardi, ma il lievito viene certamente dalle sue parole e dai suoi gesti. I discorsi per sant’Ambrogio e la Cattedra dei non credenti sono aperture ai laici che offrono idee e riferimenti precisi a ogni cristiano impegnato nella società: rappresentano la visione moderna di una Chiesa, «rimasta indietro di duecento anni».

Un ventennio straordinario ma non facile quello del cardinale nella diocesi più grande del mondo: la sua autonomia, pur restando sempre nei canoni, crea non pochi contrasti con le stanze vaticane.

Olmi e Garzonio documentano tutto con rigore cronistico, lasciando intendere che quel cardinale che poi si è ritirato a Gerusalemme, nel luogo dove ha avuto inizio la cristianità, è stato grande come un Papa, nel cammino di fede in tempi di grande incertezza.

Olmi e il film sul cardinal Martini
«La sua fede come un tornado»

Il documentario «Vedete, sono uno di voi» da domani in dvd con il «Corriere»