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Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi

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Don Umberto Cocconi

Disse Gesù: «adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me» (Vangelo secondo Giovanni).

René Girard – antropologo, critico letterario e filosofo di origini francesi – afferma che sin dall’inizio satana, colui che dal principio è il menzognero, ha sedotto e ingannato l’Uomo, instillandogli innanzitutto una falsa immagine di Dio e della Realtà. La strategia di satana è stata quella di confondere l’uomo ingannandolo proprio circa il suo destino. A questo riguardo risultano interessanti per il nostro discorso, le parole del protagonista del film L’Avvocato del diavolo che rivolgendosi al suo giovane collega gli rivela un segreto: «Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio. A lui piace guardare: è un guardone giocherellone! Lui dà all’Uomo gli istinti, concede questo straordinario dono, poi che fa? Ti assicuro che lo fa per il suo puro divertimento, per farsi il suo cosmico spot pubblicitario…fissa le regole in contraddizione: guarda, ma non toccare! Tocca, ma non gustare! Gusta, ma non inghiottire! E mentre tu saltelli da un piede all’altro, lui che fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate, perché è un moralista! Un gran sadico! È un padrone assenteista, ecco cosa è! E uno dovrebbe adorarlo? No, mai!». Dopo tutto satana «è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna» (R. Girard).
C’è una verità tenuta nascosta che ora invece, grazie alla croce di Cristo viene svelata. Sostenere che “il principe di questo mondo è stato gettato fuori” equivale all’affermare che “il principio che governa il mondo è stato svelato”. C’è quindi un “principio” che sta alla base della nostra natura (perlomeno terrena): la mimesi rivalitaria e il suo sfociare nella violenza.
Nel prologo Giovanni afferma che “veniva nel mondo la luce Vera, quella che illumina ogni Uomo” e che “le tenebre non l’hanno vinta”. Dalla croce di Cristo parte una luce che illumina l’Uomo e il creato intero. Le cose e la vita stessa assumono così un nuovo significato. Dio sulla croce ha dato spettacolo, ha rivelato il suo vero volto. Come afferma il salmista: “il tuo volto Signore io cerco non nascondermi il tuo colto”. Il crocifisso o meglio come riporta Giovanni nel suo vangelo “bisogna che sia innalzato il figlio dell’Uomo” è la luce che illumina il modo. La gloria del crocifisso è la luce che dirada le tenebre dal cuore umano. Quando Gesù è interrogato da Pilato sentenzia: “per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla Verità”, e Pilato lo interrogherà: “Ma che cosa è la verità?”. La verità è l’amore che Dio ha per l’uomo! Il Suo è un amore folle, senza misura, per le sue creature. La menzogna antica – diventerete come Dio – è stata sbugiardata: Dio vuole davvero che l’Uomo riconosca e scopra che è figlio di Dio, portando così nel suo essere l’Amore, il Servizio e il donarsi. La vera sapienza nascosta fin da prima della fondazione del mondo che nessuno dei dominatori terreni ha voluto che si rendesse visibile, è stata manifestata dal Dio crocifisso. In ciò che è stoltezza e scandalo per il mondo vediamo, in realtà, la passione di Dio per l’Uomo, la passione di un Padre per questo mondo perduto, ed è vedendo questa passione per noi che ci “convertiamo”, cioè cambiamo la nostra immagine di Dio.
«La croce è la distanza infinita che Dio ha posto tra se stesso e ogni nostra immagine religiosa di lui”. Dio, che nessuno ha mai visto, è Gesù. In lui “abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” in lui “sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza» (D. Bonhoeffer). Dio nessuno lo ha mai visto, il Figlio ce lo ha mostrato nella sua carne. Gesù è il racconto stesso di Dio, l’esegesi storica di Dio che si rivela. Il vangelo di Giovanni termina con le parole “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”, e che trafiggiamo tuttora, perché proprio in Lui si può scorgere tutto il mistero di Dio. Come dal costato di Adamo addormentato nasce Eva, così da questa ferita d’amore di Dio nasciamo noi, e lì comprendiamo sia il mistero di Dio che il nostro. Per questa ragione la morte di Gesù costituisce la vittoria definitiva sul “principe di questo mondo” che tramite la menzogna tende a confondere lo sguardo degli uomini allontanandoli così da Dio, nascondendone altresì il Suo volto luminoso. Questa passione-morte-resurrezione di Gesù è la rivelazione più luminosa dell’amore di Dio per gli uomini e nella sua luce disperde le tenebre poste dal diavolo.