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IL 2008 CHIUDE CON COMETA ‘ITALIANA’ DA RECORD

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(ansa.it) ROMA – Nel cielo di Capodanno brilla una cometa "italiana" da record. Si chiama C/2008 Y1 Boattini, dal nome dell’astronomo che l’ha scoperta. Per Andrea Boattini è la settima cometa scoperta in poco più di un anno: un vero e proprio record che dopo 150 anni supera il primato che a metà ‘800 avevano raggiunto gli astronomi Francesco De Vito e Giovanni Battista Donati, che vantavano la scoperta di ben sei comete. Imbattuto per un secolo e mezzo, il record dei due studiosi e’ stato superato soltanto adesso. 39 anni, Andrea Boattini ha lavorato e vissuto in Italia, tra Firenze, Bologna e Roma, ma da tempo lavora negli Stati Uniti, in Arizona, nell’osservatorio del Mount Lemmon. E’ qui che è nata la sua fama di cacciatore di comete. La prima, chiamata C/2007 W1 Boattini, l’ha "scovata" nel novembre 2007. Nel maggio scorso è stata la volta della C72008 J1 Boattini e nemmeno tre mesi più tardi, alla fine di luglio, è stata scoperta P72008 O3 Boattini.

Poi il ritmo è diventato ancora più serrato: il 29 settembre è stata scoperta C/2008 S3 Boattini; dopo appena due giorni, il 1 ottobre, la P/2008 T1 Boattini e il 7 ottobre la 206P/Barnard-Boattini, originariamente scoperta da Edward Emerson Barnard il 13 ottobre 1892. L’ultima arrivata, la C/2008 Y1 Boattini, ha segnato il superamento del record. Per vederla bisogna aspettare la notte e guardare il cielo in direzione Sud-Ovest. E’ osservabile solo nelle prime due ore della notte con l’aiuto di un telescopio di medie dimensioni e appare circa 90 volte più piccola rispetto alle dimensioni apparenti della Luna o del Sole. Il suo nucleo è stimato in circa cinque chilometri di diametro.

Boattini, che ha al suo attivo anche la scoperta di 170 asteroidi, l’ha individuata nell’ambito del programma Catalina Sky Survey (Css), promosso dall’università dell’Arizona per scoprire asteroidi e comete che potrebbero avvicinarsi pericolosamente alla Terra. Ma questo non sembra essere il caso della nuova cometa che, spiega l’astronomo, "sembra avere un’orbita che non può portarla nelle vicinanze dalla Terra". L’orbita preliminare calcolata finora prevede una distanza minima dal Sole pari a 1,40 Unità Astronomiche (vale a dire pari a 1,40 volte la distanza fra Terra e Sole), che la cometa raggiungerà nel febbraio 2009. Nei prossimi mesi, quindi, vederla sarà diventerà sempre più difficile a causa dell’apparente avvicinarsi del Sole.