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NOBEL CAPECCHI: NO STOP ALLA RICERCA, ATTENTI ALLE HIMERE

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Alberto Gottardo

(ansa.it) PADOVA – "Non limitare la scienza", ma "usare la saggezza" perché "c’é una linea che non va oltrepassata" e bisogna "stare attenti alla creazione di ‘chimere’" dal momento che "non tutti i tipi di manipolazioni, per quanto possibili, sono di per sé leciti": è il pensiero del Premio Nobel per la Medicina 2007, Mario Renato Capecchi. Il genetista italiano naturalizzato statunitense è giunto oggi a Padova dove domani riceverà dal sindaco, Flavio Zanonato, la cittadinanza onoraria in quella che – sono le parole dello stesso Zanonato – anche con questo evento si conferma città della scienza. Martedì Capecchi parlerà a mille giovani studenti e, proprio nella città dove Galileo Galilei puntò per la prima volta il cannocchiale verso il cielo, spiegherà che "il rapporto tra scienza e religione si è molto modificato. Scienza e religione – ha spiegato, interpellato dall’ANSA al suo arrivo a Padova – possano coesistere e lavorare assieme in un reciproco rispetto".

Per Capecchi, avere maggiori informazioni "é sempre una cosa positiva, perché permette di fare delle scelte", che "possono essere giuste o sbagliate. Qui – sottolinea – entrano in gioco scienza e politica, ma bloccare la scienza porterebbe invece a fare scelte sbagliate perché cieche. Per fare scelte giuste non occorre limitare la ricerca quanto usare la saggezza". Capecchi ricorda la lezione della fecondazione in vitro che negli anni ’70 tutti consideravano ”una cosa orribile, mentre adesso – sottolinea – la nascita di un bambino attraverso la fecondazione in vitro è una cosa normale. Le cose cambiano – aggiunge – e dobbiamo avere una flessibilità", che però non vuol dire che tutto è lecito. Per Capecchi, "c’é una linea che non va oltrepassata, ad esempio nel campo della clonazione. Credo – è il suo pensiero – che occorra stare attenti alla creazione di ‘chimere’ e che non tutti i tipi di manipolazioni, per quanto possibili, siano di per sé leciti. Uno dei motivi che mi porta a dire ciò è che la clonazione è estremamente inefficiente". Il premio Nobel per la Medicina, che fino alla fanciullezza ha vissuto in Italia con la madre, per un periodo deportata in Germania per attività antinazista, si dice preoccupato per le condizioni della ricerca nel nostro Paese. "Se non si investe in ricerca, in Italia presto potrebbero arrivare dei grossi problemi". Alla vigilia dell’incontro con migliaia di studenti italiani, Capecchi spezza una lancia a favore dei giovani ricercatori. "Negli Stati Uniti – dice – si danno opportunità agli scienziati più giovani; in molte altre nazioni, come l’Italia o il Giappone, i soldi vanno al leader del settore della ricerca, e questo significa che poi queste risorse vengono filtrate giù per la piramide dello staff". La conseguenza – conclude – è che "non c’é la possibilità per il giovane ricercatore brillante di farsi notare e attrarre direttamente e per suo conto visibilità e fondi".

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