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BELLE LE NOTIZIE DELLA GIORNATA

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A Bhagdad, tra cachinni, insulti e lazzi, 
si impiccano tiranni oramai  fantocci e poveracci.
All’Università la immediata prevedibile vendetta fa strage di giovani.
I morti sono oramai decine di migliaia: di massacro in massacro,
in quel finalmente libero e democratico Paese
è guerra civile dispiegata.
E a Vicenza intanto si autorizza il raddoppio della militare base americana.

Ma, si argomenta, la decisione era già stata presa dal governo precedente, come possiamo oggi giuridicamente obiettare?
Ma, scusate, il governo precedente non era a favore della guerra all’Iraq, alleato con inglesi e americani, e l’attuale non era allora
all’opposizione e contro?  E non è oggi la stessa maggioranza del popolo americano,
e la maggioranza dei suoi rappresentanti in Parlamento,
contro la prosecuzione della guerra in Iraq? 

L’attuale governo italiano, con una inaspettata e sconvolgente piroetta,
si pone quindi continuatore della stessa politica estera
del governo precedente, con l’aggravante di non essere nemmeno più
in sintonia con la maggioranza del popolo americano
e con il partito democratico, vincitore delle recenti elezioni? 

Ma Amato, Mastella, Di Pietro, lo stesso Prodi, che confermano la decisione di consentire il raddoppio della  base militare americana,
erano forse tacitamente d’accordo con la posizione di Bush, Blair e, Berlusconi?  

Quale è allora il discrimine, quale il portato   e la svolta del nuovo:
l’avere perfino, e in aggiunta, diminuito i fondi all’Università e alla ricerca?
Ci dovremmo consolare di una novità-differenza
che oramai appare  coincidere soltanto con una parsimonia dei conti ragionieristica, 
una contabilità pubblica anal-feticistica,
un risanamento fine a se stesso, senza orizzonte né anima?
Dovremmo esultare perché da una precedente allegra finanza creativa siamo approdati all’attuale lesina celebrata come rimedio in sé, universale virtù e toccasana?

E’ ancora la pace, il movimento di popolo contro la guerra,
una visione dei rapporti tra stati e nazioni fondata
sulla soluzione politica dei contrasti e conflitti, 
a creare fondamentale valore condiviso,  irrinunciabile comune minimo denominatore
per la coalizione di forze politiche dell’attuale governo?
E cosa c’entra con questo il raddoppio di una base militare americana,
di un aeroporto utilizzato a fini militari a poche centinaia di metri in linea d’aria dal civile, armonioso,
stupendo centro storico palladiano?

Altro che pilatesco cavillo giuridico:  questo è gesto simbolico  e politico dirompente,
sciagurata  svendita, snaturamento e tradimento.
Come si può ancora partecipare, condividere, avallare?

Belle le notizie della giornata!

Gian Carlo Marchesini