Home Sokrates E. M. Cioran E il popolo?

E il popolo?

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“Il popolo, si sa fin troppo bene a che cosa è destinato: subire gli avvenimenti e le fantasie dei governanti, prestandosi a piani che lo indeboliscono e lo opprimono. Ogni esperienza politica, per quanto avanzata sia, si attua a sue spese, si dirige contro di lui: esso porta le stigmate della schiavitù per decreto divino o diabolico. Inutile impietosirsene: la sua causa è senza scampo. Nazioni o imperi si costituiscono grazie al suo compiacimento per le iniquità di cui è oggetto. Non c’è capo di Stato o conquistatore che non lo disprezzi; ma esso accetta questo disprezzo, e ne vive. Se cessasse di essere debole o vittima, se si sottraesse al suo destino, la società scomparirebbe e, con essa, la storia tout court. Ma non dobbiamo essere troppo ottimisti: nulla nel popolo permette di prosperare un’eventualità tanto bella. Così com’è, rappresenta un invito al dispotismo. Sopporta le sue prove, talvolta le sollecita, e non vi si ribella se non per correre verso nuove altre, più atroci delle precedenti. Dato che la rivoluzione è il suo unico lusso, vi si precipita, non tanto per trarne qualche beneficio o migliorare la propria sorte  quanto per acquisire anch’esso il diritto di essere insolente, vantaggio che lo consola degli smacchi abituali, ma che perde non appena si aboliscono i privilegi del disordine. Poiché nessun regime assicura la sua salvezza, si adatta a tutti e a nessuno. E, dal Diluvio fino al Giudizio, tutto ciò cui può aspirare è di adempiere onestamente la sua missione di vinto“.

E.M. Cioran
“Storia e Utopia”   

La Toscanini