Home Rubriche Maria Pia Quintavalla IGNUDA

IGNUDA

74
0
Link

Ti vestirono ignuda e fredda, 
e leste mani ti disinfettarono, io non ne vidi nulla
non ne seppi immagini. Tu, abbandonato il corpo fuori,
imperversava un’aria bassa di bisbigliate condoglianze
mentre il tuo vuoto dilatava altrove.
Senza di me, gelida e muta, tu fra ignoti,
ti lasciarono partire ti truccarono di bianco, il viola
delle guance e mani i buchi del volto e orbite feroci,
né domestici doni ti portammo, demandata
a sconosciute mani, e noi di là attorali
in un circuito chiuso, non sentimmo, imploravi:
figlia, figlio! vermiglio  accurri, accogli.
In tante notti spese al bene, ultimi gesti di pietà inviolata
non ci furono onoranze
al tuo corpo smunto e medicato. Niente lenirne i colpi,
profumarlo né riscaldarlo in carezze, unguenti
o labbra, benedirlo.
L’immagine della Madonna delle Grazie di Berceto,
ti infilai nella bara il giorno dopo in fretta, ed altri bigliettini
scritti dalle tue figlie, in amuleto magico per il viaggio,
ma così, separate e segrete,
come il dolore fosse cane da nascondere. 

Maria Pia Quintavalla