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IL CACCIATORE

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Nell’emozione di catturare la preda

si rinnova l’antico rituale
dell’uomo cacciatore.”

Non necessità ti spinge
verso le tue prede
ma l’appagamento
del tuo sordido egoismo
e l’egoismo è sempre
agli antipodi del cielo.
Tu profani la verde
cattedrale della vita,
violenti i suoi abitanti
seminando terrore e distruzione
portando pensieri di strage
anche tra gli umani.
Di dolore e di morte
è segnato il tuo percorso.

In te vive la nostalgia della lotta,
seme della guerra, mostro che esige
tributi di sangue e di dolore.
Suicidio dell’anima,
abisso della coscienza.
Impari lotta tra te
e la tua preda inerme,
sterile trofeo del tuo
vigliacco vanto.
Tu ami ciò che deve
essere fuggito e disprezzi
ciò che deve essere protetto.
Il fuoco della vita
arde indomabile nel petto
di ogni creatura
ma tu non hai pietà
per le tue vittime
così di te non avrà pietà
il cielo all’ultima ora.
Non ti curi di chi agonizza a causa
della tua detestabile passione,
dei piccoli che muoiono
affamati nelle tane.
Possa per te suonare accusatorio
il monito di Cristo: “Ciò che farete
alla più piccola delle creature
la avrete fatta a me.”

Franco Libero Manco