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L’APPELLO

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L’arcigno professor Soldoni
dominava la sala
con lo sguardo a raffiche orizzontali.
Alla sua destra
l’impettito capoclasse Lussuria
incaricato di rispondere degli assenti.
Inforcati gli occhiali
e aperto il consunto registro
iniziò l’appello, come ogni giorno:
Altruismo. "Assente, professore."
Avarizia: "Eccomi."
Bontà. "Non è mai venuta."
Castità. "Deceduta."
Comprensione. "Arriverà in ritardo."
Dignità. "Indisposta."
Egoismo. "Presente."
Fede. "Ammalata."
Fedeltà. "Viene a giorni alterni."
Felicità. Presenzia un delegato."
Giustizia. "Infortunata."
Ignoranza. "Sono io, maestro."
Invidia. "Presente."
Ipocrisia. "Mi dica signor professore."
Lealtà. "Espulsa."
Ordine. "Ha rinunciato."
Orgoglio. "Sono io."
Onestà. "Trattenuta per accertamenti in questura."
Opportunismo. "Entra all’ora di refezione."
Servilismo. "Eccomi signor professore."
Sincerità. "Ha rinunciato."
Umiltà. "Convalescente."
Zelo. "Ha chiesto di entrare all’ultima ora."
Le solite pecore nere
mormorò il professore levandosi gli occhiali
e riprese a far lezione di concetto.

Franco Libero Manco