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LA BEFFA DEGLI SCHIAVI

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Luisa Accattino

Segnali divenuti nulli
propagano
una dualità estranea
tra zero e infinito
al centro della singolarità iniziale,
ne vedo il colore,
non sento il sapore
né mi si guasta l’umore.
Questa scala che non richiede fatica
ora saliamo
è semplice essenza di un luogo topologico
descritto come invariante matematica.

Non sembra infinito l’universo
anche se il tempo passa e non torna indietro mai
Se lo fosse mille luci dall’infinità stellare
arrivando
illuminerebbero a giorno
i cieli delle nostre notti buie.
Le prove,
sale su piaghe aperte,
preservano dalle sorprese,
introducono ostacoli
dilazionanti l’esito della storia.

Luminosi  bianchi
trasparenti
solcano spazi scuri
i cieli forati.
Una deflagrazione cosmica
e la ruota del tempo prende a girare,
da un punto
semplice punto dopo lo zero
le singolarità si espandono
agganciate a trame spaziotemporali
Dietro le quinte del muro di Planck
affiorano le tracce di un istante enigmatico
misterioso sia.

Poi l’autunno volò
fuori dalla finestra per un equinozio sfalsato
e dai vetri vidi cavalli in fuga per una danza tribale
mentre nel tempo
il vento scompiglia i capelli
tutte insieme le stagioni
scorrendo per di là
avanzano sul paesaggio costiero.
Lì una gatta spaziale compie passeggiate bianche
proprio dove la goccia dell’arcobaleno
la lampada sul fondale
e l’uomo che spezzò il tempo
attraversano di notte il mar rosso.

La donna d’argilla
la fidanzata tradita
e la signora Mara
seminano
uova di boccalone
chicchi di melograno
miraggi di maternità africana
in un solco
poco profondo
tra il muro di Planck e il roseto.

Quattro le forze fisiche
quattro le basi della vita
quattro le dimensioni
quattro i campi
quattro le particelle stabili
quattro gli insiemi numerici
realtà inconfutabile:
dall’atomo alle stelle
per altri valori la materia non si organizza.

…se il tempo torna indietro?
Allora cinque.

…ma se una forza si spegne
anche il sole lo fa
e tutto il mondo si divide
in due
in quattro
in otto
Si disintegra in minuscoli pezzi
sempre più fini
la realtà del creato
come nuvola di sabbia

Allora anche la luna
dividendosi
smette di bagnare
gli incanti della nostra infanzia
e subito siamo altrove.

Quattro forze
gravità
elettromagnetismo
forza forte
forza debole
tiranne sulla materia
inutilmente ci trattengono.
Andandocene
lasciamo loro pugni di polvere stellare
e già  non siamo più schiavi
ma esseri liberi.

Buchi neri
oggetti
scandalosamente bizzarri
si succhiano le stelle.
Sparire
ma per andare dove,
buon Dio?

…..allora bianche pure
fredde
nevi candide
per piedi nudi
bambini
lente fioccheranno….