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Armao mi faccio un birignao!

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Rispondo alla offensiva e sconclusionata diffida che Gaetano Armao dalla sua "mongolfiera" in compagnia con il Barone ha ritenuto di inviarmi, rilassandosi, a seguito dell’articolo di Enrico Votio del Refettiero pubblicato nel blog. Anche dallo stile di questa lettera diffida si comprende che musica tira oggi in Italia

Al Consigliere di Amministrazione del CIDIM

Sembra che la supposta al "Votio" le abbia fatto effetto avvocato!
La sua diffida, subito, senza indugi, come vede, "con coraggio" messa online: Armao…così funziona internet!
Se invece di offendere un socialblog, che ospita tutte le opinioni, anche le sue, lei avesse risposto alle "evidenze" di del Refettiero per lo meno avremmo ora entrambe le posizioni. Ma così non è stato! Qualche difficoltà a render di conto? Principe del foro, dai plurimi incarichi, lei sa come si trattan le cose di questo mondo!

Non corrisponde forse a verità il finanziamento nel 2007 di 970.000 Euro per il CIDIM?

Non corrisponde forse a verità il finanziamento nel 2004 di 650.000 Euro per il progetto Latina?

Non è forse vero il finanziamento nel 1995 di 45.000.000 di Lire per un viaggio esplorativo in America latina?

Non è forse vero che il Barone è presente in tutte le Commissioni musica attraverso cui si spartiscono i finanziamenti del FUS e guarda caso anche a se stesso?

E lo dica che non è vero!!

Di cosa mi si accusa di dar voce a chi voce non ha? Poi certo, nell’articolo di del Refettiero, oltre ai fatti, vi sono legittime considerazioni critiche opinabili, di cui non entro nel merito, che è possibile commentare e controbattere. Critiche anche colorite, che pochi sosterrebbero pubblicamente, ma molti magari pensano personalmente… vorrebbe togliere il coraggio a chi ha la forza di dire il proprio pensiero critico? La sua spettacolarizzazione è forse oltraggiata? Illustri del passato hanno avuto l’ardire di firmare con pseudonimi denunciando però il vero… è questo dettaglio che la disturba? Gradirebbe invece volontari martiri?

Il suo cercare poi di manipolare la realtà tra i contenuti di del Refettiero e il contenitore che il sottoscritto come gestore del blog ospita, così come altri, è in perfetto stile giuridico italiano, cosa non si fa nel foro per una causa: la realtà diviene quasi un contesto insignificante! E’ vero avvocato? Dibatta piuttosto nel merito visto che qui le censure non si praticano. Desidera una sua rubrica nel blog? Si iscriva, non ci sono né preclusioni, né pregiudizi. Libertà e diversità di opinione è garantita.

Per quanto riguarda le sue offese gratuite al socialblog, lo sfogo va capito, compreso soprattutto quando si evince, dalle sue parole, che di Internet lei ne mastica poco, forse la infastidisce anche…è vero? E il suo "deficere" lo ha palesato nella sua epistola arringa per (in)giusta causa!…scadendo anche nello stile… Principe che fa anche lei lo stalliere? Ma gli internauti sono comprensivi, hanno pure una secondlife!

Sa da questo sito scaricano solo oltre 2.500.000 di pagine al mese… i contenuti come vede non sono molto letti!! Né di interesse… Infatti glieli hanno anche trasmessi!

E sì, sulla musica ci vantiamo di aver denunciato molte situazioni di costume tipico dell’opera dei "masnadieri", in particolare in terra emiliana, dove era la mia penna direttamente che scriveva. Ecco il link di Parmamusica: scorra questi appunti semmai, in una prossima piovosa domenica, non sapendo cos’altro fare in compagnia del Barone! Rafforzeranno le sue idee sul mio conto.

Qualche tempo fa ho ricevuto, del tutto inaspettati, da un suo collega di università che non conoscevo e non conosco, questi apprezzamenti sul blog: "ho appena esaminato il suo sito, apprezzandone stile e contenuti: un ottimo paradigma di comunicazione, vivacità ed eleganza. Spero che le giungano gradite le mie congratulazioni. Potrebbero risultare poca cosa, ma costituiscono comunque un riscontro umano ed intellettuale. Ancora complimenti. Di rado, s’incontra, oggi, chi sappia unire la voluttà della parola a quella dell’immagine! Un saluto di condivisione".

Come vede esiste pluralità di opinione… e disinteressata! Poi, sa, qui si fa quel che si può non potendo contare sui finanziamenti pubblici, ma solo sulla gratuità di tutti coloro che collaborano e sui contributi liberali dei lettori. E senza pubblicità per evitare condizionamenti!! Noi non viviamo di provvidenze di casta! Neppure di pluralità di incarichi. A proposito come sta in classifica? Sono ancora 27 come sosteneva il "Foglio" del 23 maggio 2006?

L’assalto alla diligenza delle finanze pubbliche che imperversa nel nostro Paese ormai non è più tollerato!! Ma forse è un esercizio sconosciuto da voi in Regione Sicilia!

Se l’attività della organizzazione da lei anche rappresentata, è così meritevole, valida, e la sarà, se la faccia pagare da chi ne acquista i servizi, dai sostenitori privati. Provate a dimenticarvi delle provvidenze pubbliche se possibile, come sosteneva Bene, il grande Carmelo!! Ci provi avvocato!

Anche il messaggio iconografico che sottende il socialblog non è stato da lei percepito. Peccato… Eh sì, si vede solo ciò che si conosce! Forse preferisce, per nutrire le sue paffute guance, i cadaveri alimentari, visto che i vegetali le sono così ripugnanti?

Buona domenica Principe del foro… non le si addice questo sfogo di bile, non è par suo né della da me amata letteratura siciliana. (Parma, 02/02/2008)

Luigi Boschi

N.B. Ho provveduto a diramare questa mia breve nota con i link alla sua diffida e all’articolo di del Refettiero. Sa ci tengo alla riflessione pluralista e alla diffusione delle idee.

2 COMMENTS

  1. Gentili Signori Boschi e Votio del Refettiero,

    ho avuto modo di leggere i messaggi sul CIDIM di Roma da voi diffusi
    e vorrei fare alcune considerazioni in merito.

    Cercherò di rispondervi nella maniera più essenziale possibile, consapevole che una spiegazione maggiormente dettagliata – che mi piacerebbe fare – richiederebbe molto più tempo e approfondite disquisizioni.

    Ritengo anzitutto che nei succitati scritti vi siano delle cadute di stile che, data l’importanza dell’argomento, non vi fanno onore. Al di là di ciò trovo alquanto bizzarro che in Italia ci si scandalizzi per finanziamenti destinati ad attività culturali e si tralascino nel contempo tutti gli enormi sprechi nel campo delle
    infrastrutture e della ‘finta imprenditoria’. Circa due anni fa, durante i memorabili tempi dei tagli al FUS, molti politici, tecnici e imprenditori parlavano dei dei finanziamenti per la musica come qualcosa di scandaloso. In realtà molto spesso tali problematiche erano sollevate per nascondere altre ben più sostanziose risorse economiche che con la cultura non avevano nulla a che vedere. Rispetto a tali finanziamenti quelli del CIDIM e di altre realtà musicali sono semplici briciole.

    Ad ogni modo vi sono alcune perplessità che spontaneamente sorgono
    leggendo alcune righe dei vostri commenti: espressioni come "spartizione della torta", il vostro tono continuamente sfottente, le lamentele del signor Boschi per il fatto che non riceve alcun contributo per la sua attività… Leggo insomma tra le righe – perdonatemi la franchezza – una punta di invidia! Nell’ambito della mia attività musicale ho avuto modo di constatare, in certe occasioni, critiche costruttive nei confronti del mondo musicale, ma altre volte – e non vorrei che voi apparteneste e tale categoria – delle critiche fatte da persone che hanno un unico scopo: aspirare ai finanziamenti, con idee e progetti il cui spessore qualitativo è, ovviamente, tutto da verificare.

    Veniamo ora a fatti più concreti. Dai vostri scritti pare evincersi che le attività del CIDIM siano avvolte nella nebbia e che questa struttura non sia affatto utile alla musica e ai musicisti. Tutto ciò è lontanissimo dalla verità e non
    capisco come possiate divulgare opinioni del genere. Anzitutto credo che l’attività del Barone Agnello sia talmente vasta e produttiva da meritare opportune menzioni nei libri di storia della musica; voi stessi avete descritto
    le Settimane Internazionali di Nuova Musica alle quali si potrebbe
    aggiungere una lunghissima lista di altre eccellenti operazioni culturali.

    Come direttore artistico dell’Associazione Musicale Etnea ho avuto modo di collaborare con il CIDIM in diverse occasioni attraverso progetti estremamente concreti, altro che operazioni losche e poco comprensibili! Sono state
    attivate dal CIDIM delle attività di circuitazione di altissimo livello qualitativo che hanno coinvolto orchestre prestigiose e gruppi di fama internazionale. Vi sono veri e propri patrimoni artistici dell’Italia che grazie all’attività del CIDIM sono promossi e sostenuti. Inoltre non è affatto vero che la promozione dei giovani non esiste, potrei menzionare decine e decine di nomi che, nel corso di diversi anni, sono rientrati nella loro attività di produzione.
    Si è verificata l’occasione in cui io stesso ho avuto modo di promuovere un giovane contrabbassista, pieno di talento e vincitore del premio Bottesini, per dargli per la prima volta l’opportunità di esibirsi in Sicilia, sua terra natia che è stato costretto a lasciare. Ebbene, a tale mia proposta ha fatto seguito una lettera – protocollata – di risposta del maestro Bennici, la quale riportava le intenzioni a promuovere questo giovane e meritevole talento.
    Ci tengo a precisare che tale scambio epistolare col maestro Bennici non scaturisce dall’appartenenza a una "sacra famiglia";
    ad eccezione di quella lettera non ho mai parlato con lui ne ricordo mai di averlo conosciuto di presenza. Non appartengo ad una famiglia nobiliare (nei vostri commenti vorreste far credere che tutto si svolga solo tra aristocratici), non sono un parente del barone Agnello, mio padre era un falegname e mi guadagno da vivere facendo il compositore e il docente di conservatorio.
    Molte delle cose che asserite, andrebbero quindi rettificate.

    La di distribuzione delle risorse per attività culturali è del tutto normale, essa è una prerogativa di tanti paesi culturalmente evoluti.
    E’ vero che nel Burundi ciò non accade e vi confesso, cari signori, la mia paura di dover rimpiangere, un giorno spero molto lontano, i tempi in cui in Italia "c’era la cultura musicale" e chi si batteva per essa.

    Cordiali saluti
    Emanuele Casale