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Cadono i Governi, cambiano i Ministri, ma il Barone resta

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Enrico Votio del Refettiero

Nel mondo della musica lo chiamano "Il Barone" e il titolo ce l’ha davvero, se è lui l’erede di quegli Agnello che arrivarono a Siculiana il 19 febbraio 1797. E Francesco si chiamava anche l’ultimo dei baroni che visse per la maggiore parte della sua vita nella residenza di Siciliana, nel palazzo in via Marconi n°350. Nel suo libro più famoso Terra di rapina che Giuliana Saladino – una giornalista dell’Ora di Palermo scomparsa qualche anno fa – ha scritto tra il ’73 e il ’75, è narrata la storia vera e tragica di Giuseppe Di Maria, giovane contadino di Cianciana, paese dell’Agrigentino, che fu l’autore di uno dei primi sequestri di persona nel 1955 ai danni di un barone Agnello: le voci dicono che sia proprio lui.

Dalla storia alla leggenda. Nel 1960 fonda a Palermo le "Settimane Internazionali Nuova Musica" dove porta il meglio della musica contemporanea internazionale e d’avanguardia : Ligeti, Evangelisti, Donatoni, Nono, Berio, Bussotti, Kagel… Poi nel 1973 diviene il Presidente della storica Associazione Siciliana Amici della Musica di Palermo, carica che ricopre tutt’ora. E a Palermo è stato anche Presidente dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, quella che negli ultimi anni uno dei più grandi direttori d’orchestra del nostro Paese (ma solo del nostro, naturalmente), Alberto Veronesi, si è preoccupato di radere al suolo. A Palermo è una vera autorità, ma qualche volta riesce a perdere le sue battaglie, come ben sa Ignazio Garsia che è riuscito, pur contro la volontà armata del Barone, a farsi riconoscere dalla Regione il suo Brass Group, unico interprete regionale del repertorio jazz, ma non integrato nella "famiglia" degli amici.

Infaticabile presenzialista, nonostante il peso del corpo e quello degli anni, interviene a convegni di ogni tipo: memorabile il suo intervento al dibattito organizzato nel 1995 dall’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER L’ISTRUZIONE MUSICALE davanti all’allora Ministro della Pubblica Istruzione: "Il mio non è un intervento, sarà la breve premessa ad una supplica al Ministro. I miei contatti con i Conservatori purtroppo rimontano a più di 50 anni fa, quindi non mi sento di intervenire sulla materia…" Ma intervenne, intervenne, e non fece mancare agli astanti il distillato della sua saggezza… 

Il salto di qualità a livello nazionale lo fa con la fondazione del CIDIM (l’anno non è dato di sapere): un comitato che raccoglie gli sforzi di alcuni operatori nazionali per "contribuire allo sviluppo della cultura musicale sia in Italia sia all’estero, favorendo la collaborazione fra Enti Pubblici (Ministeri competenti, Enti locali, Istituti di cultura) e Istituzioni Musicali con iniziative di promozione e di coordinamento". Così recita lo statuto, ma se nel sito del CIDIM cercate di trovare altre informazioni utili a capire che cosa fanno questi signori, farete fatica. Una cosa la trovate invece: l’ "Organigramma istituzionale" come pomposamente recita la pagina dedicata al "Chi siamo". Più che un organigramma istituzionale, pare però un albero genealogico di famiglia, con la figlia Stefania assurta al ruolo di Segretario Generale e Resy Corsi, già moglie ormai disoccupata di Salvatore Accardo, di Vice Presidente. Direttore Artistico è il Maestro Bennici, uno dei più noti "cumulatori" di cariche del nostro Paese (è anche Direttore Artistico dell’Orchestra Regionale Toscana e dell’Accademia Musicale Chigiana), secondo forse solo al Lanza Tomasi degli anni d’oro che di cariche ne cumulava ben cinque, compresa quella di Professore di Storia della Musica all’Università di Palermo (per la quale rimando a una puntata di "Chi l’ha visto" di Federica Sciarelli su RAI Tre). Nel Consiglio di Amministrazione compare poi il nome di Gaetano Armao, giovane e rampante avvocato siciliano legato a Ubaldo Livolsi, che per qualche anno ha imperversato e fatto i suoi bei danni come Vice Presidente del Teatro Massimo di Palermo. Prestigiosi uffici in Largo di Torre Argentina, rapporti "istituzionali" di livello, che vedono il Barone presente regolarmente in tutte le Commissioni Musica che partecipano alla spartizione della "torta" del FUS (e guarda caso di questa torta una parte non proprio modesta – 970,000 Euro nel 2007 – vanno proprio al CIDIM), il Comitato tre cose le fa : pubblica un inutile Annuario degli Operatori musicali italiani – che è già obsoleto il giorno dell’uscita – realizza ogni anno progetti in America Latina (notoriamente uno dei centro musicali internazionali di maggior prestigio) e promuove la Rassegna "Nuove Carriere" che la carriera non l’ha mai fatta fare a nessuno ma in compenso offre a tutti gli ospiti pantagruelici banchetti alla fine dei concerti in prestigiosissimi palazzi nobiliari in giro per l’Italia). Beh, direte voi, in fondo non ci costa nemmeno tanto… Ma se guardiamo bene tra le pieghe dei bilanci di quella stanza buia che si chiama ARCUS – per la quale vi rimando alla prossima puntata – scoprirete che nel 2004 per il progetto "Latina" sono andati al CIDIM ben 650,000 Euro… Un bel gruzzolo, non c’è che dire, in tempi di vacche tanto magre… Nel lontano 1995 che passava per i fatiscenti corridoi di Via della Ferratela in Laterano poteva vedere, appeso in bacheca, un decreto del Dipartimento dello Spettacolo dal Vivo che assegnava 45 milioni delle lire di allora – che proprio poche non erano – al CIDIM per un viaggio esplorativo dell’intraprendente Barone proprio in America Latina: potremo mai sapere quanti dei soldi usciti dalle tasche striminzite dei cittadini italiani sono confluiti in quelle tanto capaci del Barone per finanziare in questi 10 anni quella che sarà certamente ricordata nella storia della musica come una delle più significative iniziative di promozione che l’Italia abbia mai visto? Ogni contributo alla ricostruzione della verità sarà gradito …

3 COMMENTS

  1. Spett.le (ed irrepereibile)
    redazione di luigiboschi.it

    ed al Sig. Luigi Boschi (indirizzo mail)

    OGGETTO: Diffida

    Sig. Boschi
    ho avuto notizia di un articolo apparso sul vostro sito di tale Enrico Votio del Refettorio ed intitolato ‘Cadono i governi, cambiano i ministri, ma il Barone resta’, che la redazione ha evidentemente ritenuto non diffamatorio ed oltraggioso, con ciò assumendosi la responsabilità di sostanziale condivisione del contenuto.
    Peraltro, l’accozzaglia di bestialità, ha avuto il privilegio di essere accolta nell’aulica mail di tale boschi luigi, evidentemente dedito al torpiloquio informatico per conto terzi, ed almeno in questa fattispecie ‘impavido’ trasmettitore di mail.
    Sono quindi quì a dare il contributo ‘alla ricostruzione della Verità’ che si auspica alla fine del mistificante articolo.
    Vorrei premettere che il volgare pusillanime che si cela dietro un banale pseudonimo ha ritenuto di ricorrere a questo (invero assai nobile, quando giustificato) espediente per dire cose che, evidentemente, non ha il coraggio di ripetere a viso aperto.
    E codesta redazione, plausibilmente propensa a pubblicare ‘saggi-brodaglia’ di tale natura ( non a caso il blog che ospita le opinioni assume icasticamente come simbolo una tazza di brodo ed ortaggi vari,….immagino per meglio identificare la prestigiosa linea editoriale).
    Non so se avrete il coraggio di pubblicare queste note, volutamente polemiche, ma si tratta in ogni caso di una fomale diffida a rimuovere dall’immissione su internet documenti che recano deliranti informazioni false, tendenziose e diffamatorie.
    In merito alle considerazioni dell’articolo sul barone Agnello, il cui prestigio ed unanime riconoscimento di dedizione alla musica nel nostro Paese basta da solo a rendere confutazione, ed al CIDIM, istituzione apprezzata in Italia ed all’estero e che non sarà certo un pavido scrivano a denigrare, non sono autorizzato a svolgere repliche.
    Per quanto mi concerne direttamente vorrei solo precisarLe che per me è solo un onore essere fregiato della vicinanza (che Le faccio la confidenza è anche amicizia, laddove avessi ancora il privilegio di ricevere le Sue scortesi attenzioni) con un manager del profilo di Ubaldo Livolsi, alla quale unisco(ma Le risparmio altre confidenze per non confonderla) quella di altri importanti attori dell’economia, delle istituzioni e della cultura nazionale.
    Per quanto riguarda il Teatro Massimo di Palermo ed i positivi risultati dell’attività che ho svolto (e di cui tuttavia non posso assumermi l’esclusiva paternità) La invito a consultare il sito della Corte dei conti per esaminare, nel contesto dei referti annuali sulle fondazioni lirico-sinfoniche, le valutazioni sullo straordinario recupero di efficienza realizzato sino al 2005, dopo gli sfasci della precedente gestione, immagino a Lei cara.
    Le preciso tuttavia che tale esercizio fosse per Lei troppo complicato avrei il (dis)piacere di adiuvarLa nella lettura di dati tecnici, ostici per che è dedito al gratuito discredito altrui ed all’pprosimazione nei giudizi di ciò che non conosce.
    Non bisogna essere giuristi per recare nel proprio bagaglio culturale (che a dire dalla grafica del sito mi pare abbastanza affastellato) la consapevolezza che sia quello l’unico organo che, per competenza tecnica ed attribuzione istituzionale, può dare l’apprezzamento sulla sana e prudente gestione dei soldi dei contribuenti.
    Laddove Ella intenda reiterare la diffusione di notizie e non rimuova entro 3 giorni dalla comunicazione della presente l’articolo dal sito mi riservo di procedere a formale esposto alla Polizia postale e delle comunicazioni ed a formale proposizione azione per il risarcimento dei danni all’immagine ed ai diritti della personalità.
    Non mi resta che lasciarLa cuocere ‘nel Suo brodo’ (espressione a questo punto appropriata).
    Gaetano Armao

    P.S. Alla lettura delle note credo che il BARONE prestigioso ed il RAMPANTE avvocato, preferiscono, anche loro, salire su un albero altissimo ed aggrapparsi alla mongolfiera dell’indifferenza alle sciocchezze……Spero comprenda lo sforzo di doverLe dedicare attenzione da parte mia….. ma sa è sabato mattina, qui piove ed allora ho pensato di rilassarmi un pò!.

    Prof. Avv. Gaetano Armao
    STUDIO LEGALE ARMAO
    Via Noto, n. 12, 90141 PALERMO
    (tel. + 39 091 349600 – fax + 39 091 301300)
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