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Commissario all’Italiana

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Enrico Votio del Refettiero

Doveva essere uno spauracchio per le neonate Fondazioni Lirico-Sinfoniche: nell’intento del legislatore che voleva privatizzare gli Enti Lirici italiani – cronicamente deficitari – il commissariamento era il destino infausto e minaccioso che aspettava quelle Fondazioni che, poco virtuose nella loro gestione finanziaria, avrebbero presentato per tre esercizi di seguito i conti in passivo. Ma poteva essere una cosa seria? Naturalmente no…

La riprova si è avuta prima a Firenze, dove il Commissario è arrivato, ha preso atto di una voragine da oltre 20 milioni di Euro, ha cancellato qualche produzione, ha cacciato direttore artistico (Gianni Tangucci) e consulente (Cesare Mazzonis) – il sovrintendente Giorgio van Straten se l’era già data a gambe levate prima che la tinozza affondasse per saltare sulla comoda nave del romano Palazzo delle Esposizioni – e come per incanto ha sanato il bilancio. Per chiamare alla nuova gestione del Teatro del Maggio Musicale uno dei soliti noti, quel Francesco Giambrone che a Palermo di debiti ne aveva fatti per oltre 25 milioni (di Euro, naturalmente).

Poi al Teatro di San Carlo di Napoli: prostrato da oltre 24 milioni di Euro di debiti contratti in pochi anni dall’ineffabile Gioachino Lanza Tomasi (non per nulla suo zio ci ha lasciato in eredità quel capolavoro letterario ma non solo che è "Il gattopardo"), anche lì è arrivato il Commissario. Che invece di attivare politiche virtuose e comminare sanzioni, come promesso dalla legge, ha fatto le solite cose, ovvero ha chiamato alla gestione artistica gli stessi due che appena l’anno prima aveva cacciato da Firenze (Gianni Tangucci e Cesare Mazzonis), ha minacciato qualche licenziamento, poi ha proposto di mandare il San Carlo in viaggio premio a Shanghai per rappresentare l’Italia all’Expo del 2010.

E chi è questo fantomatico "Commissario" di gogoliana memoria? Ma è sempre lui, il nostro grosso, grasso Direttore Generale divenuto nel frattempo il nostro grosso, grasso Capo di Gabinetto del Ministro Bondi…

Ma attenzione a non spargere la voce : se poi si scopre il gioco, ovvero che basta fare una bella montagna di debiti che arriva il nostro grosso, grasso Commissario che salva tutti e sovvenziona pure una tournée in Cina coi soldi dello Stato … alla faccia della "quarta settimana" e della meritocrazia…