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Lo sciopero fa saltare la prima e al Massimo riesplode la guerra

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(repubblica.it) 21 gennaio 2011 – PALERMO – IL VENTO di guerra torna a soffiare sul Teatro Massimo e spazza via la prima dell’opera "Senso" che ieri avrebbe dovuto inaugurare la nuova stagione. Un’opera nuova commissionata a Marco Tutino, ex sovrintendente al teatro comunale di Bologna e presidente dell’Anfols (l’associazione che racchiude le fondazioni liriche), che avrebbe dovuto debuttare in prima assoluta a Palermo.

Una doccia fredda per gli abbonati che ieri, certi che lo spettacolo sarebbe saltato, si sono presentati in pochi al Massimo. L’adesione allo sciopero è stata altissima: «Sopra l’80 per cento – dicono sindacati – dall’orchestra adesione record: 109 lavoratori su 110». Dietro l’ennesimo sciopero c’è la guerra tra i sindacati e il sovrintendente Antonio Cognata che ieri si sono fronteggiati a distanza organizzando due conferenze stampa una dopo l’altra. Prima hanno parlato le organizzazioni dei lavoratori per spiegare le ragioni dello sciopero: Cgil, Cisl, Uil e Fials rimproverano a Cognata di avere risanato il teatro «sulla pelle dei lavoratori». La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la nuova interpretazione di una clausola contrattuale sulle decurtazioni dello stipendio nei giorni di assenza per malattia: da dicembre il taglio di un ventiseiesimo si applica non più a una parte della retribuzione ma all’intera busta paga. «Se prima incideva per 6, 7 euro al giorno, oggi incide per 30, 40 euro – denunciano i sindacati – anche chi è in convalescenza dopo un ricovero è vittima della decurtazione». I sindacati attaccano Cognata sull’esternalizzazione del servizio di biglietteria e sul degrado della sala di ballo «per la quale paghiamo alla Foss un affitto di 2 mila euro».

La protesta, ieri, aveva anche una ragione in più: una forma di dissenso verso Tutino considerato dai sindacati «l’ispiratore della riforma Bondi».

Cognata riceve i giornalisti insieme con tutto il cda e col presidente della fondazione, il sindaco Diego Cammarata. Rivendica il risanamento del teatro («Oggi ci sono teatri che non pagano gli stipendi») e parla di una protesta «vergognosa» che non ha alcuna ragione se non l’odio verso il sovrintendente. «Le trattenute per le malattie? Ci siamo solo limitati a leggere l’accordo, firmato anche dai sindacati, secondo l’interpretazione del collegio dei revisori», dice il sovrintendente che denuncia i picchi di assenteismo in alcuni reparti, «per esempio il coro». «La biglietteria? – continua Cognata – Abbiamo aspettato settimane prima di pubblicare il bando in attesa di un segnale dai sindacati che non è arrivato. La sala da ballo? Alla Foss non abbiamo mai pagato un euro». Il cda fa muro e difende Cognata «vittima di una sovraesposizione inaccettabile». Cammarata non usa giri di parole: «Se Cognata ha subito certe intimidazioni (l’anno scorso è stato picchiato sotto casa, ndr) non è certo per il suo ruolo di docente universitario: lo sciopero è vergognoso». Se l’Anfols difende Tutino («Censura ingiustae inaccettabile»), Pde Idv si scagliano contro la gestione Cognata: «Un fallimento» dicono Salvatore Orlando e Rosario Filoramo.

SARA SCARAFIA