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TEATRI DI PARMA

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PARMA – "Teatri di Parma. L’opera lirica nella capitale della musica" di Gustavo Marchesi-tra i massimi conoscitori della materia- intende proporre un vasto ed intenso studio critico, un viaggio alla scoperta delle magnifiche architetture dei teatri di Parma e della prestigiosa storia delle rappresentazioni liriche della città. Dalla remota epoca dei Farnese sino ai nostri giorni , con le nuove eccelse stagioni del Teatro Regio e del Festival Verdi. Si tratta, ha specificato l’editore Antonio Battei, di un’opera << molto attesa, innovativa ed originale, dedicata alla memoria del grande Arturo Toscanini>>. Lorenzo Lasagna, assessore comunale alle Politiche culturali e teatrali, ha chiarito che si è inteso << presentare i teatri cittadini non solo come elementi urbanistici e contenitori ma come luoghi privilegiati di produzione culturale espressione artistica ed intrattenimento colto >>.

Accanto a Lasagna il sindaco di Parma Pietro Vignali-anche nelle vesti di presidente della Fondazione Teatro Regio-che ha rilevato nel testo la presenza di << notizie inedite, documenti d’archivio e numerosissime immagini e colori>>. Come osserva l’autore nell’introduzione, il volume raccoglie << i capitoli di una storia che agli spettacoli sostituisce il racconto, condotto come in una lanterna magica a imitazione del teatro >>. Pergolesi, Mozart, Paisiello, Cimarosa, Donizetti, Bellini , Verdi Toscanini Wagner e Puccini sono i nomi che così si susseguono in una narrazione vivida ed appassionante che ripercorre la cultura musicale della città preparandone nel contempo una sorta di enciclopedica summa. Nelle parole del sindaco Vignali, << un immenso patrimonio artistico e culturale, che giustifica pienamente la definizione di Parma capitale della musica>>. Titolo meritato, per ragioni che il testo dipana e presenta; il libro comprende pure un’ampia appendice sul nuovissimo Auditorium Paganini  progettato da Renzo Piano  e sulla storia dell’opera lirica del Novecento. Naturalmente, in un orizzonte internazionale. Ricchissimo ed affascinante l’apparato iconografico, grazie alle belle immagini recuperate soprattutto nell’Archivio Storico del Teatro Regio oltre che in molte collezioni private.Veronica Pallini