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TRAVIATA O CARNEVALE?

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Rispondo a Emanuele Casale che si propone, nella sua lettera inviata al sottoscritto e a del Refettiero, come attento osservatore dell’"affaire" musicale palermitano.

Non ho parole!! Una bella mistificazione dei fatti…vedo che lei della manipolazione ne ha fatto un’arte vinificatoria come il suo collega Armao! Stesso vitigno, diversa annata? Stesso maestro? Complimenti un Brut gran riserva! Qui abbiamo avuto i Ciravegna ne sappian qualcosa!

Un bel rimando di e-mail visto che né lei, né Armao eravate in mailing list. Ovviamente ho provveduto a inserirvi fino a vostro eventuale unsubscribe, anche se nel frattempo ho ricevuto quello molto diplomatico della Presidenza del CIDIM

Più che "leggere alcune righe", Emanuele, sarebbe bene che le leggesse tutte e soprattutto non le saltasse!… La sua composizione letteraria, pur con mezzi elettronici, sembrerebbe meno interessante, più arrangiata rispetto a quella musicale. Che del compositore musicale le è rimasta, in lettere, l’arte dell’arrangiamento alla bene meglio?

Emanuele, Emanuele, ma cosa fa, ma cosa compone? Per chi? Ma ha letto prima? E’cosciente di ciò che ha scritto? No, torni a rileggere, ripeta le farà bene! La nuova composizione sarà più fluida e meno arrangiata. Ma per chi ha composto? A chi si è ispirato? Alla Traviata…o a Carnevale?

Guardi aspettavamo (plurale maiestatis dovuto per la vostra insistenza!) un compositore come lei per migliorare il nostro stile di scrittura! Ora ci sentiamo più rinfrancati. Sa, i fatti sono così ostici e gli interlocutori così attenti…ma ha scritto anche ad Armao, è riuscito a rintracciarlo tra i suoi 27 incarichi… o le è sfuggito? Forse sabato prossimo, se piove, lo trova ancora sulla sua mongolfiera! Chissà cosa mi scriverà nel prossimo week end? O sarà già impegnato in qualche campagna elettorale? Mi dedicherà ancora un altro pezzo? Pensieri unici, da Principe del foro…Stavo per chiedergli di quel mutuo che i palermitani continueranno a pagare per anni, utilizzato per ripianare quei 25.000.000 di Euro con la BPL di Fiorani…

Giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare, le rinnovo l’invito, come al suo conterraneo Armao, che lo scritto di del Refettiero non è mio, ma il blog che gestisco ospita la sua rubrica: Bocca non è l’Espresso, così come l’Espresso non è Bocca…ne conviene? Logiche semplici ma necessarie da ripetere per chi come lei ha l’abitudine a comporre… disordinatamente i pensieri altrui! Cambiandone il senso e l’attribuzione. Ovviamente del Refettiero non è Bocca e io non sono L’Espresso. Ma su questi temi di difficoltà comprensiva nella lettura mi viene in aiuto Repubblica di oggi (06/02/2008), ecco, ci voleva, per farmi capire, per darmi la chiave di interpretazione: "un dottore su cinque ha difficoltà a scrivere. Per non parlare della lettura, oggetto misterioso… A dir la verità, anche solo comprendere la frase che avete appena letto è un problema per un laureato su cinque". Di più: "21 laureati su cento non riescono ad andare oltre il livello elementare di decifrazione di una pagina scritta…" Oh, adesso capisco cari Casale e Armao! Perdonatemi non sapevo di queste casistiche. Eh sì, perché o rientrate in queste categorie o siete in malafede…a voi la scelta! In Inghilterra c’è un esame di lingua apposito: Reading comprehension!

Nelle sue parole, Emanuele, sulla spartizione della torta mi sembra di intravedere la tipica proiezione Freudiana! Guardi, le assicuro, io non aspiro a torte musicali né a quelle delle sovvenzioni statali… Lì ci vogliono grandi meriti!!! Mi sarei dovuto occupare d’altro, non di scrittura…e il socialblog vive orgoglioso nella sua autonomia!! Glielo torno a ripetere per la manifeste difficoltà in lettura!!…non si sa mai!
Vista l’impossibilità di confutare i dati e l’incapacità di smentire i fatti documentati, adesso anziché rispondere vi mettete pure a fare processi alle intenzioni altrui? Strada maestra della patetica ipocrita disperazione! Non so dove abbia letto di mie lamentele, forse una svista del suo immaginario artistico!

Senta, piuttosto, un particolare: "Potrebbe dirmi come mai, se il CIDIM ha sede a Roma, così tanti sono i Siciliani che lo compongono? Solo curiosità!

In era di Internet a che serve il CIDIM? Sembrerebbe in quella posizione di intermediario inutile!…tra i fondi pubblici e i beneficiari degli stessi. Un ruolo comodo a voi, ma non può durare! Anche qui mi viene in aiuto Repubblica di oggi (06/02/2008). La Corte dei Conti: "vi è un crescere confuso di strutture, di modelli amministrativi, di sovrapposizioni di competenze tra amministrazioni centrali e enti locali, disarmonicità, conflitti irrisolti".

Sa che da noi in terra emiliana ho amici che promuovono e aiutano meritevoli musicisti nella loro carriera gratuitamente senza sovrastrutture così care al contribuente? Glieli segnalo?

Lei vede nebbie nello scritto di del Refettiero? A me non sembra! Anzi è tutto molto chiaro! Infatti con i vostri girovagare epistolari non avete fino ad ora smentito nulla! Restiamo in attesa, se di vostra compiacenza.

Ma basta!! Come si fa a dare risorse a gente capace di manipolare la realtà, sempre!… a far finta, sempre, di non vedere! Disposti sempre a tutto…al raggiro per cosa? Per la cultura musicale? Ma va là! E’ la musica degli euro e del potere che interessa! Cosa le han promesso? Verrebbe da dire, parafrasandola nel suo processo alle intenzioni, su quale libro paga è iscritto oltre a quello del Conservatorio dove insegna?

L’evidenza dei fatti sembra esser un vezzo; la ricchezza collettiva una rendita privata; le risorse un buco di bilancio. 37 milioni di Euro i contributi pubblici 2006 per il Teatro Massimo: bruscolini!

E’ per gente così, malata dal morbo del tornaconto personale… per questo modo di pensare: solo portare a casa… pensare solo a interessi particulari, ad ogni costo, sopra ogni cosa!… è anche per questo che la musica non ha più mezzi e non lo dico io, ma gran parte dei critici musicali, degli operatori che nella musica esprimono la loro passione…
Giordano Montecchi: "…i nostri teatri costano un’iradiddio, molto più che nel resto d’Europa… un mondo dello spettacolo dominato da sprechi e sperequazioni si trasforma facilmente in pomo della discordia, emblema di privilegi, groviglio di contraddizioni feroci… E poi ci sono i cachet, il lato oscuro della faccenda, dominato dalle contrattazioni sottobanco fra teatri e agenzie di management nazionali o internazionali che fanno dell’Italia il paese di Bengodi per qualsiasi artista metta piede in un nostro teatro. La decadenza inesorabile dei teatri italiani deriva in gran parte dall’asservimento a queste logiche affaristiche, da questo verminaio che nessuno vuole scoperchiare…"

Se la musica si trova in queste condizioni i meriti devono essere iscritti a chi fino ad oggi l’ha diretta… con un turnover di sovrintendenti chiamati a catena a sanare il buco lasciato dall’altro collega. Che cosa hanno sovrinteso se non questa voragine?… e non esca dal seminato: si parla di musica e non di asfalti o cemento! Che vuol dire se anche lì rubano! La fa sentir meglio? E’ più in pace con se stesso assaltare solo la diligenza della musica?

Non ci si scandalizza per i finanziamenti destinati ad attività culturali, ma per come sono utilizzati! C’è una bella differenza! In paesi più evoluti, come lei dice, le attività culturali locali sono sostenute da Fondazioni autonome… Siamo sicuri che l’Italia di Dante e di Verdi sia messa meglio del Sudafrica o del suo Burundi?

Guardi sarei tentato di risponder una ad una alle miserie della sua vergognosa manipolazione epistolare, ma lascio all’intelligenza del lettore…che avesse voglia di leggere e documentarsi: è così evidente!
Vedere di cosa è stato capace rattrista e angoscia l’anima! Requiem Verdi, in pace! (06/02/2008)

Luigi Boschi

6 COMMENTS

  1. Le chiedo cortesemente per l’ultima volta di:

    – inviare la mia ultima email pubblicata sul suo blog a TUTTI gli
    iscritti alla sua mailing list;

    – dopo ciò invii una lettera di rettifica e scuse per ciò che ha
    scritto, sempre a tutti gli iscritti della sua mailing list;

    – cancelli infine la sua lettera dal blog e, se vuole, la sostituisca
    con una priva di provocazioni, di allusioni e valutazioni errate.

    Se tutto ciò non sarà fatto sarò costretto, per difendere la mia
    reputazione, a passare alle vie legali. (10-feb-2008 12.11)

    Emanuele Casale