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Dramma amletico al Lirico di Cagliari: Meli o non Meli? Un groviglio mortale deve far riflettere il CDI.

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« Essere, o non essere, questo è il dilemma:
se sia più nobile nella mente soffrire
i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna
o prendere le armi contro un mare di affanni
e, contrastandoli, porre loro fine?

Sarebbe buona cosa, firmare i testi che si scrivono (vedi articolo), che ne dice avvocato Renato Chiesa? E’ lei che scrive vero? Se mai fosse lei, perché non si firma?
Nella sua lunga requisitoria pro Meli (difficile trovare in Italia voci sostenitrici del suo operato), sinceramente non capisco cosa c’entra, in questo momento, un blogger che con la sua critica pone una riflessione e scrive ciò che pensa e ha letto da documenti ufficiali del Lirico da dove estrapola dati appunto ufficiali, senza entrare in una analisi degli stessi e nella loro composizione. Per imparzialità, ho pubblicato entrambe le relazioni del dottor Paoli ex direttore amministrativo e della dottoressa Masala (vedi articolo). L’analisi amministrativa è da svolgere in altra sede e io non la tratto nei miei testi. Ripeto, prendo solo dati tratti da una relazione ufficiale. E non mi sembra che in entrambe le relazioni, sia di Paoli che della Masala, pur con tutte le attenuanti, Meli ne esca con gli allori. Si rileva pure vi siano 769 contenziosi non protocollati presso lo studio Basso. 
Mi è parsa la relazione della dottoressa Masala attendibile e svolta secondo canoni professionali, di competenza e al di sopra le parti. Alcuni passaggi, che ho pure evidenziato,(pag1, 2; 12) li ho trovati “sorprendenti” per un Ente pubblico. Se lei ritiene che la relazione non sia attendibile, si rivolga o faccia causa alla dottoressa Masala.
Mi sembra che tutto il suo peregrinare sul mancato incasso da parte della Regione abbia i suoi fondamenti (sentenza TAR), ma il suo testo non entra nel merito dei problemi attuali del Lirico di Cagliari. Cosa di cui, invece, ho prevalentemente trattato. (basta leggere la cronologia dei miei titoli nella raccolta su Cagliari). Mi chiedo qual è il vero obiettivo che si pone lo scrivente (Chiesa?), partendo dai miei post, visto che lui stesso afferma di non avere competenza (“essere “profani” in materia di bilanci”).
E non ho mai scritto, né pensato, come lei sostiene, che al Lirico vi sia “una storia di Parma trapiantata a Cagliari, evidentemente anche perché il predecessore della Spocci, Mauro Meli, è stato in precedenza sovrintendente del Teatro Regio di Parma”.  Ho scritto invece “giallo parmigiano ambientato a Cagliari” per il fatto che Angela Spocci è di Parma e per la situazione da lei generata di caos e protesta. Niente a che vedere con il Regio di Meli o ai problemi parmigiani di vario genere. 
A Parma Meli ha fatto la sua storia (vedi articolo), così come a Cagliari precedentemente (vedi relazione Corte dei Conti del 2003) e alla Scala di Milano.
L’indagata Barracciu pensi a far bene il suo lavoro al Ministero, a non discriminare nei suoi incontri pro Meli squadra che vince non si cambia”, sigle sindacali ben presenti nel Lirico (vedi articolo1 e articolo2); a difendersi dalle spese illecite di cui è accusata. E il facoltoso ing. Gualtiero Cualbu , come ho scritto, se ritiene Meli ancora riproponibile, si assuma l’onere dei costi del suo servizio, tenendo presente che il Teatro è un bene pubblico. Non mi pare che il Presidente del Lirico, il Sindaco Zedda, fosse particolarmente felice e tranquillo con Meli Sovrintendente (vedi articoli in calce). Ma in questo momento lei, con la sua requisitoria del niente, dove vorrebbe riportare tutto a una analisi dei dati amministrativi, la loro composizione, in cui io non intervengo, e non ho la pretesa di farlo, ma rilevo dati da  documenti ufficiali e a ciò mi attengo. Forse, il suo obiettivo è quello di delegittimare sia il sottoscritto che la dottoressa Masala di fronte ad alcuni sindacati, ai lavoratori del Lirico e preparare il terreno per il ritorno dell’“unico” sovrintendente, Meli, che “tanto bene ha svolto il suo lavoro, sempre”. Pure a dispetto di quel che hanno scritto quegli scriteriati della Corte dei Conti” (vedi relazione).
La verità è che il Lirico è in gravi difficoltà economiche da anni. E Meli non è stato certo un fantasma da quelle parti. Non vorrà, spero, sostenere che la situazione critica del Lirico dipenda da un mancato incasso di un finanziamento RegionalePOR? Parrebbe non vi siano i requisiti di esigibilità tali da essere iscritto in bilancio. Sembra sia un POR che risale addirittura al 2003 e nessuno dei sovrintendenti che si sono succeduti è riuscito ad incassarlo, è necessario un ulteriore ricorso con ovviamente eventuale pronunciamento favorevole del Tar. 

Ora però, per il bene del Teatro, il CDI deve prendere una decisione rapida per non rendersi responsabile, con continui rinvii, dei danni e compromettere irrimediabilmente la Stagione e il finanziamento del FUS. Nastasi ha sollecitato al CDI la programmazione già in forte ritardo (vedi lettera Salvatore Nastasi). Se le proposte della Spocci- Scoponi sono bocciate, devono essere anche argomentate e i consiglieri devono fare scelte anche in merito alla eventuale rimozione della sovrintendente Spocci che, ad oggi, ha deluso tutte le aspettative, e non secretare la discussione del CDI. Perché i verbali del Consiglio di indirizzo nen vengono resi pubblici? (possibile che i temi che coinvolgono una istituzione della cultura di tutta la Regione debbano essere top secret?). Vedremo ora che succederà il prossimo 27 aprile. Tutto questo quindi al di là dei Fondi POR 2000-2006, per un ammontare, non da poco, di Euro 2.350.000 da incassare, ma per questo occorre iniziare una nuova procedura di fronte al Tar. Sarà compito semmai della nuova Amministrazione o della “confermata” Spocci far valere quel credito vantato e le relative conseguenze sui finanziamenti pubblici. Non mi pare, però, vista la posizione dell’Assessore Regionale: “ad oggi la Fondazione non è beneficiaria di alcun contributo a valere sui fondi POR 2000/2006 e pertanto non è stato effettuato nessun impegno finanziario a favore della stessa”, possa essere responsabile di questo la dottoressa Masala che doveva effettuare una due diligence (un controllo tecnico professionale) dello stato attuale della Fondazione e penso sia stato fatto con scrupolo e professionalità. Se il risultato d’esercizio 2014 della Fondazione evidenzia una perdita di -1.225.000 euro certificata, non voglio e non posso entrare nel merito di come si è giunti a questo. I costi della Turandot (da 1.000.000 –video Meli– a 2.098.000- prima relazione Masala da pag 18-22) sono stati ininfluenti? (Un particolare di non poco conto: mi è stato riferito che delle 15 recite programmate di Turandot, la metà erano vuote e le hanno riempite con biglietti da 1 Euro venduti all’ultimo momento). Il merito, la composizione e la correttezza dei dati amministrativi compete ad altri organi e sono da discutere in altri luoghi.
Comunque, per le prossime volte, avvocato Chiesa(?), o chi per lui, ma se è lei, si firmi. Un aspetto etico prima ancora del diritto. Perde di credibilità la sua casa dei diritti.

Morire, dormire.
Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo,
perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire
dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale
deve farci riflettere. È questo lo scrupolo
che dà alla sventura una vita così lunga.
Perché chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo,
il torto dell’oppressore, la contumelia dell’uomo superbo,
gli spasimi dell’amore disprezzato, il ritardo della legge,
l’insolenza delle cariche ufficiali, e il disprezzo
che il merito paziente riceve dagli indegni,
quando egli stesso potrebbe darsi quietanza
con un semplice stiletto?

(Parma, 22/04/2015- aggiornato il 23/04/2015 e il 28/04/2015)

Luigi Boschi

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Capotavola la rinviata a giudizio Francesca Barracciu. In senso orario, partendo dalla Barracciu, i segretari Uil, poi Fials; dall' altra parte, il segretario Snater, la Cgil.


3 COMMENTS

  1. Al Sig. Luigi Boschi
     
    Gent.mo Sig. Boschi,
    scrivo in nome e per conto dell’avv. Renato Chiesa, mio assistito.
    Con la presente La diffido a voler rimuovere con la massima immediatezza dal Suo blog luigiboschi.it
    l’articolo intitolato “Dramma amletico al lirico di Cagliari: Meli o non Meli? un groviglio mortale deve far riflettere il CDI”.
    Tale brano è gravemente diffamatorio ed offensivo nei confronti del mio assistito.
    Lei infatti lo ha ingiustamente accusato di essere l’autore del pezzo intitolato “I conti del teatro lirico di Cagliari tra guai pregressi
    e fondi POR non pervenuti”, linkato nel Suo articolo, che tuttavia il legale non ha scritto nè pubblicato nè postato nè ha mai partecipato
    in alcun modo al suo confezionamento. Lei ha pesantemente accusato il mio assistito di scrivere in forma anonima.
    Inoltre, nel Suo articolo Lei offende in più punti l’avv. Chiesa che non La conosce nemmeno nè ha mai avuto con Lei alcun tipo 
    di contatto.
    Alla luce di quanto premesso, la diffido a voler rimuovere con la massima celerità il brano in questione, riservandomi
    per conto del mio cliente ogni successiva iniziativa penale e risarcitoria.
    La invito inoltre a voler fornire recapiti legittimi presso cui ricevere comunicazioni. Vani sono stati i tentativi di rinvenire nel
    Suo blog indicazioni di un Suo domicilio o di una Sua casella di posta elettronica certificata, in totale dispregio di ogni garanzia di legge
    ed al numero di cellulare indicato nel Suo blog non risponde mai nessuno.
     
    Cagliari, 23.4.15                             

    Avv. Pierandrea Setzu 
    Via Carrara n° 15,  09125 – Cagliari Tel.: 070 – 3481443  Fax: 070 – 3485068  

    • Io non ho offeso nessuno, anche perché ho sempre scritto in modo dubitativo con punto interrogativo ogniqualvolta ho citato l’avv. Renato Chiesa. E’ solo una supposizione la mia da molti però confermata. Numerose persone pensano che sia lui. Quindi veda di rendere pubblico, magari anche in internet sullo stesso sito, che l’avvocato Renato Chiesa non ha nulla a che fare con quella testata, con quella associazione e non è l’autore dell’articolo: “I conti del teatro lirico di Cagliari tra guai pregressi e fondi POR non pervenuti”.

      Renda pure pubblica la sua lettera personale di diffida, la autorizzo. Se non lo fa lei la pubblico io nel mio blog come ho fatto. 
      Da parte mia non vi è stata nessuna offesa diretta al suo assistito. Né ho scritto di essere l’autore dell’articolo apparso sulla “casadeidiritti.org“. Rilegga attentamente e verifichi la mia prosa. Semmai, suggerisca a quella testata di pubblicare il nome dell’autore, come è nella norma, così ogni riferimento al suo assistito svanirebbe, se poi fosse accompagnato pubblicamente che nulla a che fare con quella associazione sarebbe palese a tutti. 
      Per quanto riguarda poi i contenuti del mio articolo l’argomento non riguarda il suo Assistito, ma il Teatro Lirico di Cagliari, l’attuale sovrintendente e il CDI… quindi perché dovrei toglierlo? 
      Il mio numero di cellulare presente nel blog è corretto, magari lei lo digita male o ha la sfortuna di telefonarmi quando non sono reperibile. Frequentando case antiche capita che i muri spessi creino problemi di segnale. Comunque il cellulare corrisponde al mio. E la sua mail, come vede,  mi è arrivata attraverso il mio account GMAIL presente.  Vi è poi il tasto contatti https://luigiboschi.it/contact attraverso cui lei può inviarmi messaggi. Nel mio profilo http://www.luigiboschi.it/node/22 trova tutti i dati. 
      Ma perché lei mi chiede di rimuovere tutto il testo, quando a suo dire il problema sarebbe solo il nome del suo assistito? Semmai avrebbe dovuto chiedere di non citare il suo assistito. E limitarsi a quello. Non vorrei fosse una scusa perché il mio testo turba qualcun’altro oppure ha colto nel segno. “Pensar male è peccato… diceva qualcuno molto noto… ma spesso ci si indovina”. Pensi, c’è ancora gente, me lo hanno appena riconfermato, che sostengono che casadeidiritti.org è cosa di Renato Chiesa. Credo che il mio suggerimento di una pubblica comunicazione del suo assistito che non ha nulla a che fare con la casa dei diritti sia dovuta, e quantomai necessaria. Non è certo il mio articolo che lo rende collegato a ciò e lo qualifica come tale. Magari certi inviti pubblici ad iscriversi alla sua associazione… non si dimenticano… glielo ricordi al suo assistito.

      Avvocato, le invio un breve video di Erri De Luca che mi auguro possa darle maggiori lumi sulla scrittura e sulla libertà di opinione che lei e il suo assistito o qualcun altro vorreste censurare.
      Cordiali saluti. Luigi Boschi
      (Parma, 23/04/2015)

      PS: cosa molto strana è che quella associazione della “casa dei diritti” pubblica lo statuto, ma non scrive chi sono i rappresentanti degli organi sociali.
      Più che casa dei diritti si potrebbe chiamare casa dell’anonimato: (vedi link). Improvvisamente dopo questa mia nota hanno scritto il nome del Presidente: Carlo Asili.
      Mentre gli articoli continuano a non essere firmati, e sono attribuiti al fantomatico “segretario“.
      Insomma dalla “casa dei diritti” andiamo ora verso la “casa dei manipolatori“. (commento aggiornato il 25/04/2015) LB