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E dopo Cagliari, ora tocca al Petruzzelli: un nuovo ostaggio della politica malata?

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Teatro Petruzzelli di Bari


Enrico Votio Del Refettiero

Chiusa – malamente diremmo noi – la partita della Sovrintendenza del Teatro Lirico di Cagliari, resta aperta per il Teatro Petruzzelli di Bari la delicata questione della successione al Commissario Straordinario Carlo Fuortes decaduto ormai definitivamente dopo la nomina a Sovrintendente dell’Opera di Roma. Ricordiamo per sommi capi la vicenda: dopo anni di chiusura per l’incendio che aveva distrutto il Teatro, il Petruzzeli riapre nell’Ottobre 2009 dopo diciotto anni di travaglio e un magnifico restauro che lo aveva riportato all’originario splendore (fatto salvo il grande affresco della volta).

Alla sua testa viene messo Giandomenico Vaccari – una carriera da gregario prima al Teatro Comunale di Bologna, poi al Teatro di San Carlo di Napoli, senza particolare gloria – alla sua prima esperienza da Sovrintendente. Un’esperienza che si rivelerà disastrosa sia per la totale assenza di politica culturale, che per la scarsa attenzione ai bilanci Oltre alla questione economica, il teatro è afflitto da cronico clientelismo nelle assunzioni del personale, anche quello precario, gestite da un personaggio molto discusso che risponde al nome di Luigi Fuiano ufficialmente Segretario Artistico ma in realtà longa manus del Sindaco Emiliano per il totale controllo del Teatro. I bene informati dicono che il vero capo sia lui, figlio del potente Antonio Fuiano (coordinatore della CGIL pugliese) mentre Vaccari non sia che una fragile marionetta collocata al vertice per firmare le carte. E Vaccari firma tutto. Il risultato è che il teatro viene commissariato nel Febbraio 2012 con perdite accumulate per un totale di oltre otto milioni di Euro e la conseguente impossibilità di formare un nuovo Consiglio di Amministrazione. Arriva Carlo Fuortes, manager di provata competenza per essere alla guida dell’Auditorium di Roma dalla sua apertura : una delle poche storie di successo nel panorama italiano. Ed è una rivoluzione che dobbiamo alla mano finalmente salda del Ministro Bray dato che per la prima volta il commissario non è il nostro Grosso Grasso Direttore Generale, che aveva commissarieggiato indisturbato direttamente o indirettamente (tramite Giuseppe Ferrazza) – e senza apprezzabili risultati – a Firenze, Genova, Trieste e Napoli sotto i precedecesori di Bray (non si capisce se solo distratti oppure colpevolmente incompetenti). In poco più di due anni di lavoro Carlo Fuortes fa le pulizie di casa, isola Fuiano, rifonda il coro e l’orchestra secondo criteri di meritocrazia – al prezzo di una durissima vertenza sindacale giunta più volte al TAR e di scioperi selvaggi che mettono a rischio la programmazione – nomina alla Direzione Musicale il giovane Daniele Rustioni, un italiano con una reale carriera internazionale (contro le precedenti barzellette di Fabio Mastrangelo e, soprattutto, Alberto Veronesi) e ridà al Petruzzelli la dignità di una programmazione artistica. Il risultato è che il teatro barese – una delle sole tre Fondazioni Lirico-Sinfoniche dell’intero Sud Italia insieme al Teatro di San Carlo di Napoli e al Massimo di Palermo – torna all’onore delle cronache nazionali non per l’ennesimo scandalo legato alla cattiva gestione, ma per la qualità delle sue produzioni. Alla conferenza stampa di presentazione della stagione 2013 il Commissario Fuortes snocciola dati ragguardevoli, dal significativo aumento della produttività al riequilibrio dei conti, oltre alla ritrovata stabilità produttiva. Un successo che non deve essere andato già al possente Emiliano, che non accetta di aver perso il controllo del Petruzzelli e con la fine dell’esercizio 2013 (e del commissariamento) lancia un inquitenate segnale tagliando in maniera sostanziosa il contributo del Comune di Bari al Teatro a esercizio già concluso, erogando alle casse del Petruzzelli un « obolo » di soli 200’000 Euro (neanche fosse la bocciofila). E proclama che per il 2014 « non c’è un Euro » condannando di fatto il Petruzzelli a un deficit annunciato sulla programmazione dell’anno in corso di oltre 1,5 milioni di Euro. Come faccia il Presidente della Fondazione che regge le sorti del Petruzzelli – quale per legge è il sindaco Emiliano – a operare un taglio che mette a repentaglio il futuro della Fondazione medesima è un mistero che solo un paese misterioso come l’Italia è in grado di partorire. 

Di fatto la guerra per la successione di Fuortes era iniziata già nell’autunno dello scorso anno : con la faticosissima ricostituzione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Petruzzelli, azzoppata dalla lunga attesa per la nomina dei rappresentanti della Provincia, della Regione e del Ministero, con la minaccia da parte della potente Camera di Commercio di Bari di ritirare il contributo (seguito a ruota dalle dichiarazioni bellicose della Provincia di Bari). Bruciati candidati prestigiosi come Gaston Fournier (un significativo passato tutto italiano iniziato al Cantiere di Montepulciano accanto a Werner Henze, poi al Maggio Musicale Fiorentino e successivamente all’Accademia di Santa Cecilia, fino all’attuale incarico al Teatro alla Scala, ma allontanato come un Satana perché « forestiero »), e Michele Mirabella (nome di tutto rispetto ma francamente improponibile) viene invocata la « soluzione locale ». Alla faccia dell’Europa e della vocazione internazionale di una città come Bari, da sempre crocevia di popoli e culture e non per nulla sede della Fiera del Levante, la più importate rassegna fieristica del Sud. Si alza pure la voce fibilante profetica di Vendola, che in una lunga intervista al Corriere del Mezzogiorno richiama tutti a ragionare di un modello culturale elevato ; poi si eclissa al momento decisivo della nomina, segno della sempre più velleitaria inutilità di autocompiacenti ispirate dichiarazioni alle quali non seguono i fatti.

Alla fine, e con molta fatica, vengono selezionati due candidati che possono rispondere ai requisiti : Massimo Biscardi (che è di Monopoli, e quindi andrebbe bene a tutti) che ha pure un passato spendibile  come Direttore Artistico di Cagliari – anche se in coabitazione con un personaggio discusso e discutibile come Mauro Meli – e più recentemente Consulente Artistico dell’ultima creatura di San Claudio Abbado, l’Orchestra Mozart. In verità lui il Sovrintendente non l’ha mai fatto ma « in un paese di ciechi il guercio fa il re », come dice un vecchio adagio. E Alberto Triola, che pur non essendo pugliese (questo il suo grave peccato originale) è da qualche anno Direttore del piccolo ma prestigioso Festival della Valle d’Itria, in quel di Martina Franca. Insomma, se non « pugliese », « pugliesizzato». E poi lui un curriculum di tutto rispetto ce l’ha : laureato in Ingegneria (lo era anche Gatti-Casazza, mitico manager del Metropolitan di Toscanini) già assistente di Riccardo Muti alla Scala, poi Direttore Artistico del Carlo Felice durante l’ultima stagione prospera di quell’infelice teatro, poi un passaggio al Teatro Comunale di Bologna per approdare al commissariato Maggio Musicale Fiorentino come Direttore Generale. La scorsa settimana viene convocato il Consiglio di Ammistrazione, finalmente costituito con personalità che paiono di sicuro rispetto e tutto sembra destinato a convergere sul nome di Massimo Biscardi da Monopoli: ma con l’ennesima incomprensibile giravolta, Emiliano gela il Consiglio e non propone alcun candidato, lasciando il Petruzzelli in un pericolosissimo limbo proprio alla vigilia dell’inaugurazione della stagione con l’ELEKTRA di Strauss. Abile disegno politico o disgraziata irresponsabilità condita da una forte dose di delirante personalismo? Tendo a propendere per la seconda ipotesi, in un paese dove sembra che la « responsabilità » legata alla carica sia l’ultima delle preoccupazioni nel risiko dei potenti. In attesa che la nuova legge VALORE CULTURA entri finalmente a regime e il nuovo statuto delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche le liberi – speriamo per sempre – dalla nocumentosa influenza di una classe politica locale sempre più spesso inqualificabile.

Un video assolutamente da guardare: https://www.youtube.com/watch?v=Uv29ciPqYr0&feature=player_embedded