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Festival Verdi 2010: La vera storia del forfait di Armiliato e la rinuncia a Carlo Ventre

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Fabio Armiliato
Dradi e Proczynski di fatto direttori artistici del Regio. Meli, più che sovrintendere il teatro, è il loro piazzato.

Ai Vespri Siciliani Fabio Armiliato canta, non canta, canta… vedremo!! Questo il tormentone che si trascina dalla prima. Il direttore in buca da venti minuti ad asciugarsi il sudore. Non si sapeva se  il tenore avrebbe ripreso. Sta di fatto che il sostituto non c’era. Si arriva alla fine con circa un’ora di ritardo, ma si sa, nei palchi l’attesa è mitigata dagli affettati e qualche palpeggiamento.

Che farà Armiliato per le repliche? La sua inaffidabilità era già conosciuta da Meli che spesso in altre occasioni, se qualcuno gli proponeva la “coppia iniqua” (Bartoletti), su Armiliato rispondeva: “Ah no, quello non mi frega più!! Dopo tutte le disdette che mi ha fatto!!”
Si vede che si è ricreduto!! Ci ha pensato a dissuaderlo la scuderia Dradi.
Tra l’altro, anche nella “Forza del Destino” a Vienna, dove Armiliato era impegnato poche settimane prima e in cui dice di aver avuto un successo, pare si cercasse con insistenza un sostituto!   

Ma che è successo a Parma? Lasciamo per un attimo da parte il discorso relativo all’assoluto dilettantismo di chi, con 6 milioni di budget a disposizione, preveda una produzione come i Vespri Siciliani senza ruoli di copertura, qui, nella Salisburgo emiliana! È un fatto comunque che, dopo i primi tentennamenti e l’incertezza del tenore genovese, Tina Viani, direttore di produzione del Regio, cerca un possibile sostituto che viene individuato in Carlo Ventre (uno dei migliori tenori italiani, impiegato la scorsa estate all’Arena nei ruoli di Pinkerton e Radames e a Caracalla, sempre nel ruolo di Radames) che ha nel repertorio i Vespri eseguiti anche in Giappone e a Palermo.
Pare che le cose siano andate in questo modo.
La produzione contatta l’agente Maurizio Scardovi martedì 12 ottobre verso le 11 in ufficio.
Viani:
“Maurizio abbiamo qualche problema con Armiliato. Ventre potrebbe essere disponibile per le quattro repliche?”
MS.: “Sento che mi dice. Ti richiamo. So che doveva andare a Montevideo”
L’agente trova la disponibilità del suo cantante che prima di confermare vuole ripassare la parte con un pianista. Il tenore dà conferma al suo agente poche ore dopo. Nel pomeriggio sempre del 12 verso le 16 Scardovi richiama la Viani:
MC: “Tina, Ventre ha detto di sì. Cancella il viaggio a Montevideo. La parte se la ricorda ed è disponibile a venire a Parma già dalla seconda programmata per il 13”
Viani: “Sento cosa mi dicono e ti richiamo”
Dopo circa un’ora
Viani: “Maurizio, mi dispiace, scusami, ma ho parlato con Ariosi (collaboratore di Dradi) e mi ha garantito che Armiliato farà tutte le repliche. Quindi scusa per il disturbo, ma non se ne fa nulla”
MS: “Tina sei sicura? Forse ti conviene comunque opzionare Ventre con il 50% del cachet… Se poi parte non ce l’hai più!”
Viani: “No guarda abbiamo avuto garanzie da Ariosi. Hanno capito di cosa si tratta, una labirintite. Le cure hanno avuto i risultati sperati ed è tutto a posto”.
Carlo Ventre parte per Montevideo. Armiliato canta la seconda mercoledì 13. Domenica 17 ore 10 da forfait prima della terza rappresentazione programmata per le 15,30. La Viani richiama Scardovi
Viani: “Fabio non ce la fa ha disdetto tutte le repliche. Ventre è ancora disponibile?”
MS: “Scusa ma per quando dovrebbe essere a Parma?”
Viani: “Nel pomeriggio!!”
MS: “No, ti avevo detto che era in partenza. Non posso richiamarlo per la quarta e la quinta. Non torna, ti ricordi che ti avevo detto di fermarlo?”

Che si fa ora? All’insaputa di Pizzi viene fatta la scelta del coreano che il regista pare non gradisse già nelle prove perché non capiva l’italiano.
Lo studente aveva praticamente imparato solo i primi 2 atti e per giunta è assai più piccolo di Armiliato. Le sarte non possono preparargli un costume. Così in poche ore si  manda sul palco uno che sa un terzo dell’opera, non conosce i movimenti scenici… L’ipotesi che si profila da parte della direzione allora è la seguente (pezzo unico da storia del melodramma!!!): mettere il coreano in buca di fianco al direttore con la musica davanti e in scena invece mandare il primo figurante ballerino che farebbe l’opera praticamente in playback!! Anche per lui però problemi di costume e, soprattutto, qualcuno fa notare che nel pur breve balletto mancherebbe una figura importante… (non può fare Arrigo ed il ballerino insieme…).
Per l’implausibilità della soluzione “buca e playback” ci si arrende all’evidenza. La cosa più dignitosa, vista l’improvvisa emergenza a cui non si è saputo porre rimedio, è semplicemente mandare in scena il ragazzo in abito scuro con la parte in mano…

Ora alcune considerazioni:
Si può essere dei professionisti seri, super pagati, di 53 anni e cancellare 3, 4 ore prima della recita dopo aver dato tutte le assicurazioni del caso?
Si può ingaggiare un artista di cui sembra si conosca l’inaffidabilità e la facilità con cui disdice gli impegni? E’ già capitato!! Soprattutto poi per l’evidente inadeguatezza del cantante ad interpretare l’opera in oggetto… Stinchelli: “Se invece dei “Vespri” tu avessi dovuto cantare “Tosca”, stai tranquillo che nulla sarebbe accaduto”.
Si può, e questo è ancora più grave, chiedere all’agente di Armiliato il permesso perlomeno di opzionare un tenore sostituto? La produzione non ha autonomia? 

Possibile che un sovrintendente manifesti questa palese incapacità di gestione? Si può non assicurarsi la copertura a fronte di simili premesse?
Quali interessi tutela il sovrintendente? Quelli del Teatro o degli agenti Dradi e Proczynski, di fatto ora i direttori artistici del Regio?

Certo, sappiamo che i titolari dell’agenzia che rappresenta Ventre sono ex collaboratori di Dradi (vecchio cultore del monopolio artistico…), ma per i risentimenti personali dell’irascibile Mario deve pagare il Teatro Regio? Potevamo avere un ottimo tenore al posto di Armiliato e ci dobbiamo invece accontentare di uno studente coreano, pur bravo che possa essere, con lo spartito in mano, tutto per la paura che il buon Fabio sfigurasse…! Chi comanda in teatro?? E come mai costui ha preso tanto piede??

In un simile e vergognoso comportamento si possono ravvisare gli estremi per chiedere i danni a Dradi, Meli e C.?  Ariosi ha assicurato che il suo tenore avrebbe fatto tutte le recite e che non c’era alcun bisogno di un eventuale sostituto, ora chi paga le conseguenze di queste scelte sciagurate? E perché ancora ieri ci si è rifiutati di ingaggiare il più che dignitoso tenore bulgaro Boiko Zvetanov (si è esibito nei più importanti teatri del mondo) disponibile alla bisogna?  

Tutto mi pare assurdo. Ed è assurdo che a Meli sia stato rinnovato l’incarico fino al 2013!!?
Ma il Presidente della Fondazione, che poi è il Sindaco Vignali, i Consiglieri, gli sponsor, non si rendono conto che il Regio è divenuto un teatro di farsa? Una gestione improponibile e inadeguata per la storia di Parma e del Regio?
E Armiliato che descrive il pubblico di Parma “un gruppo di personaggi, a quanto pare nemici giurati del Festival (e dell’opera in generale), che hanno compiuto un atto simile a quello del famigerato tifoso serbo l’altra sera a Genova”
Capisco che la labirintite alle corde vocali le abbia offuscato anche l’intendere…
Se non fosse stato per la sua compagna e per Dradi lei a Parma i Vespri li avrebbe cantati all’Ade… e così pure in molti altri teatri. Queste cose, sì, fanno male al teatro, non il pubblico di Parma che sa essere generoso con chi merita. E’ la storia che lo dice. “Il pubblico ha fatto del suo meglio”;… non certo Meli; lei, Armiliato, non so!… veda lei! (19/10/2010)

Luigi Boschi 

19 COMMENTS

  1. Ma sei sicuro che Armiliato abbia annullato tutte le recite?
    Mi risulta che domenica pomeriggio canterà lui perché c’è la registrazione dei
    Vespri per il famoso cofanetto delle opere di Verdi.
    Comunque, di fronte a questo pezzo, Parma deve reagire in qualche modo!!

  2. Caro Boschi, Leggo, spesso,  le sue intemerate e la domanda che segue è questa: Quanti saranno gli spettatori del Festival? Qualche migliaio, credo Val la pena di questo annuale baraccone, questi intrallazzi, probabilmente molto dispendiosi? E non mi racconti le solite favole sulla cultura che si accompagnano al baraccone per giusticarlo. La lirica è, temo, ai margini e nulla può resuscitarla, sta avviandosi al tramonto. Le nuove generazioni, tranne alcuni sparuti appassionati, negli anni a venire se ne faranno un baffo. Seppelliamola e non se ne parli più. Cordialità   Carlo

    • Continuando di questo passo sarà proprio così come dice lei!!
      Ma il teatro è solo una metafora della nostra democrazia!!… della nostra civiltà… Eppure il mondo culturale è un enorme bacino mondiale di operatori distrutto da questi saprofiti.
      E in ambito locale le sembra una città degna di tale nome un luogo che non può decidere del proprio sovrintendente? Uno che ha combinato palesi disastri ovunque è stato? LB

      • Caro Luigi,
        le affermazioni del tuo interlocutore mi sembrano di una gravità assoluta e costituiscono il degno pendant delle vicende grottesche delle quali hai reso testimonianza. Se le reazioni della città sono queste c’è poco da sperare!
        Nessuno che abbia espresso disappunto, nessuno che prenda posizione, nessun giornale che scenda in campo. Questa è davvero la fine della cultura, della democrazia e di tutti i valori nei quali ho sempre creduto. Sono davvero costernata.

  3. LUIGI DOMENICA ERO IN TEATRO E SAI CHI HA SOSTITUITO ARMILIATO? UNO STUDENTE DEL NOSTRO CONSERVATORIO CON SPARTITO IN MANO, SENZA ABITI DI SCENA E DIRETTORE CHE GLI HA CANTATO DA PESCE TUTTA L’OPERA E LO HA SEGUITO IN OGNI ATTACCO E NOTA; VAI SULLA GAZZETTA ON LINE E VEDI UN COMMENTO A QUESTO

    CHE VERGOGNA AL FESTIVAL VERDI NON SI PREVEDE IL SOSTITUTO DI UN RUOLO PRINCIPALE E SI PROPINA UNA ALLIEVO CON IL NASO SULLO SPARTITO DALLA PRIMA ALL’ULTIMA NOTA….

    Raffaele