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Festival Verdi 2022, Meo: “Pretestuosa” la polemica sollevata dal Coro del Regio

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Coro Regio Parma
Coro Regio Parma
Anna Maria Meo – direttrice Fondazione Teatro Regio di Parma

Ma il caso non si ferma e parte una interrogazione in Regione

È “pretestuosa” la polemica sollevata dal coro del teatro Regio di Parma sul ruolo che avrà e che considera inadeguato nella programmazione del prossimo Festival Verdi, di cui oggi è stata presentato il programma in una conferenza stampa a Milano, e sulla programmazione dei prossimi anni. Così l’ha definita il direttore generale del Regio Anna Maria Meo.

“C’è un improprio braccio di ferro su chi deve fare la prima data del festival” ha detto sottolineando che l’impegno del coro non cambia rispetto al solito. Le opere in cartellone sono tre: Forza del destino (che aprirà la XXII edizione del festival al teatro Regio il 22 settembre) con coro e orchestra del Comunale di Bologna e la direzione di Roberto Abbado, Il trovatore al teatro Magnani di Fidenza con l’orchestra Toscanini e il coro del Regio che sarà protagonista anche al Regio nel Simon Boccanegra diretto da Riccardo Frizza e nel Requiem di Verdi con l’orchestra della Rai diretta da Michele Mariotti.

“Non mi ha sorpresa tanto perché si inquadra in un periodo di turbolenza che finirà a maggio” quindi con le elezioni comunali, ma “mi ha sorpresa che il direttore del coro abbia parlato prima con un giornale che con il direttore del teatro”, ha aggiunto Meo.

“Alla fine parleranno i titoli e si percepirà la pretestuosità della polemica” ha detto ribadendo l’importanza di avere artisti ospiti. “Non si può immaginare un festival ripiegato su se stesso – ha aggiunto – Deve invece ambire ad accogliere sempre più e meglio compagini che lo facciano crescere”.

 

Chiarire che il Teatro Comunale di Bologna non può e non deve fagocitare il Teatro Regio di Parma, in nome di una presunta “collaborazione” tra le due strutture, e salvaguardare il Teatro parmigiano e il suo festival verdiano, nonché, il patrimonio di indiscusso valore legato al suo Coro, alla sua Orchestra e alle sue maestranze.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Giulia Gibertoni (Gruppo Misto), che ricorda che, “come hanno riportato, recentemente, gli organi di informazione, il cartellone 2022 del Festival Verdi, vede un consistente ridimensionamento del ruolo del Teatro Regio di Parma. Infatti, l’apertura del festival Verdi sarà affidata all’orchestra e al coro del Teatro Comunale di Bologna, che allestirà col proprio personale La Forza del Destino; successivamente, da Firenze, diretta da Daniele Gatti, arriverà poi l’orchestra e il coro del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, che eseguirà i Quattro Pezzi Sacri, mentre ai complessi artistici del Teatro Regio di Parma, finora protagonisti indiscussi delle produzioni realizzate per il Festival Verdi e per questo più volte premiati a livello nazionale, il programma di quest’anno riserva unicamente un ‘Simon Boccanegra’ nella versione originale del 1857, quindi per un pubblico di nicchia”.

Secondo Giulia Gibertoni “appare evidente come questa ‘collaborazione’ tra il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Regio di Parma non stia avvenendo su un piano paritetico tra due istituzioni culturali, ma a spese del Teatro Regio di Parma e delle sue maestranze, così come altrettanto evidente è l’assenza della Regione Emilia-Romagna, che pure avrebbe titolo a esprimersi sul loro futuro, se non altro come soggetto che eroga finanziamenti a progetti di entrambe le strutture”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta “se non reputi necessario chiarire che il Teatro Comunale di Bologna non possa e non debba fagocitare il Teatro Regio di Parma in nome di una presunta ‘collaborazione’ tra le due strutture e se non consideri importante salvaguardare il Teatro Regio di Parma e il suo festival verdiano nonché il patrimonio di indiscusso valore legato al suo Coro, alla sua orchestra e alle sue maestranze tutte”. (07 FEBBRAIO 2022)
Fonte Link: parma.repubblica.it

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