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Concerto del 2 dicembre Filarmonica Toscanini diretta da Alessandro Bonato e Andrea Lucchi tromba

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Andrea Lucchi
Alessandro Bonato (Photo Alice Boiardi)

Tra due capolavori di Brahms, la Sinfonia n. 4 e le Variazione op. 56, l’esecuzione del bellissimo Concerto per tromba di Haydn in ricordo di Matteo Beschi prima tromba della Filarmonica

Andrea Lucchi

Toscanini. sabato 2 dicembre 2023, Auditorium Paganini, ore 20.30 con la Filarmonica Toscanini diretta da Alessandro Bonato e Andrea Lucchi, prima tromba dell’Orchestra della Accademia di S. Cecilia. 

La Serata vedrà la presenza delle attività benefiche di Fondazione Telethon

Prosegue la Stagione concertistica della Toscanini con un programma molto raffinato che propone due pezzi di Brahms: le Variazioni op. 56a su un tema dal Chorale S. Antonii di Haydn e la Sinfonia n.4 in mi minore dentro ai quali si colloca il Concerto per tromba di Haydn che la Filarmonica Toscanini, diretta da Alessandro Bonato con Andrea Lucchi solista, dedica a Matteo Beschi, già prima tromba, scomparso prematuramente nel febbraio scorso.

La serata, in collaborazione con Fondazione Telethon, vedrà la presenza – in biglietteria nei giorni precedenti (mercoledì, giovedì, venerdì) e al concerto – dei volontari Telethon, presso i quali sarà possibile acquistare a 15 € i Cuori di Cioccolato del Natale 2023, realizzati appositamente da Caffarel per l’occasione e disponibili in tre diversi gusti, e sostenere così le loro attività benefiche.

Unisce nobiltà, forza e modi aggraziati il Concerto per tromba di Haydn, non solo il concerto più bello del compositore austriaco, “padre del classicismo”, ma forse il più grande concerto per tromba. Lo scrive nel 1796 per lo strumento inventato dal trombettista viennese Anton Weidinger che, dotandolo di una tastiera, lo aveva reso più flessibile e con un’estensione molto più ampia. Il tempo centrale, Andante, ricorda la celebre melodia dell’inno Gott! Erhalte Franz den Kaiser dello stesso Haydn: si tratta di motivo che venne usato sia per l’inno austriaco che per quello tedesco. La partitura è impreziosita dalla presenza di Andrea Lucchi, dal 2003 Prima Tromba dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, mentre il giovane direttore Bonato, già Direttore Principale dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana (ospite in più occasioni della Toscanini) prima e dopo Haydn pone i due pezzi di Brahms collegando il tutto in modo profondo dato che le Variazioni op.56 si basano su un tema del compositore austriaco.

 

 

 

 

Si sa che la musica di Brahms sancisce una continuità più che simbolica con Haydn, Mozart, Beethoven e Schubert, ma il suo non è un asserragliarsi in un passato ideale, in quanto elabora e un nuovo modello romantico di musica: un modello più libero e irruento, sfruttando però le

forme classiche. Questo si percepisce nelle Variazioni scritte nel 1873 che appaiono come un’eloquente testimonianza della crescente padronanza del compositore di questa tecnica. In ogni caso non sono del tipo comune, di quelle basate su una melodia sempre più abbellita: piuttosto, sono le cosiddette variazioni di “carattere” che astraggono alcuni piccoli aspetti creando una serie di meditazioni e sviluppi rapsodici in cui la melodia spesso non è palpabile. Il finale è un tour de force della maestria compositiva di Brahms stesso, dato che appare come un “libro di testo” di contrappunto: canoni, doppio contrappunto e altro ancora. 

 

Da qui il legame con la Sinfonia n. 4 in mi minore che chiude il concerto, capolavoro noto per il suo rigore formale e la complessità tecnica (la stupenda Passacaglia conclusiva) nonché per l’intensità emotiva. Poiché, al di là del rigore tecnico, Brahms vuole che la musica commuova e ispiri gli ascoltatori: per questo non teme di incorporare potenti emozioni in esse. Proprio l’ultimo suo capolavoro sinfonico lo attesta: con la Sinfonia n.4, Brahms infatti realizza un’opera quasi di trascendenza mistica nata da emozioni opposte: malinconia e gioia, severità e rapsodia, solennità ed euforia. Contestualmente al concerto in Auditorium, ci sarà il laboratorio ludico-ricreativi del progetto Nidi di Musica. Un appuntamento molto gradito da bambini e famiglie, unico in Italia, nato dalla volontà di consentire ai grandi la fruizione dei concerti e, contemporaneamente, ai piccoli la partecipazione a laboratori creativi. Helene Taiocchi e Zoe Bergamini, per l’occasione, prendendo spunto dalla Quarta di Brahms realizzeranno “La sinfonia di casa mia” che prevede la creazione di un divertente albo illustrato Al Nido, inoltre, prenderà parte anche il solista Andrea Lucchi che s’intratterrà con i bambini mostrando la sua tromba.

 

La 48a Stagione di Concerti si svolge grazie al contributo di: Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Cariparma, Fondazione Monteparma, Comune e Provincia di Parma e i Comuni soci di Busseto, Castelfranco Emilia, Modena, Sassuolo, Unione Pedemontana Parmense e la Fondazione Teatro Rossini di Lugo. Sono Sostenitori e Sponsor: Barilla, Cepim, Hera.comm, Chiesi, Parmalat, F.lli Galloni, Opem, Dallara, Bonatti, La Giovane, Credit Agricole Italia, Macchine Soncini Alberto, LSI Lamiere, Assicoop Emil

ia Nord-UnipolSai; Casappa SpA.