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Festival Toscanini – Prima Edizione 2022

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Festival Toscanini – Edizione I
 

Presentata oggi (25 maggio 2022) via web la Prima Edizione del Festival Toscanini.

1 opera – 16 concerti – 5 conferenze – 1 convegno






Inaugurazione il 5 giugno con prima esecuzione in Italia in tempi moderni de Le Willis di Puccini e la chiusura il 12 luglio
in Piazza Duomo dove Fabio Luisi dirigerà la Filarmonica Toscanini nella Nona Sinfonia di Beethoven. 

È stato presentato nel corso della Conferenza Stampa odierna dal Sovrintendente e Direttore Artistico de La Toscanini, Alberto Triola, il Festival Toscanini – Edizione I che presenta finalmente lo spirito e il profilo completo del progetto, dopo l’edizione zero necessariamente limitata dello scorso anno.

«Si tratta di un festival musicale incentrato sulla figura e sul ruolo storico oltreché artistico di Arturo Toscanini – ha spiegato Alberto Triola – e abbraccia lo scorcio del XIX secolo e i primi decenni del Novecento. È concepito come dialogo tra espressioni artistiche diverse, in un singolare contrappunto di punti di vista tra musica, arti figurative e applicate, colte in uno straordinario periodo della storia culturale del nostro paese e del continente europeo».

IL PROGRAMMA PDF
Il Festival di quest’anno dà avvio al percorso di avvicinamento alla figura di Giacomo Puccini, del quale nel 2024 ricorreranno cento anni dalla morte. Il cartellone si inaugura il 5 giugno alle ore 21.00 all’Auditorium Paganini di Parma, con la prima esecuzione in Italia in tempi moderni, dopo l’esordio del 1884, dell’opera giovanile di Puccini, Le Willis (*si veda comunicato stampa dedicato allegato al presente*). Una rappresentazione in forma semiscenica di grande effetto preceduta dal Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra di Maurice Ravel, con Daniel Ciobanu al pianoforte. Dirigerà la Filarmonica Toscanini, Omer Meir Wellber – Direttore Musicale del Festival – al suo debutto operistico a Parma.

Omer Meir Welber

«Affrontando Le Willis di Puccini che aprono il Festival, ritengo sia più interessante capire non quanto della Bohème o di Tosca contengono, ma quanto Verdi racchiude la prima opera pucciniana – ha commentato Omer Meir Wellber -. Ed è tanto: nei temi, nell’accompagnamento, ma soprattutto nell’orchestrazione, nei raddoppi delle parti, le scelte dei soli. Ne Le Willis si coglie il suo stile speciale sviluppato in seguito, e tuttavia stupisce la verdianità racchiusa nella partitura che vorrei fare uscire con la mia interpretazione. Sarebbe bello che ognuno, ascoltando Le Willis, pensasse ad un’opera che potrebbe aver composto Verdi, se fosse vissuto per altri 15 anni. Insieme a queste riflessioni ribadisco la mia passione per Puccini come colui che ha fatto nell’opera italiana ciò che Wagner ha fatto nell’opera tedesca avendo dato alla drammaturgia, sviluppata in senso cinematografico, un’importanza pari alla musica».

Un convegno il 6 giugno alle ore 10.00 nell’ Aula Magna dell’Università degli Studi di Parma sul rapporto tra Toscanini e Puccini – organizzato con il Centro Studi Giacomo Puccini di Lucca e la partecipazione di studiosi delle principali Università italiane – e una tavola rotonda sulle controverse vicende dell’esordio operistico di Puccini – in programma il 5 giugno alle ore 18.00 all’ Auditorium APE Parma Museo – animeranno il dibattito scientifico di settore, che il Festival, insieme al nuovo Centro Studi Arturo Toscanini, intende contribuire a stimolare.

«Il Centro studi Giacomo Puccini – ha raccontato la Presidente del Centro Studi Giacomo Puccini di Lucca, Gabriella Biagi Ravenni ha risposto molto volentieri all’invito della Fondazione Toscanini di collaborare per il Convegno “Verso il successo: gli esordi di Toscanini e Puccini e la Milano della scapigliatura”. Nello statuto che ci siamo dati nel 1996 nel momento della istituzione, le collaborazioni con chi opera nel campo dello spettacolo e comunque della produzione, sono messe particolarmente in evidenza e si precisa come ‘fornendo ogni tipo di consulenza di carattere scientifico e pratico possa derivare dal patrimonio in suo possesso’. L’oggetto del convegno era particolarmente stimolante, considerata l’importanza che Arturo Toscanini ha avuto per Puccini, e anche viceversa. Anche il taglio – il raggiungimento del successo da parte di entrambi – ci ha stimolato, perché, sul versante pucciniano, ci permetterà di presentare al pubblico alcune novità sul giovane Puccini».
Le Willis saranno quindi replicate il 7 giugno al Teatro del Giglio di Lucca, come ulteriore omaggio alla memoria pucciniana.

«Il Teatro del Giglio – ha sottolineato il Direttore Artistico Teatro del Giglio di Lucca, Jonathan Brandani – è molto lieto di collaborare con il Festival Toscanini a questo evento di grande rilevanza. La prima esecuzione in tempi moderni della primissima opera lirica di Giacomo Puccini è un’occasione di celebrazione e di orgoglio per la nostra cittadinanza.

Siamo proprio felici di poter riportare a Lucca quest’opera (che proprio in questa città vide la luce nei mesi autunnali del 1883) e di offrire al nostro pubblico la possibilità di godere di un’opera mai ascoltata prima, in una esecuzione di altissima qualità artistica».

In occasione del centenario della nascita di Renata Tebaldi, la Filarmonica Arturo Toscanini, guidata dalla bacchetta di Giuseppe Montesano, rende omaggio ad una delle più grandi voci liriche del Novecento. Fra i brani in programma, arie tratte dalle opere di Giuseppe Verdi, Aida e Otello, interpretate dal soprano Barbara Frittoli, considerata a livello mondiale una delle massime interpreti del repertorio italiano. Il programma si completa con brani sinfonici di Alfredo Catalani e Richard Wagner, compositore toscaniniano per eccellenza.

«È per noi una gioia celebrare in grande stile il ritorno della Toscanini a Busseto, qui nel cuore delle terre di Verdi, dove siamo custodi di quella cifra stilistica che è tratto caratterizzante della tradizione sinfonica e che sa mantenere viva un’identità in costante dialogo con la contemporaneità” – ha dichiarato il Sindaco Stefano Nevicati – . Vedremo la Filarmonica Arturo Toscanini, eccellenza musicale del nostro territorio, presto protagonista di alcuni appuntamenti, tra cui il concerto pensato per rendere omaggio al centenario della nascita di Renata Tebaldi, i cui cimeli sono custoditi proprio a Busseto presso la Fondazione che porta il suo nome». 

Dal momento che non può esserci festival se non “contemporaneo”, molto forte sarà il collegamento con la complessa e fragile realtà del nostro tempo. Pertanto, anche se inteso come omaggio a Puccini – oltre che alla memoria della voce pucciniana par excellence, Renata Tebaldi, – il Festival Toscanini 2022 si pone in stretta ed evidente relazione con il presente e i suoi drammi. Il doloroso e lacerante rapporto tra ideale e reale, tra bellezza dell’arte e brutalità delle azioni umane costituiscono il filo rosso sommerso che tiene unite le proposte del ricco cartellone.

È anche il tema riflesso nel manifesto d’autore scelto per l’edizione di quest’anno: l’immagine fotografica di Mustafa Sabbagh – che ritrae un gesso canoviano della Gypsoteca di Possagno mutilato dai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale – è il punto di partenza, ed è stata esposta all’intervento della mano di Omer Meir Wellber che la reinterpreta con un gesto grafico di particolare intensità. Un caso di duplice ri-mediazione di materiale artistico: la ripetuta violazione/contaminazione dell’ideale di intangibile bellezza neoclassica rende l’opera di Canova straordinariamente contemporanea.

«Non sono un pittore – ha sottolineato Omer Meir Wellber -, ma la pittura rappresenta il mio rifugio fin dall’infanzia. La foto di Mustafa Sabbagh, creando un ponte tra il passato, l’antico, il classico e il presente, mostra un punto di vista mutevole e così rivela inedite prospettive. L’intervento su di essa, allude al mio credo rispetto al mondo del teatro, dell’opera, alla musica sinfonica rispetto alle scelte da compiere. Di certo, il passato non va ignorato, ma nemmeno bisognerebbe dargli eccessivo peso: sarebbe da stupidi contemplarlo come al museo, senza nutrirlo. Così facendo, un’opera o un musicista sparirebbero dimenticati in fondo ad un abisso. Il passato deve essere sempre alimentato nelle scelte dei programmi, ma desidererei farlo con il medesimo atteggiamento con cui ho rielaborato la foto: considerandolo come un traguardo già conquistato e nel contempo un territorio vergine».

La storia si esprime anche attraverso la varietà, il confronto e l’incontro tra culture differenti e non a caso ritroviamo sul podio due direttori di cultura ebraica, un giovane direttore ucraino – secondo classificato al recente Concorso Toscanini e vincitore del premio dell’orchestra – e un direttore siriano, quest’ultimo impegnato nella cornice di una serata patrocinata da UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati. Oltre al direttore musicale Wellber si esibiranno infatti Carlo Goldstein in un programma con musiche di Martucci e Malipierosabato 18 giugnoAuditorium Paganini ore 21.00; Sasha Yankevych che dirigerà la Filarmonica Toscanini il 10 giugno ore 21.00Antica Pieve Romanica di Vernasca, con musiche di Respighi, Mahler e Ravel, e Nahel Al Halabi, in una serata straordinaria, ospitata dal Festival, di musica e riflessione poetica sul tema delle migrazioni forzate come conseguenza di conflitti, violenze e persecuzioni, il cui ricavato sarà devoluto a UNHCR a sostegno del suo lavoro umanitario a beneficio degli sfollati e dei rifugiati siriani  – lunedì 13 giugno ore 21.00Auditorium Paganini.

Il Festival si fa anche portavoce di inedite prospettive: questo il senso con cui si inserisce nel programma l’originale serata di Cabaret con Omer Meir Wellber al pianoforte e accordion, il soprano Hila Baggio, profonda conoscitrice della lingua yiddish, il Quartetto d’archi della Filarmonica Toscanini  – con Mihaela Costea  e Viktoria Borissova al violino, Behrang Rassekhi alla viola e Pietro Nappi al violoncello -, e Ernesto Tomasini cantante, originario di Palermo performer e icona LGBTQ+, con un repertorio di canzoni degli anni tra il 1910 ed il 1930 che attraverso il cabaret toccano temi controversi sulla confusione dei generi. L’obiettivo è quello di far scoprire il clima di allora, quando il cabaret si caratterizzava per l’intimità fisica tra pubblico e interprete, alle prese con la satira e l’attualità concepita in modo aspro, aggressivo o ironico. Appuntamento il 6 giugno a Reggio EmiliaReggiane Parco Innovazione, ore 21.00.

«Tutto questo ha a che fare con Toscanini – ha commentato Omer Meir Wellber -. Perché Toscanini ha lottato per i diritti e le minoranze, e aveva un rapporto profondo, speciale con Puccini e Verdi.  Perché con Toscanini, un uomo di teatro libero, non si può sbagliare, in quanto si è battuto per affermare valori importanti, ancora attuali. Facendo tesoro del suo esempio, noi dobbiamo essere sempre creativi ed andare avanti». 

Sono numerosi i concerti cameristici che completano ed arricchiscono il cartellone. La proposta artistica si sviluppa attraverso un percorso che intende valorizzare il repertorio del primo Novecento italiano, accanto ad autori più noti al grande pubblico. Vicino a Verdi, Debussy, Liszt, Ravel, tornano a risplendere di luce propria composizioni di Pizzetti, Respighi, Casella, Rota, Tosti, Martucci, Malipiero e lo stesso Toscanini, in una veste inedita di compositore. Fra i solisti più noti le voci di Anna Bonitatibus, Lucia Cirillo e Paoletta Marrocu, i pianisti Orazio Sciortino, Francesco Libetta e Luisa Prayer. Fra gli ensemble coinvolti il Quartetto di Cremona e il Quartetto Indaco, il duo Jacopo Taddei-Luca Ciammarughi e il Trio formato da Tommaso Benciolini, Ludovico Armellini ed Eleonora Armellini.

Non mancherà la Toscanini Next che farà suonare il Parco della Musica in alcune serate della nuova estate che ci attende coinvolgendo il pubblico più giovane con un happy hour in musica: il 24 giugno e il 1° luglio nello spazio delle Tettoie Liberty del Parco della Musica alle ore 21.00.

Venerdì 8 luglio invece l’appuntamento con Let’s Jazz with Toscanini, in collaborazione con il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma nella Sala Gavazzeni del Centro di Produzione Musicale Arturo Toscani.

Suggella questa cornice di rilevante significato il valore simbolico della serata conclusiva. Il 12 luglio, nella splendida Piazza del Duomo di Parma, alle ore 21.30, Fabio Luisi, uno dei più grandi ambasciatori della musica italiana del mondo, dirigerà la Filarmonica Toscanini e il coro della Camerata Musicale di Parma nella Nona Sinfonia di Beethoven, manifesto universale che trascende il vertiginoso valore musicale della partitura stessa. 

«L’intreccio dei temi che percorrono il cartellone del festival – ha concluso Alberto Triola – è ben riflesso dalla varietà e diversità dei luoghi che ne ospitano le serate. Spazi simbolici, iconici e identitari, ma anche reinventati sulla base di stratificazioni storiche e sociali, perché un festival è un crocevia che ripropone occasioni di riflessione, incontri, rielaborazioni, anche di memoria e di aspirazioni collettive. Luoghi d’arte, paesaggi e depositi di memoria. Uno straordinario palcoscenico diffuso e circolare, che si spalanca intorno alla musica. Anzi, alle musiche. In fondo, ci pare anche questo un modo per onorare il lascito morale di Arturo Toscanini, emblema dell’artista italiano engagé, le cui vicende tornano improvvisamente a rivelarsi di inquietante attualità». 

Il programma completo del festival:

Gli incontri e i convegni del Festival sono ad ingresso gratuito.

I biglietti dei concerti possono essere acquistati:

  • nel nuovo punto vendita presso il Parma Point di Via Garibaldi 18. Per informazioni tel. 0521 1513777 –  info@parmapoint.it
  • on line sul sito biglietterialatoscanini.it o – come sempre –
  • nella biglietteria del Centro di Produzione Musicale Arturo Toscanini il mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 14; giovedì dalle 16 alle 19; chiusura domenica, lunedì e martedì. Nei giorni di concerto, la biglietteria serale sarà aperta presso l’Auditorium Paganini dalle 19 alle 20.30 per i concerti con inizio alle ore 20.30; dalle 16.30 alle 18.00 per i concerti con inizio alle ore 18.00.
  • Per informazioni: biglietteria@latoscanini.it, telefono: 0521 391339.

Il costo dei biglietti va da 30 a 10 per i concerti sinfonici; 12 e 10 euro per i cameristici.

biglietti per il concerto di Lucca possono essere acquistati:

     – alla biglietteria del Teatro del Giglio, dal mercoledì al sabato (orario 10.30-13.00 e 15.30 -18.00);
     – online sul sito www.teatrodelgiglio.it e su www.ticketone.it
     – nei punti vendita UniCoop Firenze e TicketOne
Per informazioni: biglietteria@teatrodelgiglio.it – telefono: 0583.465320 (in orario di apertura al pubblico)

Il costo dei biglietti per Le Willis va da 40 a 10 euro.

Il Festival Toscanini è realizzato grazie al contributo di

Fondazione Monteparma, Camera di Commercio di Parma, Ascom, ODCEC Parma

Sponsor

Parmalat SpA, Hera.comm, Assicoop Emilia Nord, Conad, Bonatti SpA, La Giovane, Rotary Club di Salsomaggiore, ODCEC Parma.

Tour operator partner

Parma Incoming

Per il concerto straordinario dedicato al centenario della nascita di Renata Tebaldi:

Con il patrocinio del Comune di Busseto e dell’Associazione ‘Parma, io ci sto’.

Sponsor
F.lli Galloni, Chiesi Farmaceutici, Parmalat SpA, Sinapsi Group, Impresa Allodi, Frigomeccanica, Agugiaro & Figna Molini, Macchine Soncini.

 

*Le Willis 

Inaugura l’Edizione I del Festival Toscanini 2022 prima a Parma e poi a Lucca, la prima versione praticamente sconosciuta dell’opera giovanile di Giacomo Puccini eseguita per la prima volta in tempi moderni dopo l’unica rappresentazione del 1884.

Dirigerà la Filarmonica Toscanini il direttore Musicale del Festival, Omer Meir Wellber. La regia affidata a Filippo Ferraresi. Una conferenza-concerto e un convegno di studi spiegano e approfondiscono l’avvincente storia de Le Willis e il rapporto tra Toscanini e Puccini.

 

La serata inaugurale del Festival Toscanini – Edizione I, il 5 giugno a Parma – Auditorium Paganini, vedrà la prima esecuzione, dopo l’unica rappresentazione del 1884, dell’opera giovanile di Giacomo PucciniLe Willis, con la quale il ventiseienne e sconosciuto compositore si presentò al concorso indetto dall’editore Sonzogno. La partitura fu inoltre al centro di un interessante vicenda, in grado di determinare le sorti della carriera del giovane Puccini.

 

Dirigerà la Filarmonica Toscanini Omer Meir Wellber, Direttore Musicale del Festival, al suo debutto operistico a Parma. Le Willis saranno quindi replicate il 7 giugno al Teatro del Giglio di Lucca, come ulteriore omaggio alla memoria pucciniana.

 

Il soprano Selene Zanetti interpreterà Anna, il tenore Kang Wang, Roberto e il baritono Vladimir Stoyanov, Guglielmo Gulf.

 

Il Coro è quello della Camerata Musicale di Parma diretto da Martino Faggiani.

La Toscanini torna così a produrre dopo dieci anni un titolo operistico realizzato, in questo caso, in forma semiscenica. La rappresentazione de Le Willis sarà preceduta, a Parma, dal Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra di Maurice Ravel che connoterà la serata inaugurale con la formula del tutto inedita della rappresentazione di un’opera preceduta da un concerto sinfonico. Al pianoforte il rumeno Daniel Ciobanu, vincitore del secondo premio e del premio del pubblico al Concorso Arthur Rubinstein di Tel Aviv nel 2017.

L’edizione critica de Le Willis, curata da Martin Deasy, è frutto di una ampia recensione delle fonti sopravvissute ed è stata ricostruita a partire dalle due parti del manoscritto di Giacomo Puccini, conservate presso la Morgan Library & Museum di New York e l’Archivio Ricordi di Milano.

Le Willis di Puccini sarà realizzata in forma semiscenica, con figuranti, un danzatore e un corpo di ballo. La regia è stata affidata a Filippo Ferraresi, al suo esordio nella regia d’opera dopo diversi anni a fianco di Romeo Castellucci e nelle file del Cirque du Soleil e dopo aver debuttato al Piccolo di Milano con una sua produzione nella stagione in corso.

«Credo che tutta la potenza di quest’opera risieda nella dimensione magica delle fiabe. Mi è parso quindi opportuno ragionare sulla potenza della fiaba per dare vita all’idea visiva, sul suo lato antropologico e archetipico. Ma anche nella sua fatalità che è vicina a quella della tragedia greca. Alla fiaba non interessa essere conciliatoria la fiaba non è giusta, la sua bellezza è consustanziale alla sua violenza. E tutto ciò è evidentissimo nella musica di Puccini: bellezza e violenza. Ma cosa può dirci tutto ciò nei tempi di oggi? Credo che la risposta giri intorno a questo pensiero: torniamo a raccontarci delle storie, anche quelle violente anche quelle in cui ci sono punizioni. Contro le “stories” di Instagram in cui tutto è nato con un filtro di buonismo, in cui nessuno grida pietà perché tanto tutto ciò che si fa o si dice va bene. Torniamo a suonare le trombe del fato. Ma cosa si vedrà in scena? È chiaro che la grande parete di vetro sarà la protagonista assoluta. Il gioco fra il dentro e il fuori con la complicità di un giugno italiano sarà interessantissimo da sfruttare. E poi il cerchio. Simbolo warburghiano, emblema della perfezione del ritorno di tutte le cose, serpente che si mangia la coda. “Gira, gira, danza, gira!” grida il coro dei paesani. Ed ecco che in scena un derviscio rotante inizia la sua danza vorticosa. Non si fermerà più per tutta la durata dell’esecuzione trascinandosi in un nuovo turbine fisico e mentale, ipnotico come alcune arie di Puccini».

Affascinante la storia che vide il giovane Puccini partecipare al concorso di composizione Sonzogno, concorrente al tempo della Casa Editrice Ricordi. Puccini non vinse e non ricevette neppure una menzione. L’opera venne poi rappresentata al Teatro del Verme di Milano – sostenuta da alcuni mecenati privati – il 3 maggio 1884.  La stampa dell’epoca riportò ampie discussioni sulle circostanze della bocciatura de Le Willis a partire dalla narrazione della consegna frettolosa del lavoro mal redatto ed incompleto. Tra le voci che suscitarono un insolito interesse del pubblico, quella che interpreta la vicenda come una manovra di Giulio Ricordi, noto per il suo acume critico, per portare il giovane compositore sotto la propria egida.  

Ad approfondire l’avvincente narrazione è dedicato il primo incontro del Festival “Il Concorso Sonzogno e il caso Le Willis”, una conferenza-concerto in collaborazione con il Centro Studi Giacomo Puccini di Lucca e Casa Ricordi. L’appuntamento è in programma all’Auditorium di APE Parma Museo alle ore 18.00 del 5 giugno. Parteciperanno Martin Deasy – Casa RicordiMichele Girardi – Università Ca’ Foscari di Venezia / Centro Studi Giacomo Puccini e Simone di Crescenzo – Università La Sapienza di Roma.

Il primo grande compositore dopo Verdi e dopo Wagner, e soprattutto il primo della sua epoca, con cui Arturo Toscanini si trova a dialogare, è proprio Puccini. Rapporto importante che si va formando in quegli anni, e che si solidifica sempre di più negli anni successivi, basti ricordare il debutto al Metropolitan di New York de La Fanciulla del West nel 1910 con Toscanini sul podio.

Il Convegno Internazionale realizzato in collaborazione con il Centro Studi Giacomo Puccini di Lucca che si terrà il 6 giugno nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Parma – ore 10.00, è dedicato ad approfondire proprio il rapporto tra Toscanini e Puccini.  Interverranno Alessandro Avallone – Università La Sapienza di RomaStefano Baia Curioni – Università Bocconi di Milano, Virgilio Bernardoni – Università degli Studi di Bergamo / Centro Studi Giacomo PucciniGabriella Biagi Ravenni – Centro Studi Giacomo Puccini, Marco Capra – Università degli Studi di Parma, Michele Girardi – Università “Ca’ Foscari” di Venezia / Centro Studi Giacomo PucciniHarvey SachsCurtis Institute of Music di PhiladelphiaEmanuele Senici – Università “La Sapienza” di Roma / Centro Studi Giacomo Puccini. Coordinamento di Simone di Crescenzo – Università “La Sapienza” di Roma.